Martedì 28 Settembre 2021 | 02:49

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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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A Scampia continua la «guerra»: ancora un morto ammazzato e un negozio bruciato

Ucciso uno spacciatore che si ritiene imparentato con il detenuto in semilibertà ucciso la scorsa settimana e bruciato a Secondigliano il negozio di proprietà di un parente di due fratelli arrestati in un blitz della polizia
NAPOLI - Si allunga inesorabile e spietata, nonostante i controlli, i blitz e gli arresti operati dalle forze dell'ordine, la scia di sangue nei quartieri della periferia Nord di Napoli, tra Secondigliano e Scampia, dove infuria la «guerra» tra il clan di Paolo di Lauro e un gruppo di «scissionisti».
Nella tarda serata di domenica a cadere sotto il fuoco dei killer è stato uno spacciatore di 30 anni, Massimiliano De Felice, che si ritiene imparentato con il detenuto in semilibertà ucciso la scorsa settimana in un agguato nei pressi della stazione della metropolitana di Piscinola. L'uomo era sotto i portici di un palazzo tra Via Fratelli Cervi e Via Ghisleri, la stessa zona dove la polizia nei giorni scorsi aveva interrotto un summit di camorra, arrestando sette appartenenti al gruppo degli «scissionisti», la stessa dove sabato sera un altro pregiudicato era stato ucciso e due persone erano rimaste ferite.
La giornata di domenica è stata caratterizzata anche dall'incendio appiccato a Secondigliano al negozio di proprietà di un parente di due fratelli arrestati proprio in un blitz della polizia a Via Ghisleri. L'incendio ha provocato una violenta deflagrazione che ha destato panico nel quartiere.

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