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Ragusa - Sette arresti, intascavano denaro di appalti pubblici per lavori mai conclusi

Arrestate a Ragusa 7 persone tra cui due imprenditori: vincevano appalti pubblici ma non portavano mai a fine i lavori, pur intascando il denaro
MODICA (RAGUSA) - Sette persone accusate di associazione per delinquere finalizzata alla truffa tramite un'azienda, poi dichiarata fallita, che operava nel settore degli appalti pubblici sono stati arrestati dalla polizia di Stato della Questura di Ragusa su disposizione del Gip di Modica.
Tra i destinatari dell'ordine restrittivo ci sono imprenditori e dipendenti di una società per azioni che avrebbe vinto numerosi appalti pubblici in diverse regioni italiane, e dipendenti di enti locali. Secondo l'accusa le parti lese nell'inchiesta, tramite false fatturazioni e inesistenti stati di avanzamento dei lavori, sono istituti bancari e imprenditori ai quali l'impresa cedeva il ramo dell'azienda vincitrice di un appalto pubblico.
Il provvedimento restrittivo emesso dal Gip di Modica Maurizio Gurrieri su richiesta del procuratore della Repubblica Domenico Platania, è stato eseguito dalla polizia del locale commissariato e da agenti della squadra mobile della questura di Ragusa tra la Sicilia, il Lazio e la Lombardia.

I fratelli Pietro e Antonino Mollica, di 43 e 45 anni, imprenditori messinesi che operano anche nel settore di appalti pubblici, sono stati arrestati dalla polizia di Stato nell' ambito di un' inchiesta su presunte truffe nella cessione di rami di aziende a altre aziende o banche. Nella stessa operazione, denominata 'Know-how', agenti del commissariato di Modica e delle squadre mobili di Ragusa, Messina, Roma e Lodi hanno arrestato altre cinque persone. Sono il geometra Giovanni Tonani, 39 anni, ex amministratore unico, e successivamente anche liquidatore, della Casal spa; Giuseppe Pizzo, di 30 anni, di Messina, e Alessandro Borgia, di 40 anni, di Roma, rispettivamente ex procuratore speciale e ex funzionario amministrativo della Casal spa; e le ragusane Angela Baltimora, di 50 anni, e Giovanna Zazzaria, di 46, funzionarie contabili, rispettivamente, della Ausl 7 di Ragusa e del Comune di Ispica (Ragusa).

Nei confronti degli indagati il Gip di Modica, Maurizio Gurrieri, su disposizione del procuratore della Repubblica Domenico Platania, ha emesso ordine di carcerazione per associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Gli appalti al centro dell'inchiesta sono i lavori di completamento del secondo Padiglione dell'ospedale Maggiore di Modica (per un importo di 5.777.287 euro), quelli di consolidamento e restauro del palazzo Bruno di Belmonte di Ispica (3.498.000 di euro) e di completamento di istituti scolastici del rione Noce di Palermo (2.528.000 euro).
Secondo l'accusa, la Casal cedeva i propri crediti che derivavano dall'avere vinto una gara pubblica a istituti di credito, anche due volte, riuscendo a monetizzare il 30% dell'intera cifra dell' appalto. Ma dopo avere acquisto il ramo d'azienda le imprese subentranti ricevano dalla Casal fatture di pagamento di lavori di presunti avanzamenti di lavoro, che, sostiene la Procura di Modica, invece non erano stati eseguiti. Secondo gli investigatori del commissariato di Modica, che hanno svolto le indagini in collaborazione con la squadra mobile della Questura di Ragusa, la stessa tecnica di cessione del ramo di azienda sarebbe stata attuata dalla società anche in altre regioni d'Italia.

L'azienda al centro dell'inchiesta, la Casal, è stata costituita il 30 ottobre del 98 a Varese dalla fusione di due società, con sedi in Lombardia e in Svizzera, ed è diventa una Società per azioni il 21 gennaio dell' anno successivo. Nel 2002 l'impresa, che ha un giro d'affari negli appalti pubblici stimato dagli investigatori in 130 milioni di euro, si è trasferita a Roma. Dopo la notifica di avvisi di garanzia, il 13 aprile del 2004, un'assemblea straordinaria ha proposto lo scioglimento della società e il trasferimento in un' altra sede. Successivamente, secondo quanto ha ricostruito la polizia, la Spa è stata dichiarata fallita.

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