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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Barletta - Evasione con «scuse» ai CC

Rapinatore albanese di 27 anni, prima di abbandonare gli arresti domiciliari, ha lasciato una lettera ai militari, con accuse all'avvocato «poco efficiente»
BARI - Un giovane albanese, agli arresti domiciliari per una rapina compiuta a Brescia, ha deciso di evadere e di tornarsene in Albania, ma ha deciso di farlo "con stile": ha scritto una lettera ai carabinieri e a loro ha spiegato le sue ragioni. «Signori carabinieri - ha concluso il suo messaggio il giovane - non posso restare più. Con la speranza che mi capiate». Una lettera breve, una decina di righe, ma piena di rispetto.
Protagonista della vicenda è Veruani Fatmir, 27 anni, originario di Fier in Albania. Lasciando per sempre la casa di suo fratello - dov'era rinchiuso ai domiciliari - ha lasciato il messaggio per i carabinieri, sottolineando che la responsabilità della sua fuga è del suo avvocato che, nonostante le promesse che gli aveva fatto subito dopo il suo arresto e nonostante siano trascorsi cinque mesi dall'inizio della sua forzata clausura, non è riuscito a fargli restituire la libertà.
Da cinque mesi infatti il giovane era agli arresti domiciliari a Barletta nella casa del fratello: lì avrebbe dovuto scontare una condanna a tre anni e due mesi di reclusione per aver rapinato a Brescia due giovani fidanzati puntando loro un coltello alla gola e facendosi consegnare orologi, anelli e bracciali.
Dopo l'arresto Fatmir si era quindi rivolto ad una avvocatessa di Brescia. «Qua gli avvocati - scrive il giovane - promettono troppo per prendere i soldi e infine fanno poco, o meglio, nulla». Il giovane albanese aspetta quindi invano la libertà ma questa non gli viene data. I soldi spesi per l'avvocato Fatmir ha la sensazione che non siano serviti a nulla; ancora recluso lui però non vuol restare. D'altro canto, se esce e resta in Italia sarà riarrestato, ma dovrà passare la detenzione in carcere. Fatmir matura così la decisione di tornarsene a casa.
«Per tutto questo - scrive ho deciso di tornare a casa in Albania. Non posso restare più». La lettera, che è stata scritta a penna, è indirizzata ai «Signori carabinieri» e si conclude con la frase «con la speranza che mi capiate». Insomma, «una questione di stile» - hanno commentato ironicamente i carabinieri di Barletta - affinché non si possa dire: «poteva almeno dircelo».

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