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In Puglia e Basilicata

Bari, pedofilo arrestato insieme ai genitori della giovane vittima

Bari, pedofilo arrestato insieme ai genitori della giovane vittima
BARI - Avrebbe violentato un ragazzino di 12anni, con il consenso dei suoi genitori, ed altri due ragazzi di 16 e 17 anni: con l’accusa di violenza sessuale aggravata e in concorso nei confronti di minori, agenti della squadra mobile della questura di Bari hanno arrestato tre persone, i due genitori e il presunto pedofilo.

15 Gennaio 2010

BARI - La prima volta lo adescò per strada riuscendo a portarlo a casa sua e qui ne abusò sessualmente ricompensandolo con pochi euro. A quell'episodio ne sono seguiti altri, molti altri, che sono andati avanti per almeno tutto il 2009. Violenze, di cui erano a conoscenza anche i genitori della piccola vittima, un ragazzino di 12 anni dell’entroterra barese. Per il piccolo il calvario ha avuto fine con l’arresto del presunto violentatore operato ieri sera dalla squadra mobile di Bari. Si tratta di Alessandro Cordini, di 60 anni, nato a Milano e residente nello stesso centro della provincia barese. Insieme con lui sono stati arrestati anche i due genitori del piccolo. 

Cordini ha precedenti penali dello stesso tipo. Nei confronti dei tre i poliziotti hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Bari Giulia Romanazzi su richiesta del pm Lidya De Iure. Il sessantenne è accusato di violenza sessuale aggravata e continuata; i due genitori di complicità nello stesso reato. Gli abusi accertati dalla polizia sono quelli sul dodicenne e su un altro ragazzo di 16 anni, ma gli investigatori ritengono che l’uomo abbia violentato almeno altri due minorenni. 

L'indagine sul suo conto partì verso la fine del febbraio 2009. La polizia sapeva che in paese c'era questa persona che aveva precedenti specifici. Quasi nello stesso periodo sulla vicenda del dodicenne si erano attivati anche i servizi sociali del Comune, che avevano avuto sentore di quanto stava accadendo e che già stavano raccogliendo confidenze dalla piccola vittima. Le informazioni prima e le indagini poi si sono concentrate su Cordini, riuscendo a far luce sulla sua attività. L'uomo, si è saputo, prendeva il ragazzino e lo portava a casa sua. Qui lo violentava e poi lo ricompensava dandogli pochi euro, cinque o dieci al massimo. 

E non lo faceva di nascosto della famiglia del piccolo, anzi. I genitori, che conoscevano bene da tempo il violentatore, ne erano al corrente, sapevano quello che faceva al loro figlio, che lo pagava. Ne sono più che certi gli investigatori. 
“Perchè lo facessero – dicono alla Mobile – non lo abbiamo ancora accertato. Forse per quel poco denaro che potevano ricavare, forse per l’ambiente di profondo degrado morale e sociale nel quale vivono. Forse per entrambi questi motivi e per altri ancora”. 
Il padre del piccolo ha precedenti per furti, rapine, estorsioni. Ma per una famiglia che favoriva l’attività dell’aguzzino del loro figlioletto, un’altra invece nelle stesse condizioni ha dato piena collaborazione alle indagini: sono i genitori del sedicenne, anche lui adescato, proprio facendo leva sul dodicenne, da Cordini. Erano all’oscuro di tutto e quando hanno appreso la vicenda delle violenze sul loro ragazzino hanno collaborato fino in fondo alle indagini. Indagini che continuano, perchè oltre a queste due giovani vittime gli investigatori stanno accertando altri episodi, altre presunte violenze che Cordini avrebbe attuato almeno nei confronti di altri due minorenni.
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