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Otranto diventa patrimonio Unesco

OTRANTO - Il borgo antico di Otranto entra nel ristretto Gotha dell’Unesco in qualità di patrimonio culturale e Sito Messaggero di pace. Di Otranto come patrimonio Unesco si parlava già nei primi anni ’80, sin da quando il grande architetto, Renzo Piano, lavorò alla stesura del Pug cittadino, evidenziando con la sua abilità le plurime ricchezze della «perla del Salento» con i suoi monumenti, il mosaico pavimentale della Cattedrale e il cenobio basiliano epicentro di cultura nel Medioevo. 
• E a Bisceglie abbattuti gli antichi comignoli

Otranto diventa patrimonio Unesco
OTRANTO - Il borgo antico di Otranto entra nel ristretto Gotha dell’Unesco in qualità di patrimonio culturale e Sito Messaggero di pace: alla base dell’ottenimento del prestigioso riconoscimento, assegnato dalla Divisione per la Cultura dell’Unesco, si cela senza ombra di dubbio l’opera meritoria del piccolo Club Unesco, piccolo sportello in loco della Federazione nazionale, capace di un risultato senza precedenti, come sottolineato in maniera unanime dalle istituzioni, raggiunto per l’abilità di dimostrare nella documentazione storica presentata quella vocazione culturale alla pace e al dialogo che ha ispirato Otranto, nelle varie epoche della sua esistenza.

Di Otranto come patrimonio Unesco si parlava già nei primi anni ’80, sin da quando il grande architetto, Renzo Piano, lavorò alla stesura del Pug cittadino, evidenziando con la sua abilità le plurime ricchezze della «perla del Salento», e con le amministrazioni comunali avvicendatesi nel tempo, tese ad una maggiore sensibilità culturale, focalizzata alla valorizzazione dei monumenti otrantini dal mosaico pavimentale della Cattedrale, oggetto di studi e di continue ricerche all’esperienza di San Nicola di Casole, cenobio basiliano epicentro di cultura nel Medioevo.

Un tentativo per ottenere il riconoscimento venne fatto anche dalla Provincia di Lecce, guidata da Lorenzo Ria, per la Grotta dei Cervi, la Cappella Sistina della preistoria, ricadente nella zona costiera del comune di Otranto; tre anni fa, poi, grandi nomi del mondo delle istituzioni e della cultura sottoscrissero un appello mediatico ed ideale per il riconoscimento del mosaico di Otranto come patrimonio dell’umanità.

La svolta, però, è arrivata dal basso con una esperienza concreta di «autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà» come garantito dalla Costituzione italiana, all’articolo 118. Il Club Unesco di Otranto parte in sordina, raccogliendo l’eredità del comitato «Pro Albero della vita», nato con l’obiettivo di promuovere la salvaguardia e la cura dell’opera musiva della Cattedrale: nell’estate 2008, grazie ad una fitta corrispondenza con l’Unesco nazionale e con il vicepresidente, Antonio Ruggero, il Club prende vita, con la ratifica ufficiale di iscrizione alla Federazione italiana e mondiale il 9 settembre a Firenze.

Enrico Risolo, eletto presidente del Club, avvia un’attività costante di promozione dei temi cari all’Unesco, dalla pace all’attenzione ai diritti umani, con convegni ed incontri culturali, ed elaborando un percorso ragionato per ottenere il riconoscimento prestigioso per la città. Ma nell’analisi, fatta all’interno del Club, sulla base della presa di posizione dell’Unesco mondiale di privilegiare l’attribuzione del titolo di patrimonio dell’umanità a realtà delle aree extraeuropee, si ritiene opportuno lavorare a veder riconoscere Otranto come «patrimonio culturale mondiale, in qualità di Sito Messaggero di pace».

Nella documentazione storica, si tende a dimostrare il ruolo essenziale della città, in particolare (ma non solo) negli sbarchi degli anni Novanta, quale centro di una cultura di accoglienza e simbolo di quel Salento, idealmente candidato al Premio Nobel per la pace. Nei primi mesi del 2010, il Club presenta agli organi federativi una bozza della documentazione storica: l’8 aprile 2010, in occasione del convegno nazionale Unesco, ad Assisi, la presidentessa italiana, Maria Luisa Stringa, esprime parere favorevole sul fascicolo, chiedendo al comune di Otranto un atto ufficiale di impegno per promuovere in futuro i temi della pace e dell’accoglienza: il consiglio comunale si esprime favorevolmente il 25 maggio 2010. A fine giugno, parte la definitiva documentazione in allegato alla richiesta e il 16 luglio, con procedimento speciale nella tempistica e nella formulazione, la Divisione per la Cultura riconosce il borgo antico (e non un solo monumento) di Otranto come Sito messaggero di pace e patrimonio culturale dell’Unesco.

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