Enel cambia «ragione sociale». E i clienti risultano... morosi

di MARISTELLA MASSARI 

«Lei è moroso, se non paga le tagliamo il gas». Prima arriva il sollecito di pagamento e, a distanza di pochi giorni, addirittura una lettera raccomandata dal tono molto minaccioso. Ma il problema, almeno questa volta, non sono gli utenti definiti colpevolmente da Enel Energia «morosi», bensì, stando a quanto abbiamo appurato, la stessa azienda che avrebbe cambiato ragione sociale, da Enel gas a Enel Energia, e, di conseguenza, avrebbe anche mutato i codici clienti. Così, chi aveva chiesto la domiciliazione delle proprie bollette alla banca o alla posta, per evitare il fastidio di dover pagare ogni volta con i bollettini, si è accorto della bolletta non pagata solo quando era già troppo tardi. 

L’azienda non ha affatto segnalato il disguido, né ha avvisato i clienti che aveva cancellato i «rid», i codici per l’accesso all’addebito autorizzato in banca. Ha scaricato le colpe sugli utenti, minacciando di tagliare la fornitura del gas se questi non avessero pagato entro dieci giorni il dovuto. Quindi le bollette non sarebbero state pagate perché i malcapitati, convinti che le stesse sarebbero state saldate automaticamente grazie alla domiciliazione in banca, non ne hanno preso visione fino all'arrivo della famigerata raccomandata di sollecito del pagamento, pena l'interruzione del servizio. Il che, per chi ha sempre pagato con regolarità (come conferma e sottolinea la stessa Enel gas sulle bollette dei presunti morosi), è già motivo di indignazione... chiamiamola così! 

A segnalare il caso, che in realtà non è affatto isolato, è stato un nostro lettore. Che in una dettagliata lettera alla «Gazzetta» ha raccontato la sua disavventura spiegando che, oltre al danno la beffa, ha dovuto anche assentarsi dal lavoro per ripristinare il servizio e che, alla bolletta successiva, si è visto recapitare un nuovo sollecito di pagamento. Così, stanco di essere vessato da multinazionali che, invece di dialogare con chi le mantiene in piedi, inviano raccomandate offensive, ha preso carta e penna e ha scritto al giornale. 

«Come l’azienda potrà certamente verificare grazie agli strumenti informatici a sua disposizione - si legge nella segnalazione alla “Gazzetta” -, il sottoscritto ha domiciliato il pagamento delle forniture di gas naturale presso il proprio istituto bancario già da molti anni, risultando “sempre puntuale nel pagamento delle stesse”». 
«Pochi mesi or sono, in base a non so quale criterio, Enel Energia, subentrato ad Enel gas nella fornitura del servizio ha, di propria iniziativa e senza coordinamento alcuno con gli istituti di credito, modificato i propri codici informatici identificativi delle coordinate alle quali effettuare i versamenti per la domiciliazione delle utenze sui conti correnti. Come risultato, senza mia colpa o informazione alcuna, il sistema informatico di Enel Energia ha revocato in maniera unilaterale ed automatica il “rid” al mio istituto bancario bloccando, di fatto, i pagamenti “automatici” delle bollette. Ed io, ma credo anche molti altri, come risultato di questa mancanza di coordinamento ed informazione, non solo sono stato da tacciato di inadempienza nei pagamenti e minacciato di rescissione del servizio per morosità, ma ho dovuto perdere prezioso tempo per recarmi due volte alle poste (una per ritirare la raccomandata, l’altra per pagare la bolletta in parola) e due volte in banca per cercare di risolvere il problema della domiciliazione, tuttora irrisolta a causa del pasticcio causato dall’Enel con i nuovi codici rid».
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