AVETRANA - C’è chi giura in paese, di averla vista al mercato ad acquistare le valigie per la partenza. Ma lei non conferma. Quel che è certo è che, dopo la morte dell’anziano nonno di Sarah, Maria Pantir, badante rumena, non ha più un lavoro. La donna non è indagata, né è a disposizione del magistrato che indaga sulla misteriosa sparizione di Sarah. Maria è libera, dunque, se vorrà, di riprendere la strada per la Romania e tornare a casa, al riparo dalle ombre e dai sospetti.
«Resto qui solo se trovo un nuovo lavoro. Senza che rimango a fare?». La donna, madre di un bambino di 9 anni che ha lasciato con i parenti in Romania, mantiene con il suo lavoro la famiglia e la madre rimasta vedova con altri 4 bambini in tenera età. Anche ieri Maria, con le telecamere puntate contro di lei, aveva provato a difendersi. «Io non c’e n t ro niente con questa storia. Potete controllare anche i miei telefonini. Potete chiedere alla polizia del mio paese, in Romania e vi diranno che persone siamo, sia io che mio fratello. Vi diranno che siamo qui per lavorare e non per rapire i bambini».
A luglio un fratello della donna era stato ad Avetrana per qualche settimana. Qui aveva lavorato alla raccolta dei pomodori. Poi, terminata la stagione, il 14 agosto, era ripartito. Durante la sua permanenza ad Avetrana aveva conosciuto gli Scazzi ed era stato a casa loro per aiutare Giacomo e Concetta a tinteggiare le pareti dell’abitazione. E a difenderlo è la stessa sorella: «Mio fratello non c’entra assolutamente. Non lo dovete coinvolgere. È andato via il 14 agosto. È stata la stessa Concetta ad accompagnarlo alla fermata del bus. Mio fratello non era qui il 26 agosto. Noi siamo venuti qui per lavoro, non siamo venuti qui per rapire la gente».
La pista rumena era stata tra le prime ad essere battuta e, stando alle poche notizie trapelate, anche ad essere esclusa. Ieri, però, si è verificato un fatto nuovo che potrebbe far riprendere quota a questa traccia. I carabinieri hanno convocato in caserma altre badanti che, come Maria, lavorano ad Avetrana. Le donne sono state ascoltate dagli investigatori. Sul contenuto delle loro dichiarazioni c’è il massimo riserbo.
















