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In Puglia e Basilicata

Barricate in Puglia «No a Dambruoso candidato Pdl»

Barricate in Puglia «No a Dambruoso candidato Pdl»
di BEPI MARTELLOTTA
Domani il premier Berlusconi annuncerà le candidature. In Puglia: «Di là candidano un politico, con un esterno perdiamo» Timori per una corsa in solitario dell’ex sindaca Adriana Poli Bortone con l’Udc. «Serve una personalità politica fortemente radicata sul territorio»
SONDAGGIO: Chi voteresti come governatore per il Centrodestra?

13 Gennaio 2010

di BEPI MARTELLOTTA

BARI - Partita ancora aperta in Puglia per la candidatura a governatore del Pdl, ma i «rumors» circolati negli ultimi giorni sul nome di Stefano Dambruoso come quello prescelto dal premier Berlusconi, che domani formalizzerà le candidature nell’ufficio di presidenza Pdl, hanno fatto saltare sulla sedia mezzo partito pugliese. Ad insorgere, innanzitutto, sono i 26 consiglieri regionali del centrodestra: ieri hanno preso carta e penna e inviato un documento ai tre coordinatori nazionali (La Russa, Verdini e Bondi) e ai coordinatori regionali (Amoruso e Distaso) per sollecitare una candidatura «politica». Un paletto, questo, già espresso a mezza bocca ma che ieri, dopo la fuga di notizie sulle quotazioni del candidato «esterno» (il magistrato barese) che arrivavano dal vertice del premier a Palazzo Grazioli, è stato esplicitato senza se e senza ma. 

L’obiettivo è chiaro: stringere la rosa dei nomi alle due alternative esaminate dai vertici romani con Berlusconi, il deputato Antonio Distaso e il capogruppo alla Regione Rocco Palese o, - meglio ancora - allargarle alla terza ipotesi, quella della leader «Io Sud» Adriana Poli Bortone. «A settembre, in un primo documento, proponemmo di individuare al nostro interno una candidatura politica, forte e radicata al territorio. Il tempo trascorso da allora - scrivono i 26 consiglieri - non è stato vano». 

Alleanze e programmi, rispetto ai nomi dei candidati, sono stati la priorità ma «ad oggi, per motivi indipendenti dalla nostra volontà, non sappiamo ancora se Udc e Io Sud saranno con noi, né chi sarà (o saranno) il candidato della sinistra, ma è chiaro che sarà un politico». Dunque, questo l’appello dei 26, non può che essere un politico la risposta per conquistare la Regione. «Riteniamo che ora non ci siano più né le condizioni né il tempo per costruire candidature “esterne”: sarebbero perdenti. Con estrema chiarezza, quindi, chiediamo che il candidato presidente per la Regione Puglia sia un politico, già fortemente radicato al territorio e, ancora meglio - sottolineano - se già sottoposto in passato al consenso del popolo. Solo su una simile candidatura si potrebbe creare oggi l’entusiasmo necessario per vincere e l’impe - gno assoluto di tutti noi e di tutta la classe dirigente pugliese del Pdl, per garantire la vittoria del centrodestra in Puglia». 

Un appello forte e chiaro, mandato ai vertici del partito perché il premier - al quale tocca l’ultima e definitiva parola - sia meglio informato sulla strada da scegliere in Puglia. Ma è anche un appello che nasce all’indomani di quel vertice a Palazzo Grazioli cui il ministro pugliese Raffaele Fitto, tessitore del negoziato con l’Udc di Casini e leader del partito in Puglia, non avrebbe partecipato. Insomma, a Bari l’avrebbero visto come un «blitz» del partito romano, all’insaputa del leader regionale, quel benestare del premier al magistrato anti-terrorismo, «sponsorizzato» da un bel pezzo del governo (da Frattini allo stesso Alfano, per il quale lavora) ma inviso a chi in Puglia ci sta da tempo e la battaglia con un candidato forte come Vendola non intende perderla. Se davvero le cose sono andate così, la mossa inaspettata dei consiglieri - sinora sempre cauti nelle uscite pubbliche sulla questione regionali - avrebbe anche il benestare del ministro pugliese, vistosi all’ultimo «estromesso» dalle decisioni ancora non ufficializzate di Berlusconi. 

Quanto al problema elettorale sollevato dalla Puglia, quello ci sta tutto. Dambruoso non è conosciuto e i tempi che hanno preso i negoziati sulle alleanze, con una campagna elettorale che si restringe agli ultimi due mesi, rendono più difficile il radicamento del candidato «esterno» nell’elettorato. Infine, la questione politica. Una soluzione «interna», Distaso o Palese, andrebbe anche bene in una corsa a due (Pdl contro Pd), ma è la sempre più concreta possibilità che la corsa diventi a tre ad allarmare i consiglieri Pdl. Con l’Udc in corsa da solo (se sabato dall’assemblea Pd se ne esce con un ritorno a Vendola e l’addio alla candidatura Boccia) e la Poli candidata governatore dei centristi, per il centrosinistra aumentano le possibilità di vincere: i voti per la leader «Io Sud» sarebbero tutti rosicchiati a destra, col benestare di Casini e D’Alema che - pur non avendo realizzato l’alleanza - porterebbero a casa una sorta di patto di desistenza. E la Puglia - dicono i consiglieri regionali - resterebbe nelle mani di Vendola.
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