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Condannato l'assassino della Cutuli

Sarà impiccato. «La sua colpa nel crimine è stata provata e non ci sono dubbi». Ha detto che l'ha fatto perché gli era stato ordinato, pena la sua morte
Condannato assassino di Maria Grazia Cutuli KABUL - Reza Khan, 29 anni, accusato di essere l'assassino di Maria Grazia Cutuli e di altri tre giornalisti (due della Reuters e lo spagnolo Julio Fuentes) è stato oggi condannato a morte da un tribunale di Kabul.
«La sua colpa nel crimine è stata provata e non ci sono dubbi», ha dichiarato il giudice della Corte Nazionale di Sicurezza, Abdul Baset Bakhtari.
Maria Grazia Cutuli, inviata del «Corriere della Sera», insieme a Julio Fuentes, reporter de «El Mundo», al cineoperatore australiano Harry Burton e al fotografo Azizullah Haidari della Reuters, vennero uccisi il 19 novembre del 2001 da un gruppo di uomini armati a Tangi Abrishum, circa 90 chilometri ad est di Kabul. Il gruppo di giornalisti era stato intercettato mentre cercava di raggiungere dal Pakistan la capitale afghana, dopo la sconfitta del regime dei taliban. Parlando prima dell'udienza finale, Khan ha detto di aver materialmente sparato solo al giornalista afghano e di averlo fatto perché gli era stato ordinato, pena la sua morte.
«Sono stato costretto ad andare là, e mi dispiace per quell'attacco contro stranieri e locali», ha detto ai giudici della Corte. «Cerco il perdono - ha implorato - perché sono stato costretto, dietro minaccia, da Mohammad Agha (da lui identificato come un capo di guerriglieri locali)». Khan, condannato a morte, potrà fare ricorso contro la sentenza. Se la decisione dovesse essere confermata anche in secondo grado, sarà impiccato. Secondo il racconto dell'imputato, dopo aver catturato i giornalisti, Mohammad Agha chiamò con un telefono satellitare un uomo conosciuto come «Il Fratello Mullah». Dopo la conversazione, mise i sequestrati in fila e sparò per prima a Maria Grazia Cutuli. Sempre Khan, in un'altra precedente confessione, aveva indicato come capo di riferimento del suo gruppo Mahmood Zar Jan. Mahmood Zar Jan, Mohammad Agha ed altri membri della formazione terroristica sono ancora latitanti.

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