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In Puglia e Basilicata

Vento e mareggiate nel Salento danni per oltre un milione

Vento e mareggiate nel Salento danni per oltre un milione
La costa flagellata dallo scirocco e gli operatori balneari pensano a chiamare ai danni la Regione Puglia. Venti giorni di mareggiate hanno cancellato decine di stabilimenti e chilometri di arenile nel Salento. Assobalneari ha quantificato i danni, fino ad ora, in oltre un milione e mezzo di euro, ed è pronta a citare per danni la Regione. «Mentre al Nord si lavora qui si pensa a fare costosissimi studi». «Gli arenili e gli stabilimenti stanno scomparendo per mano della natura e della disattenzione politica»
• Puglia, verso il traguardo il piano paesaggistico

11 Gennaio 2010

La costa flagellata dallo scirocco e gli operatori balneari pensano a chiamare ai danni la Regione Puglia. Venti giorni di mareggiate hanno cancellato decine di stabilimenti e chilometri di arenile nel Salento. Assobalneari ha quantificato i danni, fino ad ora, in oltre un milione e mezzo di euro, ed è pronta a citare per danni la Regione. «Il conto si allunga di giorno in giorno - spiega il presidente nazionale Renato Papagni -. C’è la responsabilità della Regione per un ripascimento promesso ma mai attuato in maniera compiuta e corretta. Dal 22 dicembre scorso, interi stabilimenti ed intere spiaggia sono state cancellate sia sulla costa adriatica sia su quella jonica». 

Assobalneari fa sapere che chiederà aiuti e sostegni alle imprese. «Solleciteremo l’abbattimento del cinquanta per cento dei canoni, come prevede la legge 296 - dice Papagni - e chiederemo la possibilità di un mutuo gratuito per dieci o vent’anni garantito al cento per cento dalla Regione Puglia». Al governo regionale aveva lanciato un appello, nei giorni scorsi, il sindaco di Porto Cesareo, Vito Foscarini, che non è rimasto lettera morta, perché il consigliere regionale del Pdl, Saverio Congedo, ha rivolto un'interrogazione urgente alla Giunta ed al presidente affinché sostengano la richiesta di calamità naturale e si adoperino per fronteggiare la grave situazione provocata dalle violenti mareggiate che hanno colpito il Salento e, in particolare, il litorale jonico. 
Porto Cesareo devastato il litorale
«Le richieste di intervento, a partire da quella del sindaco di Porto Cesareo meritano sostegno e risposte concrete da tutti i livelli istituzionali» dice Congedo facendo riferimento alla necessità urgente di riconoscere lo stato di calamità naturale per l'erosione del cordone costiero provocata dalle violenti mareggiate che hanno flagellato il Salento. Una situazione grave che oltre a compromette la bellezza della costa jonica rischia di far saltare la programmazione per la prossima stagione estiva colpendo duramente un comparto importante dell'economia salentina quale il turismo. 

«Il fenomeno dell'erosione che rischia di cancellare pezzi pregiati delle nostre coste come sta succedendo a Porto Cesareo dalla penisola di La Strea all'estremo litorale nord di Punta Prosciutto» conclude Congedo. Ma gli operatori sono in allarme. Mauro Della Valle, presidente del Club turismo Salento, non può fare a meno di lamentare che quello salentino e pugliese è «un territorio scarsamente preparato a difendere l’intero patrimonio ambientale costiero». Anche perchè, prosegue, «il susseguirsi di questi fenomeni di forti mareggiate non possono essere più catalogati come emergenziali». 

Della Valle dice che, a differenza di altre Regioni d’Italia che fanno concretamente pianificazione del territorio, come l’Emilia Romagna, «in Puglia assistiamo a costosissimi studi sullo stato di salute dei 972 chilometri di costa con nessun piano d’inve - stimenti per tamponare la furia delle mareggiate». «In Puglia le coste e le imprese balneari stanno scomparendo per mano della natura e della disattenzione politica» conclude Della Valle.
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