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La fiducia per la legge delega sull'ambiente

Una decisione che ha scatenato la reazione dell'opposizione che ha accusato l'esecutivo di temere i voti segreti e di voler blindare l'ennesimo condono, di cui stavolta beneficerebbe anche l'anfiteatro di Villa La Certosa o la residenza in Costa Smeralda del presidente del Consiglio o Punta Perotti a Bari
ROMA - Il governo Berlusconi ha posto alla Camera sulla legge di delega per il riordino della legislazione in materia ambientale la sua 24/esima fiducia. Una decisione che ha scatenato la reazione dell'opposizione che ha accusato l'esecutivo di temere i voti segreti e di voler blindare l'ennesimo condono, di cui stavolta beneficerebbe anche l'anfiteatro di Villa La Certosa, la residenza in Costa Smeralda del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il provvedimento, all'esame del Parlamento già da tre anni, era stato approvato in Senato, con un voto di fiducia, nella sua quarta lettura poco più di un mese fa. Il testo era approdato a Montecitorio con poco più di quaranta emendamenti del centrosinistra; su alcuni di essi stamani il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini aveva concesso il voto segreto, introducendo così quello che l'opposizione ha definito un «fattore rischio» dal quale il governo ha evidentemente deciso di cautelarsi.
La richiesta di fiducia, posta dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi, è giunta dopo il voto con cui stamani l'Assemblea di Montecitorio ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità presentate dall'opposizione, bocciate con soli 16 voti di scarto, con vistose assenze nei banchi del centrosinistra e con il lavoro di numerosi «pianisti» (i deputati che votano anche per i colleghi assenti).

L'opposizione che ha rinnovato la richiesta al governo di dimettersi e di andare ad elezioni anticipate. «Mentre il Paese è afflitto da una gravissima crisi - ha detto il capogruppo Ds Luciano Violante - il governo non dà risposte e per difendere interessi personali ed un indegno condono edilizio pone la fiducia perché non si fida della propria maggioranza. Dimettetevi e date la parola al Paese».
Secondo il capogruppo della Margherita Pierluigi Castagnetti, invece, «ormai è giunto il momento di abbassare il sipario. La Cdl non esiste più ed oggi pone al fiducia sulla delega ambientale non perché ha paura della opposizione ma perché il governo teme i voti segreti e che i suoi parlamentari li mandino a casa». E, mentre i diessini Calzolaio e Vigni, autori di diversi emendamenti, hanno spiegato che «questa legge vergogna può passare solo attraverso il ricatto della fiducia», Realacci della Margherita ha evidenziato che il governo «teme il voto di coscienza dei deputati della maggioranza»; il Pdci ha sottolineato che «il governo è al capolinea e deve andare a casa» e Legambiente e WWF hanno bollato la fiducia sulla delega ambientale come l'«ennesima forzatura». Nella Cdl, la scelta di porre la fiducia viene difesa da Maurizio Lupi di FI. «Bisogna smetterla di dire le bugie - ha osservato - perché questa legge è una risposta a problemi concreti che ogni giorno centinaia di cittadini pongono alle amministrazioni locali. Gli ecomostri e Villa Certosa non c'entrano e l'opposizione dovrebbe smetterla di creare confusione».
Francesco Bongarrà

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