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«La taglia è un atto legittimo»

Il ministro della Giustizia d'accordo con Calderoli che ha proposto una taglia a chi darà notizie sugli assassini del benzinaio ucciso • La famiglia, non vogliamo il far west
REGGIO CALABRIA - Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, è pienamente d'accordo con il suo collega leghista Roberto Calderoli che ha proposto una taglia a chi darà notizie sugli assassini del benzinaio ucciso a Lecco. Di più: per il guardasigilli «mettere una taglia e ricompensare chi offre notizie utili ai fini della cattura dei delinquenti non soltanto è un atto legittimo ma anche meritorio».
«Questo è uno strano paese - afferma Castelli a margine del convegno sulle riforme della giustizia in corso presso la sede della Regione Calabria - anziché essere indignati perché un bravo cittadino è stato ucciso, siamo indignati perché qualcun altro cerca di adoperarsi affinché questi malviventi vengano assicurati alla giustizia. E' paradossale».

Dalla Calabria, «zona che purtroppo soffre da anni» di simili problemi di criminalità, Castelli lancia un appello affinché ci sia «una ribellione di tutti i cittadini onesti, che sono fortunatamente la maggioranza: collaborino con lo Stato, perché se non c'è la collaborazione dei cittadini onesti lo Stato da solo non ce la fa a piegare del tutto la criminalità organizzata».
L'uccisione del benzinaio di Lecco dà a Castelli l'occasione per tornare sul tema della legittima difesa e sulla possibilità per il cittadino minacciato di difendersi anche attraverso l'uso delle armi: «Il Senato ha in aula un provvedimento sulla legittima difesa che ritengo sia razionale. Su questi temi bisogna sempre ragionare in termini razionali e mai emozionali». A chi gli fa notare che una modifica alla legittima difesa è prevista anche nella riforma del codice penale messa a punto dalla commissione di studio presieduta da Carlo Nordio, Castelli risponde: «Credo che in questo momento sia da privilegiare il testo del Senato perché è in fase più avanzata». Successivamente, prendendo la parola al convegno con accanto lo stesso Nordio, il ministro dà atto alla commissione di aver lavorato bene e con sollecitudine presentandogli già dallo scorso luglio un testo di riforma sulla parte generale del codice che ora si trova sul suo tavolo. Testo che, però, Castelli fa sapere di tenere lì perché «finita la parte tecnica c'è da fare una verifica politica all'interno del governo che è abbastanza complessa».

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