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Al Sud si «pesa» meno sull'ambiente

In particolare solo Basilicata e Sardegna vivono «entro i propri limiti»: potrebbero cioè essere autosufficienti in base al territorio produttivo disponibile
ROMA - Gli abitanti di Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia, Calabria e Sardegna «pesano» meno sull'ambiente rispetto alle Regioni del Centro-Nord. Ma tra le regioni del Mezzogiorno, solo Basilicata e Sardegna vivono «entro i propri limiti»: potrebbero cioè essere autosufficienti in base al territorio produttivo disponibile. La voce più consistente è quella del consumo energetico necessario per produrre cibi o altri servizi: influenza circa il 50% dell' impronta ecologica. Il primo studio sul calcolo dell'impronta ecologica delle Regioni dell'Obiettivo 1 realizzato dal ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e dal Wwf Italia è stato presentato oggi a Roma presso la sede del Cnel.
Ogni abitante delle 5 regioni ha bisogno per vivere di 3,5 ettari di territorio bioproduttivo, a fronte di una disponibilità, nel nostro Paese, di 1,18 ettari globali a persona. La Regione con la minor impronta ecologica è la Sicilia, con 3,37 ettari globali procapite, seguita da Basilicata (3,41), Puglia (3,45) Campania (3,56) e Sardegna (3,66) e Calabria (3,69). L'Italia ha un'impronta ecologica di 3,8 ettari a persona, con un deficit ecologico di 2,66 ettari globali a persona.
«Le differenze tra le sei regioni esaminate sono minime, ma tutte sono sotto la media nazionale - ha detto Guglielmo Bilanzone, del Centro Ricerche Applicate per lo Sviluppo Sostenibile -. Se al Sud l'impronta ecologica è più bassa rispetto al Nord, è anche in funzione del reddito e della capacità di spesa. Gli stili di vita personali sono alla base del calcolo dell'impronta ecologica: il 30-40% ad esempio è dovuto ai consumi alimentari. Una bistecca è molto dispendiosa in termini di energia, consumi ed emissioni inquinanti necessarie per produrla.
Un altro dato che balza agli occhi è l'impennata nell'utilizzo di carburante liquido in Sardegna, dove si usa moltissimo l'auto privata per gli spostamenti e manca una rete di metanizzazione. Al Sud si usa troppo l'auto privata. Le pubbliche amministrazioni dovrebbero investire di più sui trasporti, fornendo servizi efficienti, e nel campo dell'edilizia». In Sardegna ogni abitante consuma al mese oltre 28 litri di benzina, contro i 18,49 della Sicilia, che però fa registrare altissimi consumi elettrici. Alla presentazione dello studio sono intervenuti anche Giovanni Brunelli, Direttore Divisione Fondi strutturali europei del Ministero dell'Ambiente, e Mathis Wackernagel, Direttore del Global Footprint Network, che ha messo a punto il metodo di calcolo.
«Il calcolo dell'impronta ecologica - ha dichiarato il Direttore Scientifico del Wwf Italia, Gianfranco Bologna - può diventare una base molto importante per il lavoro operativo che è necessario svolgere nel nostro Paese per l'individuazione e la messa in atto di politiche di sviluppo sostenibile». La presentazione dello studio sulle regioni del Sud arriva pochi giorni dopo la pubblicazione del «Living Planet Report 2004» del Wwf, secondo il quale oggi l'umanità consuma il 20% di risorse in più rispetto alle capacita di rigenerazione del Pianeta, causando il declino del 40% delle popolazioni animali selvatiche.

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