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Pedofilia, operazione in 65 nazioni

Il blitz contro la pedofilia on line parte da un'indagine della Polizia Postale di Venezia, sviluppatasi in 35 paesi in Europa, 15 in Africa, 16 in Asia, 11 in America, 1 in Australia
VENEZIA - Decine di arresti e migliaia di persone coinvolte in tutto il mondo: questo il bilancio di una maxi operazione contro la pedofilia on line partita da un'indagine della Polizia Postale di Venezia - Procuratore aggiunto di Venezia è Michele Dalla Costa - e che si è sviluppata in 65 paesi (35 in Europa, 15 in Africa, 16 in Asia, 11 in America, 1 in Australia).
Al blitz, denominato «Canalgrande» e coordinato dal pm Maria Rosaria Micucci della procura di Venezia, hanno contribuito anche l'Interpol, l'Europol e la polizia delle nazioni interessate. L'operazione è scattata alle prime ore di oggi e vede impegnati migliaia di investigatori.
In Italia sono circa 400 gli agenti della Polizia delle Comunicazioni e di altri uffici della Polizia di Stato in territorio nazionale che stanno operando per eseguire quattro arresti in esecuzione di altrettante misure cautelari e oltre cento perquisizioni in quasi tutte le regioni italiane.
L'operazione rientra in una articolata strategia di contrasto al fenomeno della diffusione per via telematica della pornografia minorile che ha visto impegnata la Polizia delle Telecomunicazioni del Veneto dapprima nello studio di uno dei servizi più conosciuti della Rete quale è quello del «file sharing» (che consente agli utenti di mettere a disposizione degli altri porzioni di hard disc) e successivamente nello svolgimento di «attività tecniche sottocopertura» in Internet pianificate scientificamente con conseguente acquisizione, elaborazione ed analisi di indirizzi telematici.
E' uno dei pochi casi, hanno rilevato gli investigatori, in cui strutture investigative nazionali hanno ceduto dati significativi a 65 paesi esteri, anche fuori del territorio della Unione Europea. Gli agenti della Polizia postale di Venezia, infatti, si sono recati nei vari paesi interessati, ricevendo la massima collaborazione degli inquirenti, soprattutto da parte di tecnici informatici n egli Usa.
Fra gli indagati oltre a soggetti già coinvolti in indagini su violenze sessuali nei confronti di minori o in tema di pornografia minorile, anche liberi professionisti, pubblici dipendenti e studenti nonchè persone impegnate in attività a diretto contatto con ambienti giovanili. Migliaia di personal computer, floppy disk, Cd rom e nastri audiovisivi sono stati sequestrati nel corso delle perquisizioni.
L'analisi del materiale sequestrato già in sede di perquisizione per le persone arrestate, già ad un primo esame, oltre ad aver confermato le ipotesi investigative, ha aperto all'operazione ulteriori spiragli investigativi.

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