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Corruzione al porto: otto arresti a Bari Ecco tutti i nomi

Corruzione al porto: otto arresti a Bari Ecco tutti i nomi
Otto ordinanze di custodia cautelare sono state notificate questa mattina a Bari nell'ambito di una inchiesta per episodi di corruzione al porto. Otto indagati sono finiti agli arresti domiciliari: si tratta di tre militari della guardia di finanza, tre doganieri, uno spedizioniere e un autotrasportatore. Per un secondo spedizioniere è stata disposta come misura cautelare l'interdizione dai pubblici uffici, che di fatto comporta il blocco dell'attività. 

12 Gennaio 2010

Otto ordinanze di custodia cautelare sono state notificate questa mattina a Bari nell'ambito di una inchiesta per episodi di corruzione al porto. Otto indagati sono finiti agli arresti domiciliari: si tratta di tre militari della guardia di finanza, tre doganieri, uno spedizioniere e un autotrasportatore. Per un secondo spedizioniere è stata disposta come misura cautelare l'interdizione dai pubblici uffici, che di fatto comporta il blocco dell'attività. 

Gli episodi di corruzione e concussione contestati dal sostituto procuratore di Bari Giuseppe Scelsi, riguardano carichi di merce in arrivo dall'Albania.
 
Le otto ordinanze sono state notiifcate dalla Guardia di Finanza. In mattnata è attesa una conferenza stampa da parte del procuratore Laudati.
L'inchiesta che ha portato dagli otto arresti di oggi è la stessa da cui nacque un anno fa lo stralcio che ha coinvolto l'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, indagato però per vicende diverse.

Il sistema illecito scoperto è stato realizzato autonomamente da un lato dai funzionari doganali nella circoscrizione doganale di Bari, con l’attiva partecipazione degli spedizionieri operanti nell’area portuale, dall’altro dagli appartenenti alla Guardia di Finanza. 
Le condotte illecite consistevano nell’omettere i controlli da effettuare sulle merci in entrata o in uscita dal territorio nazionale oppure nell’omettere di rilevare le irregolarità formali o sostanziali, riscontrate nel corso degli accertamenti sulle merci o sulla documentazione obbligatoria di accompagnamento. 

Il tutto, a fronte di pagamenti, in favore dei pubblici ufficiali, di somme di denaro o di altre utilità, volti a sbloccare questa o quella operazione doganale oppure a velocizzarla ai danni di altri operatori economici che non si sottoponevano al sistema. Le dazioni venivano effettuate talvolta direttamente a cura dell’operatore economico interessato all’operazione (era il caso di autotrasportatori che dovevano imbarcare per l’estero merci ubicate sui loro mezzi, altre volte tramite spedizionieri doganali compiacenti, i quali da profondi conoscitori del contesto portuale decidevano quando fosse il momento giusto per avvicinare e corrompere questo o quel pubblico funzionario).

ECCO TUTTI I NOMI DELLE PERSONE ARRESTATE
Sono finiti agli arresti domiciliari: i tre finanzieri Salvatore Petrone (di Afragola, in provincia di Napoli), Antonio Fabiano (di Torre del Greco, in provincia di Napoli) e Giuseppe Brignone (nato a Lampedusa), tutti in servizio a Bari; i funzionari doganali Vincenzo Funicella (di Minervino Murge, nel Barese) ed il barese Eligio Cristantiello; Giorgio De Benedictis (operatore di una agenzia di spedizioni, originario di Bari); l'autotrasportatore albanese Edmond Licaj e Nicola Scilimati (funzionario preposto al controllo delle operazioni di entrata e uscita dalla dogana; originario di Minervino Murge).
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