Martedì 22 Gennaio 2019 | 11:41

NEWS DALLA SEZIONE

Operazione dei Cc
Brindisi, spacciava davanti a scuola media: arrestato 27enne

Brindisi, spacciava davanti a scuola media: arrestato 27enne

 
Elezioni
Regionali, Basilicata al voto il 23 marzo: firmato il decreto

Regionali, Basilicata al voto il 24 marzo: firmato il decreto

 
Il Tribunale
Fallimento Fc Bari: il concordato di Giancaspro serviva solo a perdere tempo

Fallimento Fc Bari: il concordato di Giancaspro serviva solo a perdere tempo

 
Duello Landini-Colla
La Cgil riparte da Bari, via al congresso per il dopo Camusso

La Cgil riparte da Bari, via al congresso per il dopo Camusso

 
Gli sprechi
Nuova sede Regione, chiusa indagine Gdf su plafoniere d'oro: danno da 600mla euro

Nuova sede Regione, chiusa indagine Gdf su plafoniere d'oro: danno da 600mila€

 
L'inchiesta di Lecce
Mazzette ai magistrati di Trani, imprenditore non risponde. Avvocatessa: estranea ai fatti

Mazzette ai magistrati di Trani, imprenditore non risponde. Avvocatessa: estranea ai fatti

 
La decisione
Regionali, centrosinistra ai gazebo il 24 febbraio per il candidato presidente

Regionali, centrosinistra ai gazebo il 24 febbraio per il candidato presidente

 
Dl semplificazioni
Xylella, il Governo: chi non abbatte gli alberi ammalati rischia il carcere

Xylella, il Governo: chi non abbatte gli alberi ammalati rischia il carcere

 
Il concorso di idee
Bari, ecco il progetto della costa sud. Decaro: la sfida dei prossimi 10 anni

Bari, ecco il progetto della costa sud. Decaro: la sfida dei prossimi 10 anni
Sisto (FI): bufala storica

 
Il caso
Brindisi, macchia scura nelle acque del Porto: al via i controlli

Brindisi, macchia scura nelle acque del Porto: al via i controlli

 
Nel pomeriggio
A fuoco bus pieno di studenti, panico a San Pacrazio Salentino

A fuoco bus di studenti, panico a San Pacrazio Salentino: nessun ferito

 

Tredici «schiavi» africani a Metaponto

È stato arrestato dai Carabinieri il loro datore di lavoro, un imprenditore agricolo che li maltrattava, li ricattava e li sfruttava per 25 euro a settimana
POLICORO (Matera) - Erano sbarcati nel giugno scorso a Lampedusa, sperando in una vita migliore in Italia. Ma nella piana del Metapontino, nel Materano, quei tredici clandestini africani avevano trovato qualcosa di molto simile alla schiavitù. Un casolare sporco, lavoro massacrante a raccogliere pomodori, 25 euro di paga alla settimana e un datore di lavoro-padrone che minacciava di non pagarli se protestavano. Ora, quel datore è stato arrestato dai Carabinieri, con l'accusa di riduzione in schiavitù. I suoi schiavi adesso sono passati dal casolare-prigione ad un centro di temporanea permanenza.
La storia si svolge in una delle aree agricole più avanzate d'Italia: quella piana del Metapontino che i suoi abitanti chiamano con fierezza «la California del Sud», e che nell'autunno scorso si sollevò in massa contro il progetto di impiantarvi la discarica nazionale delle scorie nucleari, a Scanzano Jonico (Matera).
Qui si producono frutta e verdura fra le più pregiate d'Italia. E qui tutte le estati sciamano in massa migliaia di extracomunitari, regolari e non, per spaccarsi la schiena a raccogliere le prelibatezze destinate alle mense della ricca Europa. I tredici schiavi del Duemila venivano da Eritrea, Togo e Congo. Sbarcati a Lampedusa, avevano girato da Roma a Napoli a Brindisi, per finire a Metaponto (Matera).
Qui erano stati reclutati dai «caporali», molti dei quali africani come loro. Ai tredici non era andata molto bene. Il loro datore di lavoro era un grosso imprenditore agricolo della piana, cinquantenne e del quale i Carabinieri non hanno fornito altri dati. I braccianti erano stati sistemati in un casolare sporco e fatiscente, senza luce né acqua corrente. L'unica dotazione era una tanica di plastica, ognuna con il nome del malcapitato, da usare per bere e lavarsi. Per i bisogni fisiologici c'erano i campi. Gli immigrati lavoravano dall'alba al tramonto a raccogliere pomodori. Tempo per mangiare ce n'era poco, un panino e via. Alla sera, si facevano una doccia con l'acqua di una tanica e cucinavano qualcosa con un fornello sul pavimento del casolare, alla luce delle candele. Poi si gettavano sui materassi sporchi e crollavano dal sonno.
La paga era 25 euro alla settimana, sette giorni su sette di lavoro. Il padrone li ricattava, minacciandoli di non pagarli se protestavano. Senza conoscere l'italiano, senza conoscere il paese, senza un soldo, non avevano possibilità di scappare. Quando i Carabinieri di Policoro (Matera) sono arrivati al casolare, al termine di un'inchiesta, i braccianti hanno raccontato che da settimane non venivano pagati.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400