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In Puglia e Basilicata

Furti e ricettazione, arrestati gioiellieri baresi. Coinvolto il fratellastro di Cassano

Furti e ricettazione, arrestati gioiellieri baresi. Coinvolto il fratellastro di Cassano
I ladri erano particolarmente abili - secondo la polizia – nel violare con la lancia termica anche le casseforti più resistenti, solitamente piene di gioielli. Una volta rubati, i preziosi venivano consegnati dalla banda a due donne, ritenute appartenenti alle famiglie criminali baresi Stramaglia e Sedicina, che li smerciavano ai gioiellieri. Il più delle volte le pietre preziose, (diamanti, smeraldi, rubini e zaffiri) finivano a Napoli; l’oro, invece, restava a Bari dove veniva fuso e trasformato in lingotti

13 Gennaio 2010

BARI - I titolari di due gioiellerie di Bari sono stati arrestati da agenti della squadra mobile della questura del capoluogo assieme ai presunti componenti di una banda specializzata nei furti compiuti in appartamenti di professionisti baresi. I ladri erano particolarmente abili - secondo la polizia – nel violare con la lancia termica anche le casseforti più resistenti, solitamente piene di gioielli. 

L'operazione è compiuta su disposizione della magistratura barese che ha emesso 14 provvedimenti di custodia cautelare per associazione per delinquere finalizzata ai furti e alla ricettazione di gioielli. Tra gli arrestati c'è Giovanni Cassano (già detenuto per altra causa), fratellastro del fuoriclasse barese Antonio Cassano. 

Le indagini avrebbero accertato che, una volta rubati, i preziosi venivano consegnati dalla banda a due donne, ritenute appartenenti alle famiglie criminali baresi Stramaglia e Sedicina, che li smerciavano ai gioiellieri. Proprio le due donne – secondo le intercettazioni telefoniche compiute - contattavano i commercianti di gioielli ai quali comunicavano la qualità della merce a disposizione. Il più delle volte le pietre preziose, (diamanti, smeraldi, rubini e zaffiri) finivano a Napoli; l’oro, invece, restava a Bari dove veniva fuso e trasformato in lingotti dai titolari delle due gioiellerie che si trovano nei rioni Libertà e Poggiofranco. 

I commercianti sono tra i destinatari dei provvedimenti d’arresto emessi dal gip Jolanda Carrieri che ha accolto le richieste dei pm Roberto Rossi e Francesca Pirrelli. 

L'inchiesta è stata avviata dopo una perquisizione compiuta nell’abitazione di una delle due ricettatrici arrestate stamani. Nell’appartamento fu trovato un orologio Rolex che la donna assicurò di aver acquistato personalmente. A supporto di questa tesi esibì ai poliziotti il certificato di acquisto. Sull'atto però c'era scritto che l'orologio era stato acquistato in una gioielleria di New York ma la donna – rilevarono subito gli investigatori – non aveva neppure il passaporto a causa dei suoi precedenti di polizia. Questo particolare indusse gli agenti della sezione antirapina, diretti da Antonio Tafaro, ad avviare accertamenti e intercettazioni telefoniche che hanno permesso di ricostruire l'intera struttura della rete criminale. 

IRREPERIBILI DUE GIOIELLIERI NAPOLETANI
In realtà sono complessivamente quattro i gioiellieri coinvolti: due di Bari e due di Napoli. Sono stati posti agli arresti domiciliari i gioiellieri baresi Giovanni Mari, di 35 anni, titolare di un esercizio commerciale a Poggiofranco, e Michele Pesce, di 48 anni, che ha una gioielleria in via Manzoni. Sono invece irreperibili perchè in vacanza all’estero i proprietari di una gioielleria di Napoli, mamma e figlio. 

Tra i presunti ricettatori arrestati vi sono due cugine baresi, Maria Sedicina, di 35, e Caterina Stramaglia, di 40, accusate di aver tenuto i rapporti tra la banda che compiva i furti, della quale avrebbe fatto parte Giovanni Cassano, fratellastro del bomber della Samp Antonio Cassano, e i quattro gioiellieri.
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