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In Puglia e Basilicata

Maroni: «Dopo Rosarno attenzione a Puglia»

Maroni: «Dopo Rosarno attenzione a Puglia»
Dopo i fatti di Rosarno, «monitoriamo situazioni analoghe in Campania e Puglia per intervenire prima che che si verifichi ciò che è accaduto in Calabria». Lo ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, a margine della sua informativa al Senato. Si tratta, ha spiegato Maroni, «di situazioni note, che si conoscono da decenni». Intanto, mentre la Lega non ha perso occasione per commentare che al Nord non sarebbe mai capitato quanto è accaduto a Rosarno, la Flai Cgil ha espresso preoccupazione per la situazione di Foggia e il prefetto di Brindisi ha deciso di avviare controlli più intensi contro lo sfruttamento dei lavoratori
• Da Rosarno a Bari senza un soldo: «Ora qui sono al sicuro»

12 Gennaio 2010

Dopo i fatti di Rosarno, «monitoriamo situazioni analoghe in Campania e Puglia per intervenire prima che che si verifichi ciò che è accaduto in Calabria». Lo ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, a margine della sua informativa al Senato. Si tratta, ha spiegato Maroni, «di situazioni note, che si conoscono da decenni». 

Intanto, mentre la Lega non ha perso occasione per reiterare il suo messaggio politico commentando che al Nord non sarebbe mai capitato quanto è accaduto a Rosarno, chi opera sul territorio pugliese ha scelto un approccio di seria denuncia (come la Flai Cgil che ha espresso preoccupazione per la situazione di Foggia) e di fattiva prevenzione (come il prefetto di Brindisi che ha deciso di avviare controlli più intensi contro lo sfruttamento dei lavoratori)



ORE 17.39 - FLAI CGIL: FOGGIA NON E' ISOLA FELICE
«Ora sono venuto qui per la raccolta dei pomodori, ci pagano 3-4 euro a cassone, se tutto va bene riesco a fare 30 euro al giorno ma non lavoro tutti i giorni, dormo per terra su un materasso in una baracca. Quando non ci sarà più lavoro qui, andrò a Rosarno per la raccolta delle arance. Non pensavo di fare una vita così brutta in Italia». E' la testimonianza che raccolse l’estate scorsa una equipe di Medici senza Frontiere (Msf), in visita nell’area della Capitanata, in provincia di Foggia, dove Msf individuò una popolazione di almeno duemila immigrati, per la maggior parte provenienti dall’Africa subsahariana e senza permesso di soggiorno, «in condizioni spaventose», ospitati «in casali abbandonati e in baracche senza luce e gas». 

L’esito della visita di Msf lo ricorda la Flai Cgil di Capitanata per la quale è «grande ipocrisia» definire dignitose le condizioni di vita degli immigrati in provincia di Foggia. Nel rapporto conclusivo della missione di Msf dell’estate scorsa in Capitanata (pubblicata su www.medicisenzafrontiere.it) si sottolineava che la Regione Puglia, «sollecitata da Msf, si è mossa con un intervento importante in favore dei lavoratori stagionali», «ma non risolutivo di tutti i problemi che attanagliano queste persone, problemi legati soprattutto alle condizioni di vita e di lavoro e alla forte esclusione sociale che spesso si traduce in esclusione dall’accesso alle cure». 

Il segretario generale della Flai Cgil di Foggia, Daniele Calamita, sottolinea che in Capitanata nel 2008 i lavoratori stranieri regolari iscritti negli elenchi anagrafici dell’Inps erano oltre 15.000, il 37% della forza lavoro totale nel settore primario. «Pur in presenza di prestazioni lavorative denunciate all’Inps, dai numeri – continua Calamita – possiamo dedurre come vi sia una forte elusione, zone di grigio testimoniate dal fatto che dei 15.000 sono 10.649 quelli che non raggiungono le 51 giornate lavorative. Vale a dire che si denuncia l’assunzione per poche giornate giusto per avere una minima copertura. Una pratica purtroppo diffusa che danneggia l’ente previdenziale e lede i diritti ai lavoratori, non solo stranieri. Per non parlare poi del fenomeno del lavoro nero stagionale, quando l'intermediario è il caporale e di rispetto dei contratti non se ne parla proprio. Altro che funzionamento del collocamento, altro che provincia eldorado descritta da qualcuno». 

Ci si è dimenticati, lamenta la Flai foggiana, di Sekou Diaby, il ragazzo ivoriano di 21 anni ucciso dal freddo pochi giorni prima di Natale nel ricovero di fortuna da lui individuato nelle campagne di Borgo Arpinova. «Sui media - ricorda Daniele Calamita – se n'è parlato un solo giorno e poi basta. Per consentire ai familiari di Diaby una degna sepoltura nel paese natio, è stato necessario l’intervento della Flai – a livello nazionale, regionale e provinciale – che hanno coperto le spese di trasferimento della salma fino all’aeroporto di Fiumicino, assieme a poche associazioni di volontariato che operano nel campo dell’assistenza agli immigrati e con il totale disinteresse delle istituzioni». 

La Flai rilancia quindi l’appello a tutte le istituzioni «a muoversi in anticipo rispetto alla prossima stagione estiva per determinare condizioni di accoglienza dignitose per i tanti lavoratori migranti che si spostano in Capitanata, a partire da un censimento di tutti gli stabili di campagna - conclude Calamita – così come già richiesto al prefetto di Foggia assieme a Fai Cisl e Uila Uil ad aprile 2009, per verificare le loro condizioni igieniche e di vivibilità, se sono occupati e da chi, se i proprietari ne sono a conoscenza. Per evitare che possano ripetersi casi come quello del giovane ivoriano o ritrovare le stesse drammatiche condizioni documentate negli anni addietro dalla Flai e da Medici Senza Frontiere».

ORE 18.49 - MARONI: STATO C'E'; ORA OCCHIO CAMPANIA E PUGLIA
Lo Stato in Calabria c'è, l'intervento delle forze dell’ordine a Rosarno è stato tempestivo ed ha evitato fatti più gravi; ora si monitorano situazione analoghe in Campania e Puglia per evitare che degenerino. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha difeso in un’informativa al Senato l’azione del Governo negli scontri della cittadina calabrese. Critica l’opposizione. Il ministro ha ricostruito i disordini scoppiati venerdì scorso dopo il ferimento di un cittadino del Togo con un proiettile sparato da un’arma ad aria compressa. 

La magistratura sta valutando il ruolo della 'ndrangheta mentre non sembrano esserci collegamenti con la bomba alla procura di Reggio Calabria. Le forze dell’ordine, ha sottolineato Maroni, «sono intervenute tempestivamente fin dall’inizio dei disordini e questo ha permesso di porre fine alle violenze prima che degenerassero in fatti più gravi». Circa 740 extracomunitari sono stati trasferiti «su base volontaria», ha precisato, nei Centri di prima accoglienza di Crotone e Bari, mentre circa 330, con regolare permesso di soggiorno, si sono allontanati in treno o con mezzi propri. 

Dieci gli arresti tra i protagonisti dei disordini: 7 extracomunitari e 3 di Rosarno. Ciò che è avvenuto, ha osservato il ministro, evidenzia le «conseguenze negative dell’immigrazione clandestina, che il Governo continuerà a combattere senza tentennamenti». Pur essendo la maggioranza dei lavoratori stagionali stranieri di Rosarno muniti di regolare permesso di soggiorno, ha aggiunto, «non sono invece in regola con il contratto di lavoro» e ci saranno quindi capillari controlli ispettivi per contrastare l'illegalità in agricoltura. 

Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che oggi ha i presidenti degli Enti previdenziali, Inps e Inail, i direttori generali dei Servizi ispettivi e della Tutela delle condizioni di lavoro del ministero, il comandante del Nucleo Carabinieri Tutela del lavoro, ha parlato di tolleranza zero «rispetto a tutte quelle situazioni nella quali sono emerse o dovessero emergere casi e contesti di illegalità totale e di sfruttamento della manodopera, con pericoli per la stessa salute e sicurezza delle persone». Il titolare del Viminale ha poi criticato Regione ed enti locali che hanno tollerato una situazione di grave degrado. 

"Il modello di integrazione dei lavoratori stranieri stagionali – ha spiegato – funziona bene al Nord con il diretto controllo delle Regioni e delle associazioni di categoria, in Calabria no e ci sono gravi responsabilità perchè poi il degrado si trasforma in problema di ordine pubblico e tocca al ministero dell’Interno intervenire». Ed ora, ha annunciato, «monitoriamo situazioni analoghe in Campania e Puglia per intervenire prima che che si verifichi ciò che è accaduto in Calabria. Si tratta di situazioni note, che si conoscono da decenni». 

LE OPPOSIZIONI INSORGONO: SE LO STATO C'ERA, ERA VOLTATO DALL'ALTRA PARTE
L'informativa di Maroni non è piaciuta all’opposizione. «Io non so – ha detto il capogruppo dell’Udc, Gianpiero D’Alia - se lo Stato c'era o non c'era. Se c'era si era girato da un’altra parte. L’episodio di Rosarno non fa onore al paese e a tutti noi». Pancho Pardi (Idv) ha criticato il ministro Maroni per quella «frase infelice sul fatto che c'era stata 'tolleranza verso i clandestinì mentre c'è stata tolleranza verso lo sfruttamento degli immigrati». Per la capogruppo del Pd Anna Finocchiaro «non è illegale la presenza degli stranieri, quello che è illegale è il loro sfruttamento, e a compiere questo sfruttamento sono italianissimi imprenditori agricoli che accumulano ricchezze calpestando al dignità umana». Il segretario dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto, ha invocato le dimissioni. 

I LEGHISTI: AL NORD QUESTE COSE NON SUCCEDONO
«Ciò che è successo a Rosarno – ha tuonato – è indegno di un Paese civile, così come il comportamento del ministro». In difesa del Maroni ha preso la parola il capogruppo della Lega, Federico Bricolo, che ha sottolineato come «dove c'è la Lega le leggi vengono fatte rispettare ed episodi come quelli di Rosarno non avvengono. Basta ipocrisie: tutti sapevano, tutti vedevano, le leggi ci sono ma non sono state applicate».

ORE 20.43 - PREFETTO BRINDISI, PIU' VIGILANZA CONTRO SFRUTTAMENTO
Il Prefetto di Brindisi, DomenicoCuttaia, dopo gli episodi verificatisi a Rosarno (Reggio Calabria), ha disposto l’intensificazione della vigilanza da parte di forze dell’ordine ed enti locali a tutela dei lavoratori, per accertare episodi di impiego irregolare di manodopera in agricoltura ma anche per individuare insediamenti illegali di gruppi di stranieri irregolari. Lo rende noto la stessa Prefettura. Negli ultimi mesi, si sottolinea in un comunicato, sono state sviluppate in particolare le attività dello Sportello unico per l'immigrazione e del Consiglio territoriale per l’immigrazione. 

Lo Sportello unico “sta garantendo la sollecita evasione delle pratiche che consentono l’inserimento dei cittadini extracomunitari nel mondo del lavoro”, favorendo anche i ricongiungimenti famigliari. Il Consiglio territoriale, con l'ausilio di associazioni, enti locali e sindacati, sta realizzando iniziative per l’accoglienza e l’inserimento degli extracomunitari. Il Prefetto ha anche sensibilizzato le associazioni di categoria del mondo agricolo a segnalare alle forze dell’ordine situazioni di irregolarità ed episodi di sfruttamento.
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