Martedì 13 Novembre 2018 | 18:57

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Parigi - Quasi in pellegrinaggio sulle tracce de «Il codice da Vinci»

«La visita che organizzo intorno al libro - racconta Marie- Laure, guida francese da tredici anni - è la più richiesta, supera persino quella del castello di Versailles»
PARIGI - Si aggirano guardinghi in alcuni posti di Parigi, credendo di scorgere misteriosi messaggi da decifrare. Si potrebbero definire pellegrini, ma la loro meta non è Lourdes nè Santiago di Compostella. Sono i turisti conquistati dal best seller americano «Il codice da Vinci» - otto milioni di copie vendute in patria, in testa alle classifiche dei libri più venduti al mondo - che, arrivati nella capitale francese, seguono tour organizzati sui luoghi del leonardesco intrigo.
«La visita che organizzo intorno al libro - racconta Marie-Laure, guida da tredici anni - è la più richiesta, supera persino quella del castello di Versailles».
Il thriller di Dan Brown, ex insegnante d'inglese e storico dell'arte, prende le mosse proprio da Parigi, con l'omicidio di un conservatore del Louvre, trovato cadavere all'interno del museo nella posizione dell'«Uomo vitruviano» di Leonardo.
Proprio dall'acceso interesse di un visitatore per il genio di Vinci, Marie-Laure ha capito l'anno scorso la portata del fenomeno: «Mi ha parlato del 'Codice da Vinci' - spiega - e mi ha consigliato di creare una visita guidata attorno a questa storia».
Dall'ottobre scorso, la guida ha così realizzato una trentina di «percorsi» di questo tipo, senza considerare le visite al museo del Louvre, cui è possibile aggiungere, su richiesta, una parte dedicata al romanzo.
Siccome ad essere interessati alla proposta sono soprattutto gli americani - affiancati però sempre di più da spagnoli, italiani, francesi e giapponesi - c'è addirittura un'agenzia di viaggi d'Oltreoceano che propone un giro d'Europa attorno al libro e all'opera di Leonardo per 3.000 dollari di spesa.

Tradotto in 40 lingue, in attesa di essere interpretato sugli schermi da Russell Crowe, «Il codice da Vinci» è un impasto di vero e verosimile, costellato di enigmi e colpi di scena fino alla scoperta di un incredibile segreto della cristianità: Maria Maddalena era moglie di Gesù Cristo, con cui avrebbe avuto dei figli, i cui discendenti vivono ancora in Francia.
Se l'audace invenzione ha attirato le critiche di alcuni ambienti cattolici, ha avuto tuttavia il merito di riversare orde di turisti nella chiesa di Saint-Sulpice, altra tappa del pellegrinaggio: qui un obelisco sormontato da un globo testimonierebbe l'esistenza del Priorato di Sion, setta segreta composta dai discendenti di Gesù, e indicherebbe la direzione da seguire alla ricerca del Santo Graal.
Il parroco ha un bel da avvertire, su due cartelli in francese e in inglese, che «Contrariamente alle affermazioni fantasiose contenute in un recente romanzo di successo, la linea meridiana di Saint-Sulpice non è vestigio di un tempio pagano che sarebbe esistito in questo luogo». E ancora «Vogliate notare anche che le lettere P e S sulle finestre circolari alle due estremità del transetto si riferiscono a san Pietro e san Sulpizio, che sono i due santi patroni della chiesa, e non a un Priorato di Sion perfettamente immaginario», sforzi inutili: gli appassionati dell'enigma continuano a cercare interpretazioni «eretiche».
Ancora, le tracce del thriller conducono fuori da Parigi, in Scozia, alla Rosslyn Chapel vicino ad Edimburgo. In questa chiesetta del XV secolo sarebbero conservate, nella finzione, le spoglie di Maria Maddalena: e guarda caso, il numero di turisti quest'anno è raddoppiato.
Ma sono coscienti questi «novelli pellegrini» della natura fantastica del libro? «Mostro loro le incoerenze - afferma Marie-Laure - ci sono errori scioccanti su Parigi. Allora alcuni sono un po' delusi, perché pochissimi si sono informati sul web o hanno rivolto la propria attenzione ai Vangeli. Hanno preso tutto per oro colato».

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