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In Puglia e Basilicata

Regionali: Boccia ha detto sì Primarie il 24

Regionali: Boccia ha detto sì Primarie il 24
di BEPI MARTELLOTTA 
Giornate convulse nel Pd pugliese: il candidato di coalizione Pd-Udc, Francesco Boccia, cambia idea sulla possibilità di affrontare Nichi Vendola ad una tornata di elezioni primarie. Il sì definitivo diopo una lunga riunione di partito alla presenza anche di Massimo D'Alema
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16 Gennaio 2010

di BEPI MARTELLOTTA 

BARI - Dietrofront di Francesco Boccia, il candidato governatore del Pd che aveva annunciato il suo ritiro dalla corsa dopo gli «strappi» con la minoranza del partito. Ieri Massimo D’Alema, affiancato dal candidato e dal segretario regionale Sergio Blasi, ha lavorato con ago e filo per far rientrare le polemiche e individuare la mediazione. Ed eccola: via il documento di Boccia che il segretario avrebbe portato in assemblea (nel quale vi erano molti riferimenti all’operato della giunta Vendola, giudicati troppo critici) e via la raccolta di firme già avviata da Boccia a sostegno della sua candidatura. In pratica, non contiamoci - ha spiegato il leader - perché così si va solo alla spaccatura. Il Pd, invece, offrirà il suo candidato Boccia - per il quale si chiede l’unanimità all’assemblea - alla sfida delle primarie con Nichi, in tempi strettissimi. La data è domenica 24 gennaio, l’ultima settimana di tempo concessa dall’Udc a D’Alema per attendere l’esito della logorante scelta sulla candidatura. 

«L'Udc avrà il suo atteggiamento, nessuno pretende che ci sia un assenso alle primarie; l'importante è che l’Udc - sottolinea D’Alema - segua questo processo con attenzione e resti disponibile all’indomani delle primarie a fare un’alleanza con noi sulla base di quello che hanno detto sin qui». L’auspicio del leader, insomma, è che l’Udc possa dire sì al vincitore delle primarie perfino se lo sarà Nichi Vendola. Perché questo, nonostante le assicurazioni date dalla minoranza sull’impegno a sostenere il candidato Pd, resta il punto dubbio dell’accordo raggiunto ieri: nel segreto dell’urna, quel pezzo di partito che sinora ha battagliato per Nichi, potrebbe votarlo e riportare le lancette dell’orologio al 2005 (quando Boccia perse proprio con Vendola). Ma «le primarie non le fanno i partiti - spiega D’Alema - le fanno i cittadini e parteciperanno tutti i cittadini che intendono partecipare», la maggioranza dei quali non è detto che sia vendoliana. «C'è un clima migliore, ognuno è libero in coscienza, ma io credo che nessuno durante le primarie farà una campagna contro un candidato del Pd. Le primarie - dice convinto D’Alema - sono una elezione democratica dove si vota con il voto segreto. Nel rispetto verso Vendola, ci presentiamo con una proposta per vincere». 

È l’unità interna raggiunta dall’ufficio politico nazionale del partito (che si era riunito in nottata con Bersani) il vero risultato, lascia intendere anche il candidato Pd, sino a poche ore prima convinto di dover mollare la corsa. Le condizioni di primarie poste da Vendola e sinora rifiutate da Boccia non sono cambiate (l’Udc e Idv non vi parteciperanno), né la ritrovata compattezza del partito è garanzia di una sua vittoria. Ma tant’è. «Non abbiamo mai pensato neppure per un momento che si potesse andare alle elezioni con due candidati nel centrosinistra e quindi riteniamo giusto, attraverso le primarie, ricondurre all’unità. Noi - aggiunge D’Alema - ci andremo con un candidato del Pd e con una proposta politica che è quella di costruire una coalizione democratica ampia nel segno della coalizione che ha vinto le amministrative a Bari, a Foggia e a Brindisi. Questa è l’iniziativa del Pd che non ha preso il presidente Vendola, che non appare oggi in grado di costruire questa coalizione più ampia».

 Il clima è certo cambiato dopo la riunione di ieri, cui hanno partecipato i deputati Gero Grassi, Giusy Servodio e Cinzia Capano insieme agli assessori Guglielmo Minervini e Fabiano Amati. Non sono volati gli stracci, ma di certo le valutazioni sui reciproci sbagli commessi dai due fronti sono state schiette: dal «decalogo» di domande a Vendola, additato come un boomerang per Boccia, allo spauracchio di una spaccatura del partito minacciato quotidianamente dai vendoliani Pd. 

«Considero di grande saggezza questa scelta - dice Minervini al termine - perché riporta il Pd sulle orme della democrazia aprendo la decisione a tutti i suoi elettori». 

«Domani il Pd uscirà dall’assemblea più unito e più forte - gli fa eco Grassi - e le primarie sono un ottimo risultato per chi, come noi, le ha sempre chieste». 

Discussione «franca, cordiale, senza pregiudizi, che ha portato finalmente ad un risultato» dice Amati. Boccia, intanto, riprende la corsa: «Sono disponibile a candidarmi alle primarie e se le vinciamo, la cicogna potrebbe portare la nuova coalizione». Il 25 si saprà, in base all’esito, se quella coalizione ci sarà.
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