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Sul taglio delle tasse il governo scricchiola

Parte in ritardo, in serata, il Consiglio dei ministri dedicato all'esame del maxiemendamento imposto dal presidente Silvio Berlusconi per la "resistenza" del ministro Moratti ad ulteriori tagli nel settore scuola. Da parte sua, il ministro degli esteri Fini tenta di parare il colpo del taglio di 75mila posto nel settore pubblico con il blocco dei "turn over" con la promessa di rinnovare i contratti. Ma l'opposizione è impantanata
ROMA - Il giorno dopo che Silvio Berlusconi ha messo sul tavolo il taglio delle tasse sul quale è riuscito a ottenere il consenso di tutta la Cdl, il confronto politico ha come oggetto il contenuto reale della decisione: è una svolta «epocale», come ha detto Berlusconi, o un'operazione mediatica che darà poco o niente alle famiglie e lascerà debiti da pagare in futuro, come sostiene in coro l'opposizione? La Cdl lancia messaggi di sicurezza e derubrica i commenti delle opposizioni a «reazioni scomposte e qualche volta isteriche», come dice Fini, che vengono da una coalizione «conservatrice» e capace solo di aumentare le tasse, aggiunge il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi.
Altrettanto netti i giudizi dell'opposizione, per la quale la Cdl starebbe cercando di vendere qualcosa di simile ad un pacco vuoto all'opinione pubblica. Sia perché le cifre, secondo questa interpretazione, dicono che i benefici saranno pochi, per i ricchi e dal punto di vista territoriale concentrati al Nord, sia perché, sostiene l'ex ministro Enrico Letta, l'Ulivo fece più tagli alle tasse con la finanziaria di Visco per il 2001.
Se si considera che quella finanziaria fu seguita da elezioni perse dall'Ulivo e fu all'origine delle accuse di Berlusconi di aver trovato un buco (o extradeficit) nei conti pubblici, l'accusa di Letta e di altri, per cui la Cdl starebbe ipotecando il futuro, può essere interpretata anche come segno della preoccupazione che Berlusconi possa giocare a spostare i debiti in avanti, quando la "Gad" (Grande alleanza democratica - la coalizione di centro sinistra) conta di essere tornata al governo.
Ma le opposizioni sembrano volersi scrollare di dosso anche l'accusa di non aver proposte da fare. Una risposta è attesa per lunedì, quando si riunirà il vertice con Prodi. Con la Cdl che si mobilita per spiegare alla gente i vantaggi delle sue scelte e la "Gad" che prepara la controproposta, il fisco si annuncia terreno di scontro già per le elezioni regionali della prossima primavera.
Restano tuttavia questioni di merito non di poco conto da risolvere: Letizia Moratti ha avvertito che la scuola ha già dato, lasciando intendere che altri tagli potrebbero indurla a lasciare; mentre An, già partito difensore degli impiegati pubblici, deve respingere l'accusa di aver accettato un blocco del "turn over" che costerà 75 mila posti di lavoro. Fini ha però mostrato che non intende mettersi sulla difensiva ed ha rilanciato, prospettando ai sindacati il blocco del "turn over" come la chiave per rinnovare i contratti.
Resta poi aperto il caso Follini, al centro degli assalti di quanti, Berlusconi ieri e Fini oggi, ripetono che lo vorrebbero al governo. In questo modo si chiuderebbe l'operazione di rinserrare le fila della Cdl e ripartire all'attacco per le regionali del 2005 e le politiche del 2006 visto che le elezioni anticipate minacciate da Berlusconi non sono più un'ipotesi, come garantisce Cicchitto.
Nell'ottica di lanciarsi compatti verso le elezioni, il caso della taglia annunciata da Roberto Calderoli dopo l'omicidio di un benzinaio a Lecco si presenta come un piccolo incidente di percorso. Al di là delle polemiche sulla logica da "far west" avanzate dall'opposizione (ma anche da esponenti della Cdl come Luca Volontè dell'Udc, e Maria Grazia Sestini di Forza Italia) Calderoli ha sollevato un argomento delicato. Se le tasse erano la promessa numero uno, nel contratto con gli italiani c'erano anche impegni relativi alla sicurezza; e l'opposizione ha osservato che se un ministro annuncia iniziative "fai da te" contro la criminalità ammette che il governo di cui fa parte non garantisce sicurezza ai cittadini.
Pur se Calderoli ha poi aggiustato il tiro (non parlavo da ministro ma da coordinatore della Lega, la sicurezza va garantita a Lecco come a Napoli, la taglia serve a incentivare la collaborazione dei cittadini con le forze dell'ordine) resta il fatto che la sua iniziativa ha avuto come bersaglio il ministro Pisanu. Ma, a parte dichiarazioni di solidarietà dal suo partito e un accenno di difesa di esponenti di Forza Italia, alla fine Calderoli è rimasto solo.
Sulla strada delle regionali, la "Gad" (nome su cui la discussione è stata messa fra parentesi) è alle prese con il puzzle delle candidature, fra le quali quella della Calabria sembra aver assunto importanza strategica per l'intero disegno; ma per ora il pezzo non combacia come dovrebbe. L'Udeur si è chiamata fuori dall'assemblea dei grandi elettori che devono scegliere fra due candidati entrambi della federazione ulivista, Agazio Loiero della Margherita e Cesare Marini, dello Sdi. E al di là del fatto locale (pur da non sottovalutare, visto che i Popolari-Udeur hanno una forza non trascurabile al sud), Mastella dà un'interpretazione dell'assemblea calabrese (definita un «broglio politico» per legittimare l'egemonia di Ds e Margherita) che comporta un giudizio negativo sugli equilibri di tutta la coalizione ma anche un'implicita insoddisfazione per l'assenza di Prodi da queste decisioni.
Ma nel frattempo - in serata - è iniziato, con oltre due ore di ritardo, il Consiglio dei ministri che dovrà varare l'emendamento alla Finanziaria con i tagli delle tasse. L'avvio della riunione è stato preceduto da un lungo incontro tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il ministro dell'Istruzione, Letizia Moratti, cui si è aggiunto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Al centro del confronto ci sarebbero stati i tagli al dicastero previsti dall'emendamento, su cui la Moratti ha chiesto approfondimenti. Nell'agenda del CdM anche il decreto taglia-deficit e il provvedimento per "Volare", la compagnia aerea che ha bloccato le attività per crisi finanziaria.

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