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In Puglia e Basilicata

Bari, colleghi tassista arrestato per abusi sessuali fanno sit-in protesta

Bari, colleghi tassista arrestato per abusi sessuali fanno sit-in protesta
Per protestare contro l'arresto “ingiusto” del loro collega, Nicola Giardino, di 69 anni, i tassisti di Bari terranno un sit-in in piazza prefettura durante il quale chiederanno “più tutela per l’intera categoria”. Giardino è stato arrestato dalla polizia il 14 gennaio scorso in esecuzione di un provvedimento cautelare con l’accusa di aver abusato sessualmente di una disabile durante il servizio. I legali: contro di lui soltanto la querela della donna

17 Gennaio 2010

BARI - Per protestare contro l'arresto “ingiusto” del loro collega, Nicola Giardino, di 69 anni, i tassisti di Bari terranno un sit-in in piazza prefettura durante il quale chiederanno “più tutela per l’intera categoria”. 

Giardino è stato arrestato dalla polizia il 14 gennaio scorso in esecuzione di un provvedimento cautelare con l’accusa di aver abusato sessualmente di una disabile durante il servizio.

La nostra categoria – afferma in una dichiarazione Vito Dellino, rappresentante dei tassisti baresi – è “sempre più esposta ai rischi professionali e personali che, proprio a causa della mancanza di idonei strumenti di garanzia, compromettono gravemente la sfera privata, familiare e lavorativa”.

I LEGALI: CONTRO DI LUI SOLTANTO LA QUERELA DELLA DONNA
Sulla vicenda dell’arresto intervengono anche i difensori di fiducia del tassista, gli avvocati Michele Della Chiesa e Nicola Giglione che tengono a precisare come: «l’addebito formulato in danno del nostro difeso risulta fondato solo ed esclusivamente sulla querela sporta dalla presunta vittima». Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, hanno poi aggiunto i due legali: «Nicola G. non solo non si è avvalso della facoltà di non rispondere ma, anzi, ha ribattuto punto su punto a tutte le accuse». «Come ad ogni altro cittadino anche al nostro assistito - aggiungono i due legali - deve essere garantito il diritto di accedere alla clausola della presunzione di innocenza». Contestano la ricostruzione secondo cui il tassista avrebbe fatto alla donna delle confidenze sulle sue abitudini sessuali mettendole poi le mani addosso.
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