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In Puglia e Basilicata

Puglia, sono arrivati nella notte 350 «reduci» della guerra di Rosarno

Puglia, sono arrivati nella notte 350 «reduci» della guerra di Rosarno
di MANLIO TRIGGIANI 
Scendono dal pullman in silenzio, guardandosi attorno e vengono fatti entrare nella tensostruttura con centinaia di sedie. 204 immigrati provenienti dall’inferno di Rosarno, sono giunti nella tarda serata di ieri nel Cara (Centro accoglienza richiedenti asilo) del capoluogo pugliese. Nella notte (verso le 2.00 di stanotte) ne sono arrivati un altro centinaio di immigrati e più un'altra cinquantina all'alba per un totale di circa 350 persone
• Dal Marocco al Salento per lavorare ed invece viene sequestrata e violentata
• L'ANALISI - Sono solo carne da lavoro

10 Gennaio 2010

di MANLIO TRIGGIANI 

BARI - Scendono dal pullman in silenzio, guardandosi attorno e vengono fatti entrare nella tensostruttura con centinaia di sedie. 204 immigrati provenienti dall’inferno di Rosarno, sono giunti nella tarda serata di ieri nel Cara (Centro accoglienza richiedenti asilo) del capoluogo pugliese. Nella notte (verso le 2.00 di stanotte) ne sono arrivati un altro centinaio di immigrati e più un'altra cinquantina all'alba per un totale di circa 350 persone. Accolti nella tensostruttura del Cara sono poi stati alloggiati nei prefabbricati e rifocillati. 

«Si è voluto dare la precedenza a iniziative di carattere umanitario - ha spiegato il prefetto Carlo Schilardi - e cioè l’organizzazione interna del campo, gli orari, le docce, l’infermeria, la moschea o la chiesa. Sono state date queste indicazioni insieme al kit igienico e a generi di conforto. Domattina (oggi per chi legge, ndr) cominceranno le operazioni di identificazione che non dovrebbero essere difficili poiché pare che molti di loro abbiano i documenti. Poi - ha concluso Schilardi - dipenderà tutto dalla legge che noi applicheremo». 

immigrati di RosarnoLa capienza massima del Cara è di 944 posti. All’interno sono ospitati già 300 immigrati e con i 350 che in totale arriveranno si raggiungerà la quota di 650. Ma le voci sin dalla serata di ieri erano contraddittorie sull’arrivo: si parlava di 200 arrivi, poi di 300, si diceva che sarebbero stati trasportati al Cie (Centro identificazione eesplusione), struttura coercitiva e invece sono stati trasoportati al Cara (Centro accoglienza richiedenti asilo) luogo per verificare le singole posizioni prima di avviare le procedure per la concessione dell’asilo politico.

All’ingresso dell’aeroporto militare, nel quale è ospitato il Cara, c’era un presidio di una decina di militanti di Rifondazione comunista e della Rete antirazzista. 
Sabino De Razza, segretario provinciale di Prc ha affermato di essere lì «per testimoniare la solidarietà agli immigrati di Rosarno contro la ‘ndrangheta: si sono ribellati contro i caporali. È vero che ci sono stati anche degli ecessi nei confronti della popolazione locale ma la situazione è scappata di mano». 

L’aeroporto era in «massima allerta» da alcuni giorni a causa degli attentati avvenuti in alcune regioni e polizia, carabinieri, e militari del Battaglione San Marco erano schierati sul piazzale antistante le case prefabbricate nelle quali sono alloggiati gli ospiti. 

immigrati di Rosarno A caldo, le testimonianze di alcuni africani: restii a parlare, pochi di loro parlano l’italiano. Hossein Josef, così dice di chiamarsi, 27 anni proveniente dal Ghana dice di aver girato varie località del Sud per lavorare. «Io provengo da Napoli, sono andato a Rosarno per la raccolta dei mandarini - spiega - ma il lavoro non era facile da trovare. A un certo punto, sono scoppiati i disordini con la gente di Rosarno ma non so dire perché». 
Brahim Awal ha 24 anni e viene dal Togo. Da due anni è in Italia e parla un po’ l’italiano. «Ho vissuto a Bari e mi sono spostato Sono stato a Rosarno per lavorare, per un mese. Ho il permesso di soggiorno per lavorare e non so cosa sia successo a Rosarno quando sono scoppiati gli scontri». 
Per Silaiss, 32 anni dalla Nigeria, «ci hanno sparato - racconta - e comunque da un po’ di tempo c’erano problemi con le persone di Rosarno».
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