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Abbiamo 1.466,4 miliardi di debiti

A tanto ammonta il debito pubblico, calcolato in valore assoluto dalla Banca d'Italia. Ogni italiano, neonati inclusi, «deve» 25.700 euro
ROMA - Il debito pubblico, calcolato in valore assoluto dalla Banca d' Italia, raggiunge un nuovo record assoluto. A maggio ha raggiunto 1.466,4 miliardi di euro, un livello mai toccato, segnando un incremento del 3,78% rispetto ai 1.412,9 miliardi del maggio 2003, che ha distanziato di ben 53,4 miliardi di euro 100.000 miliardi di lire. A conti fatti è come se ogni italiano - nonni e bebè compresi - avesse un debito pubblico di circa 25.700 euro, con i quali fare i conti.
L' incremento, che non impatta sui parametri di Maastricht che invece valutano il debito in rapporto al Pil, era comunque atteso, per il cattivo andamento del fabbisogno di maggio. Allo stesso modo a giugno e luglio ci si aspetta un ridimensionamento dovuto al segno positivo (un avanzo) segnato dal fabbisogno, cioè dal saldo delle entrate e delle uscite di cassa dello Stato.
A calcolare l' andamento assoluto del debito è stata la Banca d' Italia che ha riportato il dato nell' ultimo supplemento «Finanza Pubblica» al bollettino statistico dell' istituto che riporta anche i dati del gettito fiscale del primo semestre: finora gli importi contabilizzati mostrano un andamento fiacco (+0,2%) che però, considerando anche gli importi incassati ma non ancora ripartiti tra «tributi» e «contributi» può arrivare ad un incremento massimo del 2,8%.
- IL DEBITO: Il valore toccato a maggio è il più alto in assoluto: 1.466,4 miliardi di euro. Mostra un trend decisamente negativo dell' andamento dei conti pubblici. E non solo se si confronta con l' incremento del 3,78% rispetto al maggio 2003. Basta guardare a aprile 2004, un mese che già aveva fatto registrare un primato con i suoi 1.454,6 miliardi di debito. In soli 30 giorni il "rosso" è lievitato di 11,7 miliardi di euro, dello 0,8%. Maggio segnerà però il picco: i 9,3 miliardi di avanzo di giugno e i 100 milioni di avanzo di luglio porteranno una boccata d' aria sul debito che però, ai fini di Maastricht, dovrà fare i conti con l' andamento della crescita economica che, in base agli ultimi dati, sembra procedere al rallentatore, ma anche con l' impatto della manovra bis e della vendita della tranche Enel che dovrebbero avere un impatto positivo.
Spulciando le tabelle non mancano però spunti di riflessione. A maggio la crescita del debito pubblico complessivo non è dovuta solo alle amministrazioni centrali, con un debito che si è attestato a 1.392,2 miliardi in crescita di oltre 10 miliardi rispetto ai 1.381,6 miliardi del mese precedenti. Un balzo in avanti è stato segnato anche dal debito delle amministrazioni locali passato da 73 a 74,1 miliardi di euro. L' andamento negativo dei conti degli enti locali è testimoniato da un fabbisogno delle amministrazioni territoriali che, dopo un avanzo di 104 milioni a febbraio, hanno infilato una serie di mesi in 'rossò: per 1.313 milioni a marzo, per 688 milioni ad aprile, per 1.115 milioni a maggio.
LE ENTRATE FISCALI: Il gettito avanza al rallentatore nei primi sei mesi dell' anno. I forti incassi registrati nel 2003 grazie alle sanatorie fiscali frenano il confronto con il 2004 che nei primi sei mesi dell'anno - secondo le statistiche degli incassi tributari contabilizzati - ha segnato un incremento minimo. Il gettito è salito dello 0,2%: a quota 137,1 miliardi contro i 136,9 miliardi dello stesso periodo del 2003.
Il mese di giugno, caratterizzato dalle scadenze sia dei condoni sia per il primo versamento collegato alle dichiarazioni dei redditi, ha però "gonfiato" anche i «fondi speciali della riscossione": si tratta di una «posta» nella quale vengono inseriti dalla Banca d' Italia i valori che risultano incassati ma che ancora non sono stati ripartiti tra tributi fiscali e altre entrate (solitamente contributi previdenziali). Nei primi sei mesi del 2004 i fondi speciali della riscossione hanno così accumulato 19,4 miliardi di incassi non attribuiti, contro i 15,5 del gennaio-giugno 2003. Se questi importi si traducessero tutti i tributi l' incremento del gettito fiscale sarebbe pari al 2,8%, un valore che rimane appena sopra la soglia dell' inflazione.
L' entità dei fondi incassati ma non ancora ripartiti non consente di attribuire valore agli incassi indicati nel solo mese di giugno: 27.424 milioni a fronte dei 28.492 del giugno 2003; in questo caso, infatti, i fondi speciali del 2004 sono stati pari a 17.134 milioni, il doppio dei 8.879 milioni indicati nel giugno dello scorso anno.
Corrado Chiominto

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