«Arrestato l'ultimo boss della Sacra Corona ancora in circolazione»

BRINDISI - Gli agenti della squadra mobile di Brindisi e del commissariato di polizia di Mesagne hanno arrestato un pregiudicato che fu uno dei capi dell’organizzazione mafiosa Sacra Corona Unita. Si tratta di Massimo Pasimeni, chiamato "Piccolo dente", che è stato arrestato per estorsione aggravata, per aver taglieggiato commercianti, e per associazione per delinquere di stampo mafioso. Sono finiti in carcere anche sua moglie, Gioconda Giannuzzo, e altre due persone, tutte accusate di aver utilizzato denaro e beni di provenienza illecita. 

"Piccolo dente" era stato scarcerato nel 2006 per effetto dell’indulto ma era tornato in carcere nel febbraio del 2008 per effetto di una sentenza della Corte di appello di Brindisi con la quale Pasimeni era stato condannato all’ergastolo per l'omicidio di Giovanni Goffredo e di Benito Nisi. Nel luglio del 2008, però, fu scarcerato nuovamente per scadenza dei termini di custodia cautelare.

Pasimeni è stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Lecce Andrea Lisi su richiesta del pubblico ministero della Distrettuale antimafia salentina Giorgio Lino Bruno. 

Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori della squadra mobile brindisina – diretti dal vicequestore Francesco Barnaba – Pasimeni avrebbe taglieggiato un negoziante e costretto un concessionario di auto a cedere veicoli usati in cambio di pagamenti saltuari e assai dilazionati nel tempo. Le autovetture, secondo le indagini, venivano poi vendute in un autosalone intestato ad altri ma, di fatto, di proprietà - secondo la polizia – di Pasimeni. 

Il giudice delle indagini preliminari ha posto sotto sequestro anche tutti i beni riferibili al pregiudicato. 

ORE 16.15 - PASIMENI, ULTIMO BOSS SCU LIBERO
Massimo Pasimeni, 41 anni, ritenuto dagli investigatori un pericoloso esponente della Sacra Corona Unita di Mesagne era, secondo la squadra mobile, l’ultimo boss della Scu ancora in circolazione. Condannato in primo grado all’ergastolo per due omicidi era stato scarcerato nel luglio 2008 per decorrenza dei termini di custodia cautelare. 

Secondo quanto accertato nel corso dell’inchiesta che ha portato all’operazione di oggi denominata "Codice da Vinci", Pasimeni avrebbe taglieggiato tra l’altro il titolare di una concessionaria di S. Michele Salentino, facendosi consegnare auto nuove per un valore di 150mila euro, che poi rivendeva nel suo autosalone A&A di Tuturano. 

Con lui sono stati arrestati la moglie, Gioconda Giannuzzi (ai domiciliari), di 52 anni, il genero Carmine Campana di 25, e il padre di quest’ultimo Vincenzo, di 47 anni. Dovranno rispondere a vario titolo di estorsione aggravata in concorso e fittizia intestazione di beni riconducibili ad attività illecite. 

Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip di Lecce Andrea Lisi su richiesta del pubblico ministero Giorgio Lino Bruno. Sono stati inoltre sottoposti a sequestro i beni riconducibili al boss ma intestati a terze persone e, cioè, una yogurteria, un autosalone, la società di gestione di quest’ultimo e l’abitazione di Pasimeni, intestata alla suocera.
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