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Se il bimbo è cattivo con gli animali, sarà crudele anche da adulto

La palma della crudeltà se la aggiudicano i ragazzi tra i 13 ed i 14 anni, seguiti da quelli di un paio di anni più piccoli. L'animale più preso di mira è il gatto e in genere per divertimento • Il lungo weekend dell'«Animal day», nel segno di San Francesco
ragazzo e gatto ROMA - Al posto del pallone usano il gatto per fare goal o ne fanno il bersaglio preferito per il lancio dei sassi, qualcuno arriva ad ucciderli, altri più innocui se la prendono con le lucertole e gli tagliano coda e testa: oggi è un animale l'oggetto di tanta violenza ma domani potrebbe essere il proprio compagno di banco.
Ecco quanto è emerso dal convegno «Bambini e Animali: empatia e crudeltà», in occasione del quale è stata presentata una ricerca condotta dall'Istc-Cnr di Roma e commissionata dal Comune della capitale per fare luce sul rapporto fra i più piccini e il mondo animale.

Un campanello d'allarme «a cui prestare molta attenzione: il maltrattamento degli animali da parte dei bambini - spiega uno dei massimi esperti internazionali, il professore Frank Ascione - può infatti rappresentare un prezioso indizio per prevenire potenziali atteggiamenti antisociali». Se negli Usa sono già molte le ricerche portate avanti per approfondire questo legame, in Italia però siamo ai primi passi e lo studio condotto dal Cnr apre così la strada ad un nuovo filone. A testimoniare il rapporto fra crudeltà verso gli animali e comportamenti socialmente a rischio sono state, in particolare, le risposte date dagli studenti dei quartieri maggiormente degradati: «qui, più che altrove - ha evidenziato una delle responsabili dell'indagine, Camilla Pagani - la crudeltà cede il passo all'amicizia nel rapporto con gatti, cani, uccelli». Ed è proprio per cercare di arginare derive pericolose che «in questi casi - sostiene Pagani - possono essere molto utili le sinergie fra mondo della ricerca, mondo della scuola e istituzioni».

Dei 300 ragazzi passati al vaglio dei ricercatori, il 4,26% ha procurato la morte di un animale a sangue caldo, cioè di un mammifero o di un uccello; a lanciare sassi, frecce, biglie e scarpe contro gatti, topi, uccelli, pesce lucertole e formiche è invece il 25,53%. La palma della crudeltà se la aggiudicano i ragazzi tra i 13 ed i 14 anni, seguiti da quelli di un paio di anni più piccoli. Le bravate, poi, non sono sempre tenute nascoste: la metà dei violenti, infatti, ne parla con i propri compagni o con i genitori.
E' il gatto l'animale più torturato, seguito dal cane, dagli insetti e dalle lucertole, a cui quasi tutti prima o poi tagliano almeno la coda. Lo spettro dei soprusi è ovviamente ampio: c'è chi semplicemente perseguita il micio di casa tirandogli ripetutamente la coda, chi lo fa roteare per aria, ma c'e anche chi lo defenestra letteralmente.
Le ragioni di tanta cattiveria? In 41 casi su 300, semplicemente il divertimento.

I bambini sanno come far paura a Fido e alle altre bestiole ma a volte lo temono anche: ragni, serpenti, considerati sempre velenosi, insetti, cani di grande taglia e topi sono nella top ten delle fantasie paurose dei figli degli italiani. Non solo, ma in tanti casi oltre a firmare atti crudeli, il 70% dei bambini è stato testimone di violenze contro gli animali: la maggioranza dei colpevoli sono maschi (93,55%), perlopiù estranei ai piccoli osservatori involontari, ma nel 33,50% proprietari dello sfortunato animaletto. I sentimenti, si sa, sono sempre complessi e a volte contradditori e così, a sorpresa - dicono i ricercatori - proprio coloro che hanno mostrato qualche atteggiamento ostile nei confronti degli animali trovano, più dei loro compagni, conforto in un amico a quattro zampe. Non stupisce quindi che di fronte a domande più generali, e forse da grandi, le risposte abbiano fotografato un fronte che sembra avere un cuore animalista: il 90,75% degli intervistati è contro l'uso di pellicce e pelli, l'82,43% è contrario alla caccia, il 77,58% all'uso degli animali nei circhi, il 58,91% chiuderebbe i giardini zoologici, soprattutto fra i più piccini che sono contrari all'86,38%.

I ricercatori non hanno dubbi: la ricetta per bandire la crudeltà verso gli animali dall'animo dei bambini è antica e i dati dello studio ne confermano la validità: «a fare la differenza è l'esistenza di un legame affettivo - ha affermato Pagani - fra il bambino ed l'animale. Non basta quindi che Fido gironzoli per casa, ma bisogna volergli davvero bene».

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