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Una campagna pro affido familiare

Il ministero del Welfare ha realizzato uno spot, attivato un numero verde ed un sito web. Una scelta d'amore nei confronti di ragazzini e famiglie in difficoltà
ROMA - Mamma-orsa è in difficoltà, non può far crescere serenamente il suo cucciolo. Del piccolo orso si occuperà allora mamma-canguro che lo accoglierà nel suo marsupio insieme agli altri suoi figli. Sarà una permanenza temporanea, appena il tempo di permettere a mamma-orsa di recuperare energie e condizioni che le permetteranno di riprendersi cura del suo piccolo. La storia delle due famigliole è raccontata in un cartoon, uno spot tv, che vuole promuovere l'affido familiare, per iniziativa del ministero del welfare.
Insieme allo spot, che sarà trasmesso sui circuiti televisivi nazionali, il ministero ha attivato un numero verde (800.196.196) per tutti coloro (famiglie, enti pubblici, associazioni, operatori sociali) che sono interessati a questa forma di accoglienza e che dovrà contribuire a collocare tutti i minori, ancora in istituto (circa 2.633 al 30 giugno 2003) che saranno definitivamente chiusi a dicembre 2006.
«Apri la tua casa ed accogli un bambino - dice nello spot una voce fuori campo - gli regalerai giorni sereni. Scegli l'affido familiare, arricchirai la sua e la tua vita».

Oltre allo spot e al numero verde, il ministero ha predisposto un libricino («Un viaggio chiamato affido») - anche questo a disposizione di chiunque voglia conoscere il percorso dell'affido familiare - ed un sito (www.affidare.minori.it). Due i principi informativi della campagna, ha precisato il sottosegretario Grazia Sestini, che ha presentato questa mattina, alla vigilia della Giornata per i diritti dell'infanzia che si celebrerà il 20 novembre, l'intera iniziativa alla stampa: «deve essere chiaro che l'affido è una misura temporanea e che il bambino deve mantiene i contatti con la famiglia di origine».

L'istituto dell'affido familiare è in crescita - ha aggiunto Sestini - circa 10mila ogni anno i bambini che vengono accolti temporaneamente nelle famiglie. Ad esempio, gli affidi familiari predisposti dai tribunali per i minorenni sono stati 866 nel 2003, mentre erano stati 819 nel 2002; gli affidi a comunità alloggio sono invece passati (sempre riferendo i dati dei provvedimenti emessi dai tribunali per i minorenni) da 958 del 2002 a 727 del 2003. L'età media di questi bambini è 12-14 anni. L'adozione rimane la strada primaria per dare una famiglia ai bambini che non ce l'hanno ma spesso - come ha ricordato il sottosegretario - in Italia «per tutelare, giustamente, la famiglia di origine, i bambini restano in istituto fino a che non diventano grandicelli e quando ormai l'adozione risulta impossibile».
Sestini ha auspicato che entro dicembre 2006 tutti i minori trovino una collocazione alternativa agli istituti ma - ha sottolineato - «non deve esserci alcuna condanna di questi istituti. Per secoli hanno assolto al compito che nessuno ha assolto a favore dell'infanzia. L'alternativa per questi bambini era il totale abbandono. Le associazioni e gli ordini religiosi che gestiscono gli istituti hanno avviato riconversioni delle strutture per dare continuità educativa. Sappiamo bene - ha aggiunto - che nel passato ci sono state vicende che hanno interessato gli istituti finite nelle aule giudiziarie ma da qui a penalizzare gli istituti ce ne vuole».

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