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In Puglia e Basilicata

Sanitopoli in Puglia In 48 ore per la Cosentino due richieste di arresto

Sanitopoli in Puglia In 48 ore per la Cosentino due richieste di arresto
di GIOVANNI LONGO 
e MASSIMILIANO SCAGLIARINI

La procura ha depositato nuove telefonate e altri stralci dell’interrogatorio dell’ex re delle protesi. Ma non ha convinto il giudice che non ha trovato prova della corruzione, tanto che il gip riboccia il teorema del pool: «Lei e Tarantini erano amanti»
• Il «sistema» Tarantini: pagavo il 5% sugli appalti

17 Gennaio 2010

di GIOVANNI LONGO 
e MASSIMILIANO SCAGLIARINI
 

Per due volte, nel giro di 48 ore, la procura di Bari ha chiesto l'arresto di Lea Cosentino e Francesco Lippolis. E per due volte il gip ha detto no: sul conto dell'ex direttore generale della Asl di Bari e dell'attuale direttore amministrativo della stessa azienda sanitaria, il giudice Vito Fanizzi non ha ravvisato gli estremi di un «accordo corruttivo» con l'ex re delle protesi Gianpaolo Tarantini. È questo il retroscena svelato da un'ordinanza del gip Vito Fanizzi, datata 11 gennaio, che risponde a una richiesta presentata dal pool sanità l'8 gennaio. Cioè 24 ore dopo che lo stesso Fanizzi aveva rigettato le misure cautelari nei confronti dei due manager. Ce n'è abbastanza per parlare di uno scontro tra l'ufficio dei pubblici ministeri e quello dei gip. Vediamo. 

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Venerdì sono scattati gli arresti domiciliari per Antonio Colella e Michele Vaira, ex dirigente e funzionario dell'ufficio appalti della Asl di Bari, accusati di aver costituito con Gianpaolo Tarantini un'associazione a delinquere che truccava le forniture all'azienda sanitaria. Nelle 75 pagine dell'ordinanza depositata il 7 gennaio, il gip Fanizzi non ha difficoltà nel riconoscere il «rapporto» tra il denaro e le altre utilità garantite da Tarantini ai due dipendenti pubblici in cambio di «atti contrari ai doveri d'ufficio». In pratica, Gianpi pagava (il 5% di ogni delibera a Colella, 1.000 euro per volta a Vaira) e otteneva in cambio contratti di fornitura «addomesticati». Ma quello stesso rapporto , per usare le stesse parole di Fanizzi, non viene ravvisato dal gip per quanto riguarda Cosentino e Lippolis. Ed è interessante, prima di passare alla novità del giorno, ripassare il punto. 

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Il teorema della procura si basa sulle dichiarazioni di Tarantini, corruttore reo confesso e consumatore abituale di stupefacenti, che pur indagato per associazione a delinquere viene – inspie gabilmente – lasciato fuori dalla richiesta di arresto. Se per i due impiegati le parole di Gianpi trovano «significativi riscontri», non così – scrive il gip – avviene per Cosentino e Lippolis. Nel loro caso, anzi, il giudice smonta (con logica apparentemente stringente) il ragionamento dei pm. Per Lippolis l'argomentazione è lampante: Tarantini sostiene di aver prima contribuito a farlo nominare direttore amministrativo, quindi di averlo «comprato» con 30.000 euro versati in ascensore. Ebbene, il gip trova un colossale buco nel lavoro della procura, sintetizzato con una intercettazione tra Gianpi e Colella. 

COLELLA: «Ho fatto una litigata con Lippolis di quelle grosse (…). No, niente, mi ha mandato indietro tutte le delibere tra cui quelle là interessate (…). Senza una ragione... Sono tutte regolari... tutte che rispecchiano le cose (…). Io volevo parlare con la Cosentino, se tu riesci a farmi parlare con lei fuori a quattr'occhi, che poi gli racconto tutto». 
TARANTINI: «Va bene domani parliamo domani ti chiamo, rispondimi (…) Hai risolto quella cosa là?». C: «Eh no, me ne sono andato, non ho risolto, ho bloccato tutto e me ne sono andato, è meglio che lo sai, perché chi è che ha voluto Lippolis sei stato tu». Insomma, dice il gip, Lippolis non sembra comportarsi come uno che ha preso 30.000 euro dal momento che blocca i pagamenti a Tarantini. Del quale, ancora, il giudice valuta come «incerta» pure la «decisiva influenza» esercitata sulla Cosentino per quanto riguarda la nomina. Dunque, niente arresto la prima volta. 

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Per la Cosentino, il vulnus nel teorema dei pm è – secondo il gip Fanizzi – nella «questione dell'implicazione sentimentale». In uno dei suoi interrogatori Tarantini racconta infatti «di un rapporto sentimentale che ho avuto con lei», e quindi aggiunge: «Ho tentato di corromperla, ma senza risultati. Non voleva fare accordi per avvantaggiare altri, se doveva farlo lo faceva per me. Non mi ha consentito neanche di pagarle la vacanza in Sardegna, era terrorizzata dal fatto che Vendola potesse sapere che commetteva illeciti». La procura sostiene che in cambio di un Rolex, di tre viaggi e di un cappotto Kiton, la Cosentino avrebbe agevolato le nomine di Colella e Lippolis decise da Tarantini. Il gip, invece, smonta il teorema: l'analisi svolta dai pm su quelle nomine, dice, non «proietta un fascio di luce decisivo su queste costose regalie». Per un motivo molto semplice: le «costose regalie», fatte da uno che spende 500.000 euro per un mese di vacanza, si spiegano non con un tentativo di corruzione ma - in ossequio al rasoio di Occam - come regali fatti all’interno di quel «rapporto sentimentale». Dunque, pure qui, nessuna corruzione e quindi niente arresto. 

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Un ultimo dato prima di arrivare alla seconda richiesta presentata e respinta. Nelle 75 pagine della prima ordinanza, il gip lamenta almeno sei volte che «non risultano depositate» le telefonate con cui i pm ritengono di aver provato il famoso rapporto sinallagmatico che dimostra la corruzione. E in un altro passaggio, Fanizzi lamenta – non senza un certo fastidio – che i pm hanno depositato i verbali di interrogatorio di Tarantini infarciti di «omissis». L'arresto – sembra dire il gip – pare essere richiesto più in virtù di un atto di fede che di un ragionamento svolto oltre ogni ragionevole dubbio. 

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 Questi ultimi sette rilievi devono aver colpito i pm. Ecco infatti cosa scrive il gip rigettando la seconda richiesta di arresto presentata, come dicevamo, l’8 gennaio, vale a dire appena 24 ore prima la bocciatura della prima : «La nuova documentazione prodotta», cioé le telefonate che prima mancavano, «effettivamente confermauti- lità procurate dal Tarantini alla Cosentino». Ma ora quello che era solo un dubbio sembra essersi fatto certezza: il gip si convince che i costosi regali e le mediazioni con i politici (soprattutto con il ministro Raffaele Fitto, che della Cosentino non vuol sentire parlare) sono infatti «frutto del rapporto sentimentale» tra i due. La relazione, scrive Fanizzi, «sembra trovare riscontri anche nelle nuove intercettazioni telefoniche depositate». E gli «omissis», che ora sono caduti, lo confermano: adesso sappiamo che Tarantini aveva spiegato il motivo di quei viaggi, del Rolex e del cappotto in regalo «per amicizia, per il Natale 2008, per le festività». E sappiamo pure che Tarantini aveva ridimensionato i poteri della Cosentino sulle gare d'appalto che a lui interessavano: «Quello che lei faceva giungeva a termine di procedimenti amministrativi già istruiti ed approvati da altri. Lei non aveva molto potere, il potere vero lo gestiva il direttore amministrativo ovvero negli anni recenti i dottori Lovecchio e Lippolis». In quanto a Lippolis, anche nella seconda ordinanza, il gip conferma «gli analoghi dubbi» già espressi quando ha detto no all'arresto la prima volta. Tarantini nel suo interrogatorio si contraddice, perché prima sostiene di aver fatto nominare il direttore amministrativo poi – scrive Fanizzi – fa dichiarazioni «poco compatibili con una propria interessata imposizione alla Cosentino», che peraltro confermano quella telefonata con Colella: «Dopo la sua nomina – è un altro degli “omissis” caduti sulle deposizioni di Gianpi – Lippolis si mise contro di me, bloccando alcune delibere che mi riguardavano. Penso che ciò dipendeva dal rapporto che aveva con Tedesco». 

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Siamo dunque di fronte a uno scontro tra visioni totalmente diverse. Quello tra l'ostinazione dei pm a voler mandare in galera la Cosentino (peraltro già ai domiciliari) e Lippolis, e la pervicacia del gip nello smontare certe argomentazioni. La questione, lo ha detto la procura in un comunicato stampa, approderà presto al Riesame. In quella occasione le parti potranno leggere le telefonate e i verbali in forma integrale .
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