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Italia a rischio idrogeologico

E' il paese più dissestato d'Europa. Ben 9.600 aree sono sotto il pericolo di una frana tra cui 11 siti patrimonio Unesco come i Sassi di Matera
ROMA - L'Italia è il paese con il territorio più dissestato in Europa. Ben 9600 aree sono sotto il pericolo di una frana, tra cui 11 dei 33 siti italiani considerati patrimonio dell'umanità dall'Unesco, 3671 comuni hanno un rischio idrogeologico molto elevato ed elevato, e 4568 sono stati colpiti una o più volte da questo tipo di fenomeni negli ultimi 46 anni. E' questo il quadro presentato del presidente del Consiglio nazionale dei geologi italiani, Antonio De Paola, al 32° Congresso Geologico Internazionale in corso a Firenze.
«L'Italia è un paese geologicamente recente - spiega Di Paola - dove molte rocce non si sono ancora consolidate. Ciò, unito all'azione dell'uomo, che non fa che turbare l'equilibrio del terreno anche con sconsiderati interventi edilizi, non fa che accrescere l'instabilità e il rischio di disastri naturali».
Una situazione allarmante con notevoli ripercussioni in termini di vite umane e di costi economici. Negli ultimi 46 anni infatti l'Italia ha registrato una media di 14 perdite di vite umane al mese, con un esborso per lo Stato, ogni giorno, di quasi 7 milioni di euro e 200 milioni al mese. In totale una spesa compresa tra i 3 e i 4 miliardi di euro l'anno, circa il 4 per mille del Pnl come costi per la collettività, se si considerano anche gli effetti diretti e indiretti.

Ecco la mappa sulla fragilità del territorio italiano tracciata dai geologi.
- DISSESTO IDROGEOLOGICO: nel nostro paese ne sono interessati ben 5mila comuni su 8104 (62%), mentre sono classificati a rischio molto elevato ed elevato 3671 comuni. Tra il 1947 e il 1990 sono 4568 le città colpite una o più volte da questo tipo di fenomeni, 9600 le aree che risultano a rischio frana ai sensi della legge Sarno del '98.
- RISCHIO SISMICO: sono 4671 su 8104 (58%) i municipi a rischio sismico. - LE VITTIME: numerose purtroppo, secondo il Servizio geologico nazionale, le vittime per fenomeni naturali: 7688 dal 1944 al 1990, dovute a terremoti (54,1%), dissesto idrogeologico, frane e alluvioni (45%), eruzioni vulcaniche (0,53%).
- I COSTI: dal 1944 al 1990 le erogazioni dello Stato per danni diretti e indiretti da disastri naturali ammontano a 114 miliardi di euro, cioè 6,8 milioni di euro al giorno.
- ULTIMI DISASTRI: negli ultimi dieci anni sono stati registrati disastri e alluvioni di grandi proporzioni quasi ogni anno. Nel 1994 è stato colpito il Piemonte, seguito nel 1996 da Toscana e Versilia. Nel 1997 è stata la volta dell'Umbria con il terremoto, mentre nel 1998 e nel 1999 frane si sono rovesciate su Sarno e Cervinara. Due le alluvioni registrate nel 2000, una a Soverato e l'altra in Piemonte.
- PATRIMONIO UNESCO A RISCHIO: Undici, su 33 dei siti italiani dichiarati patrimonio dell'umanità dall'Unesco, a rischio di frana: la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, Agrigento, i Sassi di Matera, il Parco Nazionale della Valle di Diano, la Costiera Amalfitana, Assisi, Urbino, Pienza, San Gimignano, Portovenere e le Cinque Terre e l'Arcipelago delle Eolie. «Purtroppo le leggi - conclude De Paola - anche se in vigore dal 1989, hanno iniziato ad essere applicate solo dopo l'alluvione di Sarno del '98, come anche le mappature del territorio. Quello che molti non capiscono è che il paese è in continua evoluzione dal punto di vista geologico, per i terremoti, i disastri naturali, i cambiamenti climatici e l'azione dell'uomo. Quello che serve è un'efficace azione di pianificazione del territorio, una corretta gestione delle risorse naturali e la messa in sicurezza di rischio sismico non solo delle nuove costruzioni, ma anche dei vecchi centri storici».

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