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In Puglia e Basilicata

Il sindaco di Bari: «Una sanatoria per gli immigrati di Rosarno»

Il sindaco di Bari: «Una sanatoria per gli immigrati di Rosarno»
«Credo che queste persone che si sono consegnate allo Stato per farsi proteggere e che, probabilmente, avrebbero anche informazioni interessanti da dare alla magistratura calabrese, dovrebbero essere sottoposte a una sanatoria straordinaria», ha detto il sindaco di Bari, Michele Emiliano, che ieri mattina ha fatto visita a Palese a parte dei 324 immigrati trasferiti da Rosarno nel Centro di accoglienza richiedenti asilo
• Maroni: «Dopo Rosarno attenzione alla Puglia» 

13 Gennaio 2010

BARI - «Credo che queste persone che si sono consegnate allo Stato per farsi proteggere e che, probabilmente, avrebbero anche informazioni interessanti da dare alla magistratura calabrese, dovrebbero essere sottoposte a una sanatoria straordinaria». È quanto sostiene il sindaco di Bari, Michele Emiliano, che ieri mattina ha fatto visita a Palese a parte dei 324 immigrati trasferiti da Rosarno nel Centro di accoglienza richiedenti asilo (Cara). 

Emiliano ha compiuto la visita insieme col prefetto di Bari, Carlo Schilardi, e con gli assessori comunali Ludovico Abbaticchio e Fabio Losito. «Non è possibile – ha aggiunto il sindaco di Bari – che queste persone dopo aver subito tutto questo in Italia vengano adesso cacciate via e respinte nel loro sogno di lavorare in maniera legale, visto che immagino non siano i lavoratori a pretendere di essere sfruttati e tenuti in clandestinità. Se avessero potuto gestire tutte le complesse procedure della Bossi-Fini lo avrebbero fatto solo che – secondo Emiliano - questa operazione è impossibile soprattutto se il datore di lavoro è colluso con la ndrangheta». Il prefetto Schilardi ha dichiarato che «gli immigrati nel Centro di accoglienza richiedenti asilo di Bari sono stati accolti dignitosamente. A 160 di loro è già stato riconosciuto il diritto a restare perchè in possesso del permesso di soggiorno, tenuto da parte in un primo momento perchè si era creata la preoccupazione che avendo partecipato a tumulti potessero essere solo per questo espulsi». 

Il prefetto ha precisato che i lavori di riconoscimento non sono ancora finiti. «Oltre ai 160, di cui parecchi sono andati via – ha aggiunto – ci sono 14 immigrati che sono stati avviati in carcere perchè destinatari di provvedimenti dell’autorità giudiziaria per reati diversi da quelli connessi ai fatti di Rosarno. Ci sono anche 26 immigrati avviati ai Centri di identificazione ed espulsione (Cie): sono 25 qui a Bari. Qualcuno si è allontanato, approfittando della confusione, e non sappiamo se abbiano o meno il permesso di soggiorno anche se in linea di massima se ne sono allontanati pochi di quelli sprovvisti. Quanto alla sicurezza dei baresi, il prefetto ha poi spiegato: «In questi anni i baresi non si sono nemmeno mai accorti che esistono gli immigrati, che c'è il Cara e c'è il Cie, per la collocazione in cui i centri si trovano e per la discreta gestione dei due organi». «C'è una buona collaborazione con gli Enti locali, che sempre di più stanno prendendo atto della funzione di accoglienza.
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