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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Resta in carcere presidente Camera penale

In Basilicata. Respinte istanze di revoca di custodia cautelare per Piervito Bardi (avrebbe aiutato un boss) • Sabato vertice Unione camere penali
POTENZA - Il gip di Potenza, Alberto Iannuzzi, ha respinto stamani le due istanze di revoca della custodia cautelare in carcere presentate dalla difesa dell'avvocato Piervito Bardi, presidente della Camera penale della Basilicata, arrestato nell'ambito dell' inchiesta su presunte collusioni mafia-politica-affari, con l'accusa di aver rivelato al boss Renato Martorano notizie riservate sull' indagine a suo carico.
I difensori di Bardi, gli avvocati Rosanna Agatiello e Donato Pace, avevano presentato due ricorsi contro la misura: uno per motivi di salute (Bardi a loro avviso soffre di un grave ascesso), l' altro nel merito del provvedimento, considerato illegittimo e privo di motivazioni di fatto e di diritto.
Secondo la difesa, l'avvocato sarebbe finito in carcere solo per aver espresso delle opinioni con il suo assistito Martorano, riguardo al rischio per quest' ultimo di essere arrestato (cosa poi avvenuta nell'ambito della stessa operazione «Iena due». Bardi secondo i difensori si sarebbe limitato a riferire voci di corridoio del Palazzo di Giustizia potentino.
Il gip (che già aveva disposto la misura cautelare per Bardi) ha respinto il primo ricorso sulla base di un certificato medico secondo il quale le condizioni dell'indagato sono compatibili con la detenzione. Per rigettare il secondo ricorso, il magistrato ha ribadito quanto già affermato nell'ordinanza di custodia.
Bardi (questa è la posizione del gip) era legale di Martorano in un altro procedimento (il processo Penelope, per il quale il boss è già stato condannato per associazione mafiosa in primo e secondo grado), ma non in «Iena due». Il legale avrebbe raccolto informazioni riservate sull' indagine in corso su sollecitazione dello stesso Martorano, e gli avrebbe poi riferito notizie coperte dal segreto istruttorio, cosa che avrebbe danneggiato il lavoro degli inquirenti. Ci aspettavamo questo rigetto - è stato il commento dell'avvocato Agatiello -. Lo stesso giudice non poteva rimangiarsi quello che aveva detto prima. Ora attendiamo l'udienza del Tribunale del Riesame».

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