Martedì 22 Gennaio 2019 | 17:58

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LA STORIA/2 dicembre '43 le bombe sul porto di Bari e le tracce di armi chimiche

A distanza di quasi settant'anni, la nube non si è ancora del tutto diradata. Il bombardamento di cui fu vittima il porto di Bari il 2 dicembre del 1943 è ancora latitante su libri e programmi scolastici, estraneo alla coscienza civile della comunità cittadina, misconosciuto ai più al di là delle celebrazioni di rito. Eppure così non dovrebbe essere poiché quello che molti, banalmente, reputano uno dei tanti episodi bellici dislocati lungo la galassia del secondo conflitto mondiale è, in realtà, una delle più oscure (e meno note) pagine della storia contemporanea. Un vero e proprio mistero da cui nessuno dei grandi del tempo sembra essere estraneo.
LA STORIA/2 dicembre '43 le bombe sul porto di Bari e le tracce di armi chimiche
di Leonardo Petrocelli

A distanza di quasi settant'anni, la nube non si è ancora del tutto diradata. Il bombardamento di cui fu vittima il porto di Bari il 2 dicembre del 1943 è ancora latitante su libri e programmi scolastici, estraneo alla coscienza civile della comunità cittadina, misconosciuto ai più al di là delle celebrazioni di rito. Eppure così non dovrebbe essere poiché quello che molti, banalmente, reputano uno dei tanti episodi bellici dislocati lungo la galassia del secondo conflitto mondiale è, in realtà, una delle più oscure (e meno note) pagine della storia contemporanea. Un vero e proprio mistero da cui nessuno dei grandi del tempo sembra essere estraneo. 

Contribuirà a fare un po' di chiarezza, restituendo alla memoria collettiva un significativo frammento di verità, il documentario, ancora work in progress, Top Secret – Bari, 2 dicembre 1943 curato dalla SD Cinematografica di Roma, il cui trailer è stato presentato ieri mattina nella sala Consiliare del Comune di Bari, nel corso di una conferenza stampa, moderata dal Capo di Gabinetto Antonella Rinella, cui hanno partecipato l'ammiraglio Salvatore Giuffrè, il presidente dell’Autorità Portuale Francesco Mariani, il presidente dell'Associazione Nazionale Marinai Pasquale Trizio, il presidente dell’IPSAIC (Istituto pugliese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea) Vito Antonio Leuzzi e Francesco Morra della SD Cinematografica.

«Abbiamo deciso di occuparci del bombardamento del porto di Bari – spiega Morra – per tre motivi essenziali: abbiamo ancora pochi anni per intervistare testimoni in vita; molti archivi, soprattutto inglesi, iniziano ad essere desecretati soltanto adesso e, infine, quella in esame è una storia ricca di enigmi».

Lo si capisce immediatamente guardando i sei minuti di trailer dai quali emerge un quadro inquietante: ai danni ingenti del bombardamento tedesco si aggiunse, infatti, il desiderio degli inglesi, incaricati di governare il porto, di tacere la disfatta, nonché quello degli americani di occultare gli effetti sconcertanti dell'esplosione della nave John Harvey carica di bombe all'iprite. 

«La vera tragedia – osserva Leuzzi – fu il numero di morti colpiti non dall'attacco diretto bensì dai materiali tossici diffusi nell'aria. Fu, quello, il più grave caso di guerra chimica di tutto il conflitto». E questo «senza dimenticare – interviene Mariani – che il porto era un punto strategico. Al contrario di quanto spesso insegna la storia, incline solitamente a guardare al Tirreno, l'Adriatico è sempre stato un punto nevralgico in ogni contesa bellica».

Una ricostruzione piena e documentata, dunque, s'impone. «Quanto è successo – ammonisce Giuffrè – non può rimanere estraneo alla coscienza critica e alla memoria storica della Terra di Bari. Bisogna tener vivo il ricordo del bombardamento anno dopo anno per costruire una sensibilità comune in perenne difesa della libertà».

Per la visione integrale del documentario bisognerà comunque attendere almeno un anno. «Il lavoro – conclude Trizio – è ancora in fase di completamento, ma è stata da subito avviata un'interlocuzione proficua con il territorio affinché il messaggio di fondo possa superare ogni barriera e divenire patrimonio comune».


tragedia

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