Le scelte del governatore
Regione Puglia, giunta al fotofinish. Decaro: «Ho le idee chiare». Ma i big dem sono sulle spine
I nodi dell'esecutivo: dal caso Emiliano alla sistemazione dei mr 30mila voti, ovvero Francesco Paolicelli, Raffaele Piemontese e Stefano Minerva
«Sulla giunta ho le idee chiare, devo verificare le disponibilità delle persone che ho individuato sulla base dei criteri. Incontrerò anche le liste e i partiti che mi hanno sostenuto»: Antonio Decaro ieri è andato a Castellana Grotte per l’accensione della Fanova e ha chiesto anche la protezione alla Madonna della Vetrana. Nella sua agenda oltre all’accelerazione sulla Sanità per fronteggiare l’emergenza liste d’attesa, non manca l’attenzione per le tradizioni dei territori, ma il focus delle prossime ore sarà dedicato alla limatura della giunta.
CASO EMILIANO - Lo scoglio più spigoloso è quello che riguarda la possibile nomina del predecessore, Michele Emiliano: Su questo fronte ci sono due vulgate: la prima è quella che prevederebbe una intesa nazionale (avallata da Elly Schlein) per traghettare l’ex governatore da assessore alle prossime politiche, la seconda nasce dalle resistenze del popolo del web (a cui l’eurodeputato non è indifferente), fortemente ostile a opzioni che non avvalorerebbero la scelta di iniziare il mandato sull’onda del rinnovamento. Lo scioglimento di questo nodo diverrà anche un segnale - da interpretare - per i tanti eletti che storicamente hanno fatto un percorso politico al fianco del magistrato barese.
I BIG DEL PD - Le ultime elezioni hanno confermato che tra i democratici ci sono personalità in grado di raccogliere consensi fuori dall’ordinario. I cosiddetti «mister 30mila preferenze», ovvero Francesco Paolicelli, Raffaele Piemontese e Stefano Minerva, sono i catalizzatori di istanze di territorio ma anche di interi blocchi politici e sociali che li hanno sostenuti. Se Paolicelli può essere considerato uno dei componenti del gruppo di lavoro più antico di Decaro e quindi sarà uno dei collaboratori più stretti del neogovernatore, gli altri sono da settimane sulle spinte, in attesa di un segnale di fumo (ma andrebbe bene anche l’interpretazione del fondo di caffè alla turco-greca) in arrivo da Bari. Tra i protagonisti di veri exploit elettorali, inoltre, non vanno dimenticati Ubaldo Pagano ed Elisabetta Vaccarella a Bari, e Toni Matarrelli a Brindisi, mentre il tarantino Donato Pentassuglia è considerato dai bookmakers sicuro dell’assessorato (insieme a Debora Ciliento, vicina a Francesco Boccia). Il nuovo presidente, però, è determinato ad affermare le sue prerogative, perimetrando le relazioni con i partiti e i consiglieri secondo un modus operandi differente rispetto al passato, e in ogni caso in linea con l’orientamento leaderista che gli viene riconosciuto dallo Statuto. Di sicuro sarà raro vedere Decaro partecipare a caminetti o a riunioni collegiali con i partiti (non a caso dopo oltre un mese e mezzo dalle elezioni le agende dei segretari regionali non hanno mai appuntato un incontro a più voci su questo tema). Qualche sussurro della base dem, però, va nella direzione di un coinvolgimento (almeno consultivo) dei vertici del partito, dopo aver spinto molto in campagna elettorale sulla costruzione di un programma dal basso, addirittura con centinaia di riunioni nei circoli e nelle sezioni.
LA PARITA' DI GENERE - La giunta è questione di numeri e accanto al 5-5-5 che richiama L’allenatore nel pallone di Lino Banfi, c’è il 5 delle donne nell’esecutivo. Accanto alla Ciliento, potrebbero trovare spazio Silvia Miglietta e Grazia Starace, entrambe della civica del presidente. Il quarto nome potrebbe essere quello di una vendoliana (in ballo ci sono Ines Pierucci e Anna Grazia Maraschio). La quinta? Non si può escludere che arrivi dalle file dei 5S: Rosa Barone e Annagrazia Angolano sono in corsa, al pari di Cristian Casili. Se ci fosse una seconda donna dem (Rossella Falcone, Elisabetta Vaccarella o Loredana Capone), un alleato rinuncerà al posto rosa.
I CIVICI DI PER - La lista organizzata da Sebastiano Leo avrà una rappresentanza nella giunta. Sul nome però ci sono vedute differenti tra i quattro eletti. L’unico che non ha palesato desideri è Ruggiero Passaro, l’ex segretario del dem Filippo Caracciolo, autore di un risultato molto positivo nella Bat. Lo stesso Leo, Saverio Tammacco e Antonio Tutolo, invece, ci terrebbero a coronare il sogno-assessorato. Non essendoci una indicazione unitaria, alla fine l’enigma sarà sciolto direttamente da Decaro.