Giovedì 17 Gennaio 2019 | 09:56

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Wojtyla: lo sviluppo solidale porta alla pace

«Ciascuno deve fare dei propri beni un uso non egoistico ma solidale». L'invito evangelico in riferimento allo «squilibrio tra ricchezza e povertà nel mondo di oggi»
CITTA' DEL VATICANO - «Giustizia e sviluppo solidale» rappresentano la «via che può garantire al mondo un futuro di pace». E' l'appello che Giovanni Paolo II ha fatto oggi all'Angelus, invitando la comunità internazionale, a sforzarsi affinché si sradichino dal mondo «il flagello della fame e le altre conseguenze della miseria».
Un ambito nel quale «la Chiesa cattolica assicura tutto il suo impegno». Anche perché ciascuno, ha sottolineato il Papa, «deve fare dei propri beni un uso egoistico ma solidale».
Parlando prima della recita dell'Angelus dalla sua residenza estiva di Castel Gandolfo, ultimo appuntamento pubblico prima del ritorno in Vaticano previsto per mercoledì, il Papa ha ricordato che il vangelo di oggi propone la parabola del «ricco epulone» e del povero Lazzaro: «Il ricco vive nell'opulenza e nel lusso non curandosi del mendicante che giace affamato alla sua porta. Ma, dopo la morte - sottolinea il Papa - la situazione si capovolge: Lazzaro è accolto in paradiso mentre il ricco finisce nei tormenti».
Wojtyla, che è apparso in discreta forma e con una buona voce anche se a tratti affaticata, ha detto che è «chiaro» l'insegnamento che si ricava dalla parabola: «ciascuno deve fare dei propri beni un uso non egoistico ma solidale». Un insegnamento «quanto mai appropriato» in riferimento allo «squilibrio tra ricchezza e povertà nel mondo di oggi».
Il papa ha ricordato sia l'incontro dei capi di stato che si è svolto a New York nei giorni scorsi «contro la fame e la poverà», a cui la Santa Sede ha dato la sua adesione tramite il card. Angelo Sodano, segretario di Stato, sia la riunione di tutti i nunzi apostolici in Africa, che si è conclusa ieri.
Concludendo il suo intervento, Giovanni Paolo II ha pregato il Signore «affinché sostenga gli sforzi della comunità internazionale in ordine alla giustizia e allo sviluppo solidale», e ha affidato a Maria «in modo speciale le famiglie e i popoli più provati dall'iniqua distribuzione dei beni che dio destina a tutti i suoi figli».

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