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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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L'«Ecosistema urbano» è al Nord. Il Sud arretra

Lecco ha raggiunto il vertice della classifica. Si piazza seconda dietro Verbania per la raccolta differenziata; alle spalle di Siena, Pavia e Rieti per la qualità del trasporto pubblico. Sottolineato lo stress delle grandi metropoli e l'impasse di quasi tutto il Sud sempre più strozzato dall'abusivismo
ROMA - Lecco, Trento, Mantova. Eccolo il podio, tutto nordico, di Ecosistema Urbano 2005, il rapporto annuale di Legambiente sulla qualità ambientale delle città italiane che da quest'anno si avvale della preziosa collaborazione de «Il Sole 24 Ore». Con i suoi 100mila e più dati raccolti «alla fonte» delle amministrazioni comunali, i suoi 26 indicatori (dalla raccolta differenziata al trasporto pubblico, dall'abusivismo edilizio al verde, dallo smog all'acqua potabile) ed elaborati insieme all'Istituto di Ricerche Ambiente Italia, Ecosistema Urbano - giunto alla sua undicesima edizione - stila una graduatoria delle città italiane: da quella dove la qualità ambientale è migliore alla più arretrata. Allora prima di tutto va reso merito a chi quest'anno occupa il gradino più alto del podio.
Lecco ha raggiunto il vertice della classifica. Si piazza ad esempio seconda dietro Verbania per la raccolta differenziata; alle spalle di Siena, Pavia e Rieti per la qualità del trasporto pubblico; tra le prime dieci per quantità di rifiuti prodotti e per numero di automobili in circolazione; in 33a e 44a posizione per l'estensione delle zone a traffico limitato e per la lunghezza delle piste ciclabili. Poi tanti piazzamenti di metà classifica, come quelli per i consumi d'acqua potabile, e anche un paio di scivoloni sul verde urbano o sulla grandezza delle isole pedonali.
«Accomuna l'intero plotone delle prime - sottolinea Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente - il fatto che siano tutte città medio-piccole, del centro-nord (Livorno e Pisa le più meridionali), con una tradizione di buona amministrazione e servizi pubblici abbastanza efficienti. Ma Ecosistema Urbano svela anche l'altra faccia della medaglia: lo stress delle grandi metropoli e l'impasse di quasi tutto il Sud. E' l'Italia di Torino e Napoli, di Milano e Palermo, delle costruzioni illegali, dei servizi mediocri, delle emergenze, quella dei rifiuti su tutte, degli allarmi smog, della carenza idrica. E' l'Italia di Reggio Calabria o Agrigento, ad esempio, ultime quest'anno e con un rendimento ambientale che nel corso del tempo è sempre stato pessimo». Il centro urbano siciliano infatti non ha dati sulla qualità dell'aria, non ha isole pedonali, non ha un'efficiente sistema di depurazione delle acque sporche, non ha un trasporto pubblico decente, non ha spazi verdi apprezzabili. In «compenso» ha tantissime case abusive (14 ogni 10mila abitanti quelle costruite nel solo 2003) che si spingono fin dentro l'area archeologica della Valle dei Templi, a ridosso dei monumenti greci dichiarati dall'Unesco patrimonio dell'umanità.
E che dire di Reggio Calabria, che butta senza nessun filtro nei torrenti, nei fossi e nel mare l'85% dei suoi scarichi fognari, che può «vantare» un millimetro di pista ciclabile per abitante, che consuma più elettricità della media nazionale o che ha una concentrazione di nitrati nell'acqua potabile di quattro volte superiore al tetto suggerito dall'Oms per la tutela della salute umana. L'insostenibilità urbana abita poi in tanti altri centri dalle dimensioni metropolitane o di medie e piccole dimensioni: Nuoro, Frosinone, Catania, Trapani, Ragusa, Vibo Valentia, Messina, Imperia, Sassari, Palermo.

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