Martedì 22 Gennaio 2019 | 17:55

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E l’anima interreligiosa perde le sue voci a Bari

di GIANLUIGI DEVITO 
BARI - Il rosario dei nomi è davvero lungo: dagli Avion Travel a Moni Ovadia, Radiodervish, Noa, Ludovico Einaudi, Vinicio Capossela e ancora Antonella Ruggiero, Orchestra di Nazareth, tanto per dirne alcuni, perchè si potrebbe continuare. Non è Sanremo. Nemmeno il cartellone della Fondazione Petruzzelli. È «semplicemente» la lista dei protagonisti che negli anni scorsi si sono alternati a Bari per dare vita a «Le voci dell’Anima», un festival musicale, e non solo, che aveva collocato la città in un posto di prima fila nello scenario nazionale culturale e interreligioso. La cultura non si mangia. In tempi di vacche magrissime è chiaro che la dieta è d’obbligo
E l’anima interreligiosa perde le sue voci a Bari
di GIANLUIGI DEVITO 

Il rosario dei nomi è davvero lungo. Avion Travel. Angelique Kidjo. Moni Ovadia. Radiodervish. Noa. Ludovico Einaudi. Vinicio Capossela. Erri De Luca. Emilio Solfrizzi. Danilo Rea. Antonella Ruggiero. Anna Oxa. Ballake Sissokò. Cello Octet Amsterdam. Arvo Pärt. Orchestra di Nazareth. E si potrebbe continuare. Non è Sanremo. Nemmeno il cartellone della Fondazione Petruzzelli. È «semplicemente» la lista dei protagonisti che negli anni scorsi si sono alternati a Bari per dare vita a «Le voci dell’Anima», un festival musicale, e non solo, che aveva collocato la città in un posto di prima fila nello scenario nazionale culturale e interreligioso. La cultura non si mangia. In tempi di vacche magrissime è chiaro che la dieta è d’obbligo. La risposta che arriverebbe, girando la domanda al capoinquilino del Comune, Michele Emiliano, sarebbe scontata: «Le voci dell’Anima» hanno un costo che l’amministrazione comunale quest’anno non può affrontare. E non può farlo perché il governo ha chiuso le borse e il trasferimento di risorse ha fatto tracollare perfino i servizi minimi di assistenza sociale. 

Tutto vero. Ma c’è modo e modo di fare economia e tagliare il superfluo. E comunque è sotto gli occhi di tutti che anche il centrosinistra del sindaco e assessore alla Cultura, Michele Emiliano, quando sceglie tra la Fondazione Petruzzelli e le rassegne interculturali e interreligiose, preferisce la prima alle seconde. Ma tant’è. Vale la pena ricordare che «Le Voci dell’Anima» ha, anzi aveva, un valore aggiunto: apriva il sipario sugli auditorium di periferia, a cominciare da quelli nelle parrocchie. Ed ecco perché i primi a insorgere per la cancellazione dell’edizione 2010 del festival sono stati i parroci. 

La Chiesa romana d’Occidente è un’organizzazione (privata) e non è lo Stato. Giusto. Ma di questi tempi, nelle parrocchie del San Paolo così come di San Pasquale, ci finivano musulmani e ebrei, agnostici e buddisti. Non solo donne impellicciate, ma anche studenti e ragazzi, molti dei quali «nuovi cittadini» di origine straniera, ai quali il festival riservava possibilità di visione di spettacoli che altrimenti avrebbero potuto procurarsi solo preventivando costi non da poco per un biglietto di teatro. 

Far morire il festival è come celebrare il funerale di un processo, magari non troppo popolare, sicuramente non premiante in termini di ricadute politiche, ma essenziale per una città che fatica a decentrare e mette in scena «l’importante» solo nel perimetro kursaaliano o giù di lì. In fondo, il taglio dell’evento ci può stare se solo si fosse pensata una più sobria alternativa che non spezzasse il percorso interreligioso. Ma, a questa amministrazione, proprio non riesce di cucire in maniera robusta le trame degli interventi a sostegno dell’inclusione sociale e culturale dei nuovi cittadini. D’altra parte, basta un piccolo giochino a colpi di mouse per rendersi conto quanto pesi l’immigrazione nella Casa comunale. Digitando la parola immigrazione nella stringa di ricerca del sito del Comune il risultato è di tre - sì, appena 3 - documenti. Due sono notizie del 2009 e del 2007, una riguarda un’infor mazione generica. Non così accade per i siti di amministrazioni di centrodestra: Lecce dà come risultato 33 documenti; Brindisi, 20: di tutto, di più. Ma soprattutto: nome e cognome di assessori e dirigenti e assistenti sociali e notizie utili. 

Non che googlizzare tra i siti sia il modo più corretto per valutare decisioni e interventi, ma il web è fonte preziosa. Che potrebbe informare anche su quel che di buono c’è in giro: oggi alle 11 alla casa del Clero in corso Alcide De Gasperi 274 viene presentata «Le vie dell’accoglienza», vademecum curato da Migrantes su dove mangiare, dormire, lavarsi, vestirsi, curare e pregare. Già, pregare. E alla Migrantes resta il compito di non estinguere il dialogo interreligioso: morto «Le voci dell’anima» rimane «Mai senza l’altro», unico cartellone di incontri che va oltre l’ecumenismo.

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