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In Puglia e Basilicata

Puglia, verso il traguardo  il piano paesaggistico

Puglia, verso il traguardo  il piano paesaggistico
di MASSIMILIANO SCAGLIARINI 
È una corsa contro il tempo che però, nonostante il massimo impegno, potrebbe risultare vana. Oggi pomeriggio l’esecutivo pugliese approverà la proposta di Piano paesaggistico regionale, ultimo passo prima dell’adozione del Pptr. Un lavoro di grande spessore scientifico che, però, rischia di infrangersi contro le ragioni della politica: l’approvazione definitiva spetta al ministero dei Beni culturali, ed è molto difficile che arrivi prima delle elezioni regionali. Il piano paesaggistico è il principale strumento di governance del territorio

11 Gennaio 2010

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI 

BARI - È una corsa contro il tempo che però, nonostante il massimo impegno, potrebbe risultare vana. Oggi pomeriggio l’esecutivo pugliese approverà la proposta di Piano paesaggistico regionale, ultimo passo prima dell’adozione del Pptr. Un lavoro di grande spessore scientifico che, però, rischia di infrangersi contro le ragioni della politica: l’approvazione definitiva spetta al ministero dei Beni culturali, ed è molto difficile che arrivi prima delle elezioni regionali. Il piano paesaggistico è il principale strumento di governance del territorio: il Pptr sostituirà il Putt/P, il piano oggi in vigore, dopo un lavoro di studio e consultazione durato oltre due anni. 

Il Putt non è infatti adeguato al nuovo quadro normativo nazionale (il Codice dei beni culturali), oltre ad avere grosse limitazioni in termini di contenuto. E l’impostazione data al nascente piano dall’assessore regionale Angela Barbanente, che ne ha affidato la direzione scientifica al professor Alberto Magnaghi, implica un cambio di passo: non un approccio vincolistico (come il Putt), ma piuttosto un tentativo di trasformare la pianificazione in una forma di governo del territorio. Un principio banale, ma non in Puglia.

 I contenuti del Pptr sono complessi, e dallo schema approvato a ottobre alla proposta che sarà licenziata oggi in giunta regionale il documento si è arricchito di contenuti: sono stati completati gli ambiti di tutela paesaggistica e l’apparato normativo. Il Pptr contiene tra l’altro la nuova cartografia tecnica regionale, già disponibile per i progettisti, ma anche la carta idrogeomorfologica redatta dall’Autorità di Bacino (uno strumento che in altre regioni è prassi da vent’anni). «Nel grande lavoro svolto - racconta l’assessore Barbanente - rientra anche la carta dei Beni culturali redatta in collaborazione con i quattro atenei pugliesi, ma anche la perimetrazione dei vincoli sulla cartografia tecnica regionale che è sovrapponibile ai dati catastali grazie ad un accordo con l’Agenzia del Territorio». Significa, in altre parole, la possibilità di «leggere» direttamente i vincoli che gravano su ciascuna proprietà. L’approvazione del Pptr aprirà in Puglia una nuova stagione di cambiamenti, perché tutti i Comuni dovranno adeguare i propri piani regolatori.

«Abbiamo fatto di tutto - spiega la Barbanente - per non creare troppi traumi. Chi ha fatto un buon lavoro di ricognizione e adeguamento al Putt, potrà largamente riutilizzarlo. Tanto che abbiamo previsto una procedura semplificata di adeguamento per chi ha già il piano regolatore adeguato al Putt». Il piano paesaggistico sarà ora sottoposto alla Vas (la valutazione ambientale strategica), la cui fase di consultazione dovrebbe esaurirsi il 22. Poi il Pptr sarà pubblicato su Internet e scatteranno i 60 giorni per le osservazioni, ma per l’approvazione definitiva sarà necessario l’accordo con il ministero dei Beni culturali. «Di fatto - dice la Barbanente - la redazione del Pptr è avvenuta a quattro mani con la Direzione regionale dei Beni culturali, quindi in pieno accordo con il ministero, dopo la preintesa di novembre 2007. A ottobre scorso abbiamo trasmesso al ministero lo schema di piano, ma non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta».
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