Martedì 28 Settembre 2021 | 23:45

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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Magistrati ed avvocati a braccia incrociate

Una protesta compatta contro la riforma dell'ordinamento giudiziario del Governo. Nel distretto di Bari, adesioni all'80% • I punti contestati della riforma
ROMA - La separazione delle carriere dei magistrati si può fare senza cambiare la Costituzione.
Incrociano le braccia gli avvocati dell'Unione camere penali, in una protesta compatta, programmata per oggi e domani, contro la riforma dell'ordinamento giudiziario. Una riforma che «non risolve i problemi della giustizia e che non attua i principi stabiliti dal giusto processo». Una legge «che è un fiore appassito» all'occhiello del ministro della Giustizia che «pur di portare a casa una riforma è disposto a far approvare una qualsiasi riforma».
Nella conferenza stampa in cui presentano le loro ragioni, i penalisti denunciano le mancate promesse del governo, sostengono di non essere in gara con l'Associazione nazionale magistrati che proprio oggi ha indetto una giornata di astensione contro il disegno di legge delega che riforma l'ordinamento giudiziario, ma per ragioni opposte a quelle degli avvocati. Annunciano: «non ci fermeremo neanche un giorno. Anche quando la riforma sarà approvata, presenteremo una proposta di legge di tipo costituzionale», sostiene il presidente dei penalisti Ettore Randazzo, che restituisca ai cittadini il diritto al giusto processo.

E se domani è prevista un'assemblea nazionale, che si terrà nell'aula magna della Corte d'appello di Roma, con tutti gli esponenti della società civile che hanno sottoscritto l'appello degli avvocati per la separazione delle carriere, oggi gli avvocati dell'Unione delle Camere penali italiane ribadiscono: «L'Unione vuole la riforma, ma una riforma vera che finalmente provveda senza ambiguità, timidezze e convenienze di basso profilo, a elevare il nostro al livello di tutti i Paesi civili il cui processo beneficia della separazione delle carriere». L'Unione «denuncia che la maggioranza, tradendo le promesse fatte ai cittadini italiani, la Costituzione, la volontà di dieci milioni di voti referendari, il suo stesso programma elettorale, la struttura del processo di parti, e il buon senso, sta rinunciando alla nostra civiltà giudiziaria», ma denuncia anche che l'opposizione, «per mera convenienza politica» sta ripudiando il giusto processo, principio introdotto nella Costituzione proprio durante la legislatura governata dal centrosinistra.
Ai magistrati, gli avvocati penalisti dicono: «L'Unione difende l'autonomia e l'indipendenza della magistratura», ma ha sempre rilevato che l'aggiornamento dei magistrati, la loro progressione in carriera, la gestione della disciplinare e le altre questioni che rientrano nell'ordinamento giudiziario, sono problemi che il legislatore doveva affrontare «senza lasciarsi condizionare dai veti della magistratura». Randazzo giudica inopportuno lo sciopero dei magistrati le cui rivendicazioni, «legittime», definisce di tipo sindacale.

DISTRETTO BARI, ADESIONI PM ALL'80%
Hanno scioperato all'80 per cento i magistrati del pubblico ministero del Distretto di Bari. Il dato è della Procura generale di Bari: a quanto viene reso noto, su 75 magistrati in servizio, 60 sono in sciopero.
Secondo i dati analitici, cinque su dieci sono i magistrati in sciopero alla Procura generale di Bari (50%), 27 su un totale di 29 (il 93%) alla procura di Bari. A Foggia scioperano 11 su 15 (73%); a Trani 12 su 12 (100%); a Lucera 1 su cinque (20%). Alla procura per i minorenni presso il tribunale di Bari scioperano tutti e quattro i pm in servizio (100%).

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