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In Puglia e Basilicata

Regionali, oggi il candidato Pdl Poli in "pole". Malumori tra ex-An

Regionali, oggi il candidato Pdl Poli in "pole". Malumori tra ex-An
Il ministro Raffaele Fitto corre a Palazzo Grazioli per prendere la decisione finale: oggi, infatti, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi scioglierà la riserva sul candidato governatore in Pugllia e non è detto che non manchino sorprese. Le quotazioni di Adriana Poli Bortone, l'ex sindaca di Lecce ben considerata dal premier, sono in salita ma dal Pdl pugliese, dopo lo stop a una candidatura come quella di Stefano Dambruoso, sono arrivati a Roma tutti i mal di pancia nei confronti dell'ex di An
• LA CRONACA DI IERI
NUOVO SONDAGGIO: Chi sceglieresti come candidato alle primarie per il Centrodestra?

20 Gennaio 2010

BARI - Il ministro Raffaele Fitto corre a Palazzo Grazioli per prendere la decisione finale: oggi, infatti, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi scioglierà la riserva sul candidato governatore in Pugllia e non è detto che non manchino sorprese. Le quotazioni di Adriana Poli Bortone, l’ex sindaca di Lecce ben considerata dal premier, sono in salita ma dal Pdl pugliese, dopo lo stop a una candidatura come quella di Stefano Dambruoso, sono arrivati a Roma tutti i mal di pancia nei confronti dell’ex di An. Personalità, la sua, in conflitto da tempo sia con gli ex An che col plenipotenziario di Puglia Fitto, che dicono i ben informati si sia speso in modo deciso per il capogruppo Rocco Palese. 

La partita è rimasta aperta anche per il sottosegretario Alfredo Mantovano, da sempre contrario alla candidatura della leader di «Io Sud». Nettamente contrario a Palese Salvatore Tatarella, l’eurodeputato che più di altri si era speso per un accordo - ormai ritenuto irrealizzabile - con l’Udc. «Il fatto che un leader acuto come D’Alema si preoccupi di scongiurare l’ipotesi che Adriana Poli Bortone sia il candidato presidente della Regione per il centrodestra è un motivo in più per designarla. Capisco bene perché dal suo punto di vista si augura che questa candidatura non ci sia: con la sua biografia prestigiosa, la sua forza, il suo temperamento e il suo consenso Adriana - dice - è in grado di mandare a carte quarantotto la strategia pazientemente tessuta da D’Alema. Mi auguro che il Pdl e la Poli possano insieme costruire l'alternativa di governo di cui la Puglia ha bisogno». 

Da parte sua il coordinatore regionale del Pdl, Fr ancesco Amoruso, ammonisce: «Il toto candidati lo lasciamo agli appassionati di questo passatempo. Il nostro unico obbiettivo è dare alla Puglia il buon governo di cui ha bisogno. L'unica certezza è che non saranno le scaramucce del Pd pugliese o i paventati timori dell'on. D'Alema a condizionare le nostre scelte». Ma c’è chi, come il ministro per le Politiche giovanili, Giorgia Meloni (ieri a Bari per la prima giornata del Meeting dei giovani»), continua a mantenere lo sguardo puntato sul centrosinistra. 

«Il meccanismo delle primarie - dice - serve a nascondere un deficit di autorevolezza e di capacità di decidere da parte del Pd». Quanto alla candidatura del Pdl alla presidenza, il ministro ha ricordato che «ci sono una serie di nomi in campo, tutti autorevoli anche se rappresentano storie diverse. A mio avviso, comunque, il tema del radicamento sul territorio non va tenuto in secondo piano». In casa avversa guarda anche Ignazio Zullo, consigliere regionale de «La Puglia prima di tutto». 

«Com’era facile prevedere - commenta - si va ricostruendo nella coalizione di centrosinistra in Puglia un’alleanza che ci riporta alla memoria il governo Prodi con l’Udeur sostituito dall’Udc. C’è di tutto e di più, come il “gran bazar dell’ONU” o come la “galleria delle Nazioni” della Fiera del Levante. 

Giustizialisti con legittimisti, comunisti con cattolici, uomini di governo e uomini di piazza, riformatori e conservatori, difensori della famiglia con fautori dei Dico e dei Pacs, abortisti con antiabortisti, sostenitori dell’eutanasia con difensori della vita. Il calcolo matematico della vittoria elettorale - continua Zullo - ancora una volta prevale sull’affinità ideologica che dovrebbe essere il collante di una coalizione che si propone per il buon governo della cosa pubblica. Le prime avvisaglie del rapporto burrascoso ce le ha consegnate Boccia che pone 10 domande a Vendola sul suo malgoverno, come se non sapesse che il suo Pd governa con Vendola il quale, a sua volta e scioccamente, fornisce all’interrogante le sue 10 risposte piuttosto che rimandarlo al suo partito, il Pd, corresponsabile del malgoverno che gli si imputa. Caro Boccia, tocca ai pugliesi porre domande perché, se ti senti tradito tu dall’azione di (mal)governo di Vendola e del Pd, figuriamoci loro».
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