Le indagini, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Bari, durate circa sei mesi, hanno già consentito di arrestare in flagranza quattro spacciatori e di sequestrare numerose dosi di cocaina e hashish.
Sono tuttora impegnati oltre 100 carabinieri, unità cinofile ed un elicottero dell’Arma. Allo stesso tempo il Gruppo investigazioni criminalità organizzata della Guardia di Finanza ha sequestrato a titolo preventivo beni, riconducibili all’organizzazione, per un valore di oltre 500 mila euro.
ORE 14.23 - STRONCATO CLAN EMERGENTE
Una organizzazione criminale dedita al traffico di droga è stata sgominata a Lucera in una operazione condotta dai carabinieri e coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Bari. Dodici in tutto le ordinanze di custodia cautelare notificate, delle quali otto in carcere, due ai domiciliari a due con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Il gruppo, che aveva base operativa nel centro di Lucera, vicino ad un bar, stava soppiantando nella gestione dei traffici illeciti il vecchio clan mafioso che operava in città e che era stato a sua volta già sgominato dalle forze dell’ordine con arresti e condanne dei suoi vertici. E’ stato proprio a partire da questa prima operazione, e dalle rivelazioni di un collaboratore di giustizia, che gli investigatori hanno raccolto informazioni sull'attività del gruppo subentrante.
Il collaboratore ha indicato in Antonio Pietrosanto il capo dell’organizzazione che intendeva fare il “salto di qualità” dopo l’uscita di scena dei vertici della vecchia mafia lucerina, in modo da diventarne il nuovo punto di riferimento. Secondo quanto accertato dagli investigatori, Pietrosanto, approfittando del vuoto di potere creatosi, era riuscito a organizzare a Lucera una organizzazione criminale finalizzata al traffico di droga con il coinvolgimento di comuni limitrofi come San Severo.
Nel corso delle indagini sono state anche fatti accertamenti finanziari che hanno rilevato la sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio posseduto. E’ stato quindi possibile sequestrare tre autovetture, una impresa individuale, un terreno con villa, un deposito e un locale adibito a voliera il cui valore commerciale è di circa 500.000 euro.
ORE 14.40 - LAUDATI: CRIMINALITA' FOGGIANA FINORA SOTTOVALUTATA
"Negli anni scorsi è mancata una visione globale delle attività illecite sul territorio della provincia di Foggia e c'è stata una disattenzione, anche dei media, che hanno prodotto una sottovalutazione dei fenomeni criminali nella zona”. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, illustrando oggi in una conferenza stampa i particolari dell’operazione antidroga condotta a Lucera dalla Direzione distrettuale antimafia con i carabinieri e la guardia di finanza.
Laudati ha assicurato che la “Dda ha deciso di cambiare strategia d’intervento. L’errore compiuto in questi anni – ha detto – è stato proprio spacchettare il vasto territorio del provincia di Foggia in tante zone e quindi con tanti fenomeni criminali distinti fra loro”. Secondo Laudati, invece, “gli episodi criminali, sia quelli che riguardano la mafia del Gargano, sia quelli legati alle estorsioni nel foggiano e quelli collegati allo spaccio di ingenti quantità di sostanza stupefacente su tutto il territorio, vanno letti all’interno di un contesto unitario sul quale – ha detto – lo stesso Governo nazionale ha deciso di accendere i riflettori”.
Lunedì prossimo, infatti – ha ricordato – il ministro dell’interno Roberto Maroni sarà a Manfredonia (dove si sono consumati gli ultimi omicidi legati alla faida del Gargano) per presiedere un vertice sulla sicurezza. “La presenza del ministro Maroni e del capo della polizia - ha detto ancora – risponde proprio a questa esigenza di far capire ai cittadini foggiani che lo Stato ha deciso di intervenire in maniera seria e radicale per dare delle risposte concrete all’esigenza di sicurezza e legalità”.
“In questo contesto – ha concluso – anche i mass-media devono fare la loro parte: in passato la mafia del Gargano è stata declassata, quasi ridicolizzandola, rappresentata come a una faida fra pastori, ma non è proprio così”.
(Al centro il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Bari, Antonio Laudati - FOTO LUCA TURI)
















