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In Puglia e Basilicata

Puglia, legge anti-nucleare  impugnata dal governo

Puglia, legge anti-nucleare  impugnata dal governo
Se la Regione di Nichi Vendola impugna alla Corte costituzionale la legge sulla privatizzazione dei servizi pubblici, ecco che il governo nazionale risponde impugnando la legge regionale su «Disposizioni in materia di energia nucleare». Il mandato non è ancora ufficiale, ma dagli uffici ministeriali è trapelata la notizia dell’iniziativa contraria al provvedimento che il Consiglio regionale della Puglia ha licenziato poco più di un mese fa (era il 4 dicembre) peraltro esprimendosi all’unanimità (centrodestra e centrosinistra insieme) dei consensi. L’ufficialità del ricorso alla Consulta arriverà a breve, nel primo Consiglio dei ministri utile.

14 Gennaio 2010

di Giuseppe Armenise

BARI
- Fuochi d’artificio. Il clima è ormai da campagna elettorale. Prima l’acqua, ora l’energia. Se la Regione di Nichi Vendola impugna alla Corte costituzionale la legge sulla privatizzazione dei servizi pubblici, ecco che il governo nazionale risponde impugnando la legge regionale su «Disposizioni in materia di energia nucleare».

Il mandato non è ancora ufficiale, ma dagli uffici ministeriali è trapelata la notizia dell’iniziativa contraria al provvedimento che il Consiglio regionale della Puglia ha licenziato poco più di un mese fa (era il 4 dicembre) peraltro esprimendosi all’unanimità (centrodestra e centrosinistra insieme) dei consensi. L’ufficialità del ricorso alla Consulta arriverà a breve, nel primo Consiglio dei ministri utile.

La legge numero 30 del 2009 è composta da un solo articolo a sua volta suddiviso in tre commi. «Ma la pietra dello scandalo - si azzarda a ipotizzare l’assessore regionale alle Politiche del Lavoro (già all’Ecologia), Michele Losappio - sta nella parte iniziale del secondo comma. Il fatto è che il governo vuole cancellare qualsiasi possibilità di procedere all’individuazione dei siti nucleari passando attraverso intese con gli enti locali, ben inteso le Regioni».

L’assessore all’Ecologia, Onofrio Introna, è stato ieri a Roma. Contattato al suo ritorno, spiega: «Sì, è vero, stanno accelerando sul programma nucleare. In realtà abbiamo in programma una Conferenza Stato-Regioni proprio sul tema, anche se non credo che all’ordine del giorno di quell’incontro, salvo sorprese, ci sia la questione della localizzazione dei siti. Piuttosto si parlerà della definizione dei criteri per l’individuazione di siti compatibili. C’è un documento nel quale si elencano quattordici criteri. Lavoreremo su quelli. Ma resta il fatto che la Puglia ha detto no al nucleare».

Nella legge che, come detto, è stata approvata anche con i voti del centrodestra (siede sui banchi dell’opposizione nel Consiglio regionale) si chiarisce che va promosso «lo sviluppo energetico garantendo che vi sia uan corrispondenza tra energia prodotta, il suo uso razionale e la capacità di carico del territorio e dell’ambiente». Quindi il principio cardine: «Nel pieno rispetto dei principi di sussidiarietà, ragionevolezza e leale collaborazione e in assenza di intese con lo Stato in merito alla loro localizzazione, il territorio della regione Puglia è precluso all’installazione di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di fabbricazione del combustibile nucleare, di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché di depositi di materiali e rifiuti radioattivi».

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