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Vivere con la suocera fa ingrassare. Le tensioni familiari responsabili di obesità

ROMA - Vivere con la suocera fa male alla linea. Colpa dei piccoli e grandi conflitti, inevitabili nella convivenza, che spingono molte donne a rifugiarsi nel cibo. E se l'effetto è più frequente nelle nuore, non mancano le suocere, vittime delle angherie di nuore dispettose, condannate ai chili di troppo. Lo afferma, Andrea Strata, docente di nutrizione clinica all'università di Parma sulla base della decennale esperienza sul campo.

«Ai dispetti della nuora o alle angherie della suocera - spiega Strata - spesso si reagisce con una fuga nel cibo che diventa una specie di ancoraggio contro i disagi emotivi» . Mangiando, insomma, si placa l'ansia. «Ma si assumono anche tante calorie che l'organismo non riesce a utilizzare. E così si ingrassa a dismisura. Sono frequenti, infatti, i casi di grave obesità legati ai conflitti familiari».

A fare aumentare i chili, però, non sono solo i problemi di famiglia. Fanno male alla linea anche le tensioni sul lavoro, gli stati di frustrazione, persino le liti di condominio.
«Il medico che ha in cura il paziente obeso - sottolinea Strata - deve tener conto di tutto questo. Non sempre, infatti, la dieta o lo sport sono sufficienti se non si rimuovono le cause psicologiche. Spesso si tratta di condizioni difficili da risolvere. Allora bisogna far sì che il paziente impari a convivere con le situazioni stressanti». Per l'esperto «il nutrizionista deve essere anche un po' psicologo, cercare di aiutare il paziente e capire quando è necessario anche uno specifico supporto psicologico».

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