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In Puglia e Basilicata

Diga di Occhito piena: stato di allerta

Diga di Occhito piena: stato di allerta
FOGGIA - Fa di nuovo paura la diga di Occhito, o meglio il fiume Fortore che dovrebbe controllarne i deflussi e che invece è già pieno come un’otre. La Protezione civile ha ordinato l’apertura di una paratoia che consente di regolare il flusso dell’acqua che scende dall’invaso, ma il livello del lago ha raggiunto ieri i 193,1 metri a poco meno di due metri dalla soglia di guardia di 195 metri. Preoccupazione tra le popolazioni di Chieuti e Serracapriola che pagarono il tributo più pesante durante le due alluvioni del marzo e dell’aprile scorsi.

12 Gennaio 2010

di Massimo Levantaci

FOGGIA - E’ di nuovo allerta per la diga di Occhito. Il livello del lago si avvicina al limite dei 195 metri, oggi siamo a 193,10. E sono in arrivo piogge. La situazione è per il momento «sotto controllo», informano dal Consorzio di bonifica che però continuano a tenere sotto controllo il lago e il livello dell’acqua sullo sbarramento della diga. Una paratoia è già stata aperta, ma questa decisione risale a prima di Natale. A quando cioè la Protezione civile, in Prefettura, convocò tutti gli organi di vigilanza preposti per evitare le ormai sempre più frequenti inondazioni della valle del Fortore. L’anno scorso è accaduto due volte a distanza di un mese: l’otto marzo e il 23 aprile.

Anche allora le paratoie (sono in tutto tre) vennero aperte con largo anticipo. Anche allora le operazioni di prevenzione furono ineccepibili. Ma non bastarono per impedire il tracollo del sistema, fragilissimo, che sovraintende al monitoraggio e alla gestione della valle.

Nelle condizioni in cui siamo oggi sarebbe sufficiente un’acquazzone di mezza giornata per far esondare un’altra volta l’invaso di Occhito. Non è allarmismo, ma la constatazione di quanto siano purtroppo velleitarie le azioni di contrasto oggi a disposizione delle autorità competenti.

L’alveo del Fortore resta il principale motivo di preoccupazione. E’ intasato da decenni, alberi e sterpaglie sono cresciuti a dismisura nel disinteresse generale. Le sponde del fiume in certi punti quasi non esistono più, nel letto del fiume è persino sorta una fabbrica di inerti che nessuno riesce a far sloggiare.

La diga di Occhito è stata concepita per rilasciare in mare l’acqua in esubero quando ce n’è troppa nell’invaso. Ma i progettisti a suo tempo non avevano certo immaginato che dovesse allagarsi l’intera piana. Secondo i calcoli dei progettisti dell’epoca (1966) il Fortore avrebbe potuto contenere una portata di 2100 metri cubi al secondo. Oggi può contenerne al massimo mille, ma in alcuni punti specie a monte si scende a 30-40. In queste condizioni diventa pressocchè difficile, se non impossibile, assicurare il pieno controllo delle esondazioni.

La soglia di guardia è perciò scesa a 192 metri, da qui la decisione di aprire la prima paratoia per assicurare una discesa graduale dell’acqua nel Fortore. Nonostante quello «sfogo» aperto nello sbarramento della diga, il livello dell’invaso è però continuato a salire ed è cresciuto negli ultimi giorni di un altro metro. Le popolazioni del basso Fortore, da Chieuti a Serracapriola, sono in apprensione. Come sette mesi fa sul piano delle prevenzione non è accaduto nulla.
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