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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Sciopero, l'Italia si ferma. Un milione in piazza

La nuova prova di forza di Cgil, Cisl e Uil, la quinta per il governo Berlusconi, si chiude così, con un risultato che i sindacati giudicano straordinario. L'80-90% dei lavoratori ha, per Cgil, Cisl e Uil, incrociato le braccia per protestare contro una manovra finanziaria da 24 miliardi di euro e soprattutto contro una riforma fiscale «iniqua, inutile e sbagliata». • Al via l'astensione nel trasporto pubblico locale. Fermi bus, tram e metro
ROMA - Italia ferma per quattro ore, oggi, e circa un milione di lavoratori in piazza in tutto il paese, per protestare contro una manovra finanziaria da 24 miliardi di euro «ingiusta e inadatta alla gravità della situazione economica ma soprattutto contro una riforma fiscale «iniqua, inutile e sbagliata» che peserà, a conti fatti, per altri 6,5 miliardi sulle tasche degli italiani. La nuova prova di forza di Cgil, Cisl e Uil, la quinta per il governo Berlusconi, si chiude così, con un risultato che i sindacati giudicano straordinario.
L'80-90% dei lavoratori ha infatti, per Cgil, Cisl e Uil incrociato le braccia: oltre l'80% nei trasporti pubblici locali, la stessa percentuale nel settore ferroviario e nel trasporto aereo dove la sola Alitalia ha dovuto cancellare dal proprio operativo 136 voli. Praticamente paralizzata l'amministrazione pubblica in sciopero per 8 ore che ha raccolto tra l'80 ed il 90% di adesioni con punte del 100%.
Fermo anche buona parte del comparto sanità dove circa l'80% tra infermieri, assistenti sociali e terapisti hanno scioperato assieme al 30% dei medici ospedalieri. Hanno risposto anche le banche: il 20% sono rimaste chiuse l'intera mattinata.
Adesioni altissime anche nel mondo industriale. I dati dei metalmeccanici parlano di una astensione dell'80% con punte del 100%. E ad accompagnare lo sciopero circa 80 manifestazioni in tutta Italia.
EPIFANI, E' IL GOVERNO AD ESSERE ISOLATO
«Il governo è totalmente solo», ha scandito da Milano, davanti a 100 mila manifestanti a Piazza Duomo, il leader della Cgil, Guglielmo Epifani ribaltando così su esecutivo e maggioranza le accuse che piovono sulla protesta.Ed è solo perchè- ha proseguito- non ha con sè il sindacato confederale tutto, non ha il sindacato di destra, non ha la Confindustria, non ha le altre associazioni d'impresa, non ha i comuni, non ha le Regioni, non ha province. E' il governo ad essere isolato nel paese e per non affondare si aggrapa a specchietti per allodole come il taglio Irpef». Ma gli italiani, ironizza, «non sono allodole». Anzi: «Il taglio delle tasse non dà niente alla maggioranza degli anziani mentre dà quasi tutto ai ricchi. Dà poco a tanti e a pochissimi dà quasi tutto il resto». Troppe, d'altra parte, le promesse che il governo ha disatteso e i tavoli mai convocati.
Quasi naturale, dunque, l'intesa con Confindustria: «Abbiamo un interesse comune: sostenere la ripresa, sostenere chi vuol fare impresa, sostenere l'industria italiana come fa la Francia, come fa la Germania. Possibile che solo il nostro paese, il nostro governo non abbia un'idea che sia una?». Eppure il paese è fermo, da quattro anni cresce solo l'1%. «Avremmo voluto un'idea per aiutare il paese a riprende la strada dello sviluppo, ma con questa finanziaria si fa purtroppo per l'ennesima volta esattamente il contrario: si tagliano tutti gli investimenti pubblici e si scoraggiano quelli privati», ha concluso.
PEZZOTTA, NON SIAMO PARTITO TASSE MA MANOVRA E' EVERSIVA NON MOLLEREMO
A rispondere al governo che accusa sindacati e opposizione di aver costituito il partito delle tasse è il leader della Csil, Savino Pezzotta che avverte che la lotta non si fermerà ad oggi. «Non siamo il partito delle tasse. Noi siamo per la tassa giusta, siamo contro gli evasori fiscali», ha detto di fronte ad una gremitissima Piazza S.Marco, nonostante il tempo inclemente.
« Siamo innanzi ad un'operazione politica che non affronta i problemi del Paese, che mentre con una mano dà ad alcuni con l'altra toglie a tutti. Non siamo di fronte ad una svolta epocale, ma ad una manovra che ha dell'eversivo e dell'avventuroso! La politica messa in campo non porterà nessun vantaggio al Paese, allo sviluppo, all'innovazione e alla modernizzazione e non ridurrà come si dovrebbe il deficit», ha ammonito ribadendo che lo sciopero di oggi « è uno sciopero politico perchè contro una politica che non condividiamo e che vogliamo cambiare». Ma il sindacato non si rassegna: «continueremo la mobilitazione».
ANGELETTI - SCIOPERIAMO PER DIFENDERCI, CHI CI CRITICA VENDE SOLO ILLUSIONI
Uno sciopero di difesa dunque, come spiega da Torino il leader della Uil, Luigi Angeletti. « Scioperiamo perchè siamo costretti a difenderci dal fatto che ci stiamo impoverendo, che stiamo perdendo posti di lavoro un giorno dopo l'altro non perchè siamo contro la riduzione delle tasse», ha scandito da Piazza Castello.
Di difesa e politico: «per convincere il governo a fare finalmente una politica per lo sviluppo, per la crescita e per l'occupazione» fatto dalla «parte migliore del Paese, che sta nelle piazze oggi non dalla parte di coloro che criticano gli scioperi e sanno venderci solo delle illusioni». Il sindacato, comunque, avverte Angeletti, andrà avanti «finchè il governo non cambierà idea».
UGL, RISPOSTA PROPAGANDISTICA GOVERNO SAREBBE GRAVE ERRORE
Un avvertimento al governo arriva anche dall'Ugl, il sindacato più vicino alle posizioni alla maggioranza, ma non per questo meno battagliero nei confronti di una manovra non condivisa. «La mobilitazione del mondo del lavoro contro la finanziaria è stata forte ed unanime e sarebbe un grave errore da parte del governo rispondere solo in termini propagandistici ai problemi posti dal sindacato per la crescita dell'economia, la salvaguardia dei redditi più deboli, lo sviluppo del Mezzogiorno», afferma il segretario generale, Stefano Cetica.
Purtroppo, insiste il sindacalsita, «nei commenti a caldo sullo sciopero sembra prevalere, anche per quanto riguarda molti esponenti dell'opposizione, la volontà di strumentalizzare e radicalizzare uno scontro che ha motivi molto meno banali di quelli che riesce ad apprezzare chi si muove soltanto in un'ottica politica». Chi governa, aggiunge Cetica, «ha senza dubbio il diritto di decidere, ma ha anche il dovere di ascoltare le parti sociali che possono offrire un contributo importantissimo alla soluzione dei problemi, senza scadere nel consociativismo ma rispettando, reciprocamente, ruoli e funzioni soprattutto per mantenere, in un momento così difficile, la necessaria coesione sociale».
RINALDINI (FIOM), GRANDE GIORNATA DI LOTTA CON FORTE PARTECIPAZIONE TUTE BLU
Una contestazione dura alla Finanziaria ha spinto, secondo la Fiom, oltre l'80% dei lavoratori metalmeccanici a partecipare allo sciopero. «Questa finanziaria non offre nessuna risposta credibile ai problemi che attanagliano il nostro Paese. Ciò vale, in particolare, sia per la politica industriale che per tutte le problematiche connesse al nostro Mezzogiorno», attacca Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom-Cgil, concludendo la manifestazione che si è svolta oggi, con la partecipazione di oltre 15.000 persone, a Caserta.
«Una grande giornata di lotta, cui le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici hanno contribuito con una forte partecipazione», insiste il leader delle tute blu. Quella di Caserta è stata solo una delle decine di manifestazioni che hanno visto sfilare, assieme ai lavoratori di tutti i settori, i militanti di Fim, Fiom e Uilm. Una partecipazione «motivata, ampia e capillarmente diffusa dal Nord al Sud del nostro paese», conclude Rinaldini.
SACCONI, NELL'INDUSTRIA PARTECIPAZIONE PIU' VICINA AL 15 CHE AL 20%
Una contestazione delle cifre di adesione fornite dai sindacati arriva dal sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi.
«Una pur sommaria raccolta di informazioni sull'esito dello sciopero ci dice che nel settore privato le adesioni sarebbero al di sotto del precedente sciopero generale sulle pensioni, che come è noto non fu certo un successo», spiega il sottosegretario. Se, insiste, «con l'eccezione di alcune solite note province, le adesioni nell'industria manifatturiera risultano essere tra il 20 e il 30 per cento nelle aziende sindacalizzate, è ragionevole supporre che nel complesso dell'industria - includendo le piccole imprese - la partecipazione sia stata più prossima al 15 che al 20 per cento».
Questo, spiega comunque l'esponente di Forza Italia, «senza nulla togliere al valore politico delle organizzazioni che vi hanno aderito, ma per ricordare che sul totale del lavoro italiano la sciopero generale resta sempre un fatto minoritario, il cui peso tende a scendere piuttosto che a salire». Tutto ciò, infine, non è da confondere con i numeri delle piazze, nelle quali prevale la partecipazione di settori politicizzati, che si pongono in opposizione al Governo».
LA MAPPA DELL'ADESIONE
Un successo, dunque, al di là delle aspettative e generalizzato secondo i primi dati sulle astensioni per regioni e settore produttivo raccolti dalla Cgil.
- TRENTINO:
Rovereto: Luxottica e Cartiere 70%.
- PIEMONTE:
Alessandria: Cerutti (meccanici) 85%, Michelin 90%, Pernigotti 80%. Biella: Filatura Tollegno 80%, Ermenigldo Zegna 80%, Zegna Baruffa 80%, Cerruti 80%. Zinco Celere 60%, Power Train Verrone 70%.
Cuneo: Michelin 90%, Saint Gobin 90%, Abet 85%. Novara: De Agostini 95%, Meritor (meccanici)90% Asti: Upim 100%, Gate (meccanici) 90%.
Vercelli: Teksid (Crescentino) 70%, Magliola 80%, IKK 90%, Spa Ital Galbano 70%, Cerutti 90%. Loro Piana 80%, Come Ero 85%.
Verbania: Vinavil 98%, Ferrovie Viggettine 90%.
- LIGURIA:
i portuali di Genova hanno scioperato al 100%, Centrale Latte 80%, Fincantieri (Sestri) 95%, Galbani 95%.Cnr 72%, Infim (ricerca) 82%, Università Genova 74%. Settore edilizio 80%.
Savona: Vetrotex 93%, Piaggio 90%.
La Spezia: Arsenale militare 85%, Oto Melara 90%, Fincantieri (Muggiano) 80%.
- EMILIA ROMAGNA:
Barilla e Parmalat di Parma hanno fatto registrare una percentuale di astensioni dal lavoro del 100%.
Bologna: Ospedale S.Orsola 80%, Comune 85%, Provincia 80%, Inpdap 80%, Comuni di Casalecchio, Pianoro e Sassomarconi fra il 95 e il 100%. Cooperativa costruzioni: impiegati 75%, operai 100%. Tecnoform: impiegati 85%, operai 95%. Bonfiglioli 80%, Alenia 95%, Lamborghini 90%, Motori Berelli 90%, Cehora 75%, Fimi 90%, Effer 90%. Ipermercato Supercoop 95%, Era 90%, Cup 95%. Cartiere 100%. Magli 90%, Perla 85%, Artce 80%, Bvm 80%.
Ferrara: Aziende tessili: 94,5. Nelle aziende del commercio la percentuale è stata dell'84% con punte del 100% alla Cooperativa estense e Copma Aziende edili: 92% con punte del 95% alla Cooperativa lavoranti legno, Industra Cornici e del 100% alla Fornace Filo e alla Aristea.
Reggio Emilia: Comune 100%, Ospedale civile di Reggio 95%.
- TOSCANA:
ha fatto registrare percentuali di adesione dell'85% alla Solvey di Rosignano (LIvorno). Cooperativa Toscana-Lazio di Piombino e Livorno 100%.
Siena: Calp di Colle Val D'Elsa 90%, Wirpool 98%, Triganò Caravan (Poggibonsi) 97%
Pistoia: Calzaturiero:Tiger 95%, Superlana 75%, Meccanica Breda 80%, Cima Impianti 90%, Asl 3: 70%, Comune: 70%. Ipercoop (Montecatini)100%.
Arezzo: Buitoni 90%, Baraclit Cemento 100%, Gia (tessile) 100%, Lamos calzature 90%. Magnetec e Saico (meccanici) 90%, Siderurgica Ferrero 100%.
Prato: Comune 100%, Lanificio Pecci 80%, Fil.Olympias 80%, Officine Gualchierani 80%, Wings Pelletteria 85%, Grande distribuzione 100%.
- ABRUZZO:
il settore Banche di Pescara ha fatto registrare il 70% di adesioni allo sciopero, il 55% alla Motorizzazione, il 100% alla Farge Montecorona, l'80% alla Fassa Bortoli, 88% alla Italcementi Scafa e 98% alla Farge Adriasemina. Al comune di Bussi la percentuale di adesioni è stata del 98%, in quello di Scafa del 60%.
- MARCHE:
ad Ancona la percentuale di adesione allo sciopero generale è stata dell' 80% al Comune, del 78,9% alla Genny, del 55% alla City di Falconara.
Macerata: Poltrone Frau 79%, Nazareno Gabrielli Pelle 100%, Tigamaro !00%,
Pesaro: Scavolini 90%, Febal 90,1%, Ifi 90%, S.Andrews 70%, Morbidelli 95%, Tvs 75,2%, Auchan 50%, Ipercoop 85%.
- LAZIO:
a Roma, nel settore Sanità 80% di adesioni, 75% al Comune, al Ministero beni Culturali Castel S. Angelo, Fori Imperiali, Galleria Borghese e Palazzo Venezia 100%.
Nel settore elettrico, 80% alla Romana Gas.
Per Alimentaristi e agricoltura si registrano adesioni dell' 80% alla Peroni, 90% alla Biscotti Gentilini, 75% alla Fiorucci, 90% alla Montebovi.
Comunicazioni e spettacolo: Poste Esquilino 80% , Wind 60%, Mondadori grafici 85%, Teatro dell'Opera 85%.
Aziende meccaniche: Lombardini RT 90%, Vanossi 90%, Alcatel 60%.
Chimici: Procter 70%, Alstom 100%, Bristol (Frosinone) 95%, Videocolor 70%. Aziende ceramica di Civitacastellana 85%.
Edili: Tivoli 100, Italcementi (Colleferro) 90%, Cantiere Farnesina 95%.
- CAMPANIA:
il dato di adesione della Alenia di Napoli è del 90%, Ansaldo 80%, Fiat (Pomigliano) 75%
- PUGLIA:
Bari: Spagnoletti 100%
Taranto: Appalti Ilva 100%, Enel 95%, Comune di Grottaglie 60%.
Lecce: Area tessile di Nardò70%, Filanto 80%. Calelongo, Palumbo e Lezzi 100%.
- BASILICATA:
a Matera, l'88% del personale di Telespazio si è astenuto dal lavoro, il 35% alla Natuzzi.
Potenza: CPE (edili) 100%, Ferrero 81%, SMA 100% Italtrattor 85%, Ferrero 81%.
-CALABRIA:
A Crotone in Calabria i dipendenti della Provincia si sono astenuti dal lavoro con una percentuale del 100%, 65% al Comune: Cantieri Forestali 100%, Acquedotto 80%, Crotonscavi 100%, Mazzei Costruzioni 100%, Casa Rossa 80%, Agea 100%, Cooperativa Scintilla 80%, Quiper Supermercati 60%.
Vibo valentia: Nuovo Pignone 80%, Cantieri forestali 100%. Comparto Sanità: 60%. -Reggio calabria: Call Center Poste 82%, Azienda Ospedaliera 60%, Polo Tessile San Gregorio 85% , Omeca 80%, Oviesse 70%., Cantieri Forestali 95%, Italcementi (Siderno) 90%, Acem-Legno 90%, Azienda Ospedaliera Reggio Calabria 60%.
Catanzaro: BNL 60%, Sielte 90%, Ambiente e Servizi 78%, Alcatel 70%.
Castrovillari: ASL 1-2-3 60%. Aziende agricole Bilotta 85%, Aziende agricole Piro 65%, Foferauto 94%.
- SARDEGNA:
A Cagliari 70% alla Saras, 90% alla Sarar Appalti, Bridgestone 90%, Enichem 90%, Enichem Appalti 90%, Auchan e Carefurr 50%, Sagit Agroalimentari 85%, Università, Banche e Assicurazioni: 70%.
Nuoro: ASL 3 90%, Cartiera 100%, Intermare 80%.
Sassari: (S.Gavino) Keller 75%, Portovesme Srl 80%, ceramica Mediterranea 98%, parco Geominerario 100%, Lsu 100%.
Carbonia: Euroallumina 100%, Elettrici 80%, Portovesme Srl 60%.
Olbia: Palmera 85%, Comparto difesa 60%, Sugherificio Ganau 60%.
- SICILIA:
Palermo: Banco di Sicilia 90%, Amat Costruzioni 100%, Costruzione Autostrada 100%, Anas 75%, Comune di Palermo 70%, Cantiere Navale 100%.
Catania: St Micro 70%, Coca Xcola 100%, Parmalat 100%, Galbani 80%.
Siracusa: Petrolchimico 95%, Azienda Ospedaliera Umberto I° 63%, Chimica Eni 100%.
Ragusa: Alimer (meccanici) 70%.
Trapani: Cantiere Navale 85%, Poiatti 70%, Coppola 80%, Florio 80%, Ittica Conserviera 75%.
Messina: Raffineria 100%, Birra Messina 60%. Edilizia: 90%.
Caltannissetta: Petrolchimico Agip, Enichem, Polimerieuropa 88%. ASL 2 45%, Ospedale S.Elia 45%. Chimica San Cataldo 100%.

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