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Per la nuova orchestra sinfonica debutto al Petruzzelli con "Boheme"

Per la nuova orchestra sinfonica debutto al Petruzzelli con "Boheme"
Con "Boheme", in scena stasera nel Teatro Petruzzelli, «il lungo ponte verso il futuro – per citare il sovrintendente Giandomenico Vaccari – è stato lanciato». Stasera ha infatti debuttato, con successo, la nuova orchestra sinfonica della "Fondazione lirico-sinfonica Petruzzelli e teatri di Bari" diretta dal maestro Antonino Fogliani. Gli orchestrali hanno brillantemente soddisfatto le aspettative di tanti melomani

16 Gennaio 2010

BARI – Con "Boheme", in scena stasera nel Teatro Petruzzelli, «il lungo ponte verso il futuro – per citare il sovrintendente Giandomenico Vaccari – è stato lanciato». Stasera ha infatti debuttato, con successo, la nuova orchestra sinfonica della "Fondazione lirico-sinfonica Petruzzelli e teatri di Bari" diretta dal maestro Antonino Fogliani. 

Si è trattato di una sorta di scommessa nata quando è risultata evidente l’incompatibilità tra la programmazione dell’Orchestra della Provincia – fino ad oggi il complesso musicale ufficiale del Petruzzelli – e la stagione lirica. E' nata così la nuova compagine, in cui figurano 13 maestri dell’orchestra precedente affiancati da molti giovani talenti tra i quali alcuni scelti dal maestro Muti per l’Orchestra Cherubini, che ha in brevissimo tempo, dieci giorni, messo a punto la partitura. 

Stasera, gli orchestrali orgogliosi del loro nuovo ruolo hanno brillantemente soddisfatto le aspettative di tanti melomani. Per questa realizzazione Tommaso Lagattolla ha curato sia la scena, pensandola come una scatola scarna, vuota, prima molto luminosa quindi progressivamente grigia, sia i costumi realizzati nei toni spenti di una Parigi invernale, per mettere in risalto soprattutto i sentimenti e far agire le eterne storie di amore e di amicizia. In questa atmosfera si sono mossi con grande bravura i personaggi: Donata D’Annunzio Lombardi (Mimì), Vittorio Grigolo (Rodolfo), Manuela Bisceglie (Musetta) e Dalibor Jenis (Marcello), con i cori della Fondazione Petruzzelli e quello di voci bianche del conservatorio Piccinni. 

Molto rigorosa, anche se un pò tradizionale, la regia di Boris Stetka che ha detto di essersi messo al servizio della musica e aver voluto così rispettare l’idea di Puccini che in "Boheme" vedeva una nuova concezione del melodramma italiano, per la prima volta attento più alla vita contemporanea e alla emozioni dei protagonisti che alle vicende storiche e nazionali. Sono previste repliche fino al 20 gennaio.
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