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In Puglia e Basilicata

«Io ce l'ho più lungo» sfida "osè" al mercato finisce in rissa a Bari

«Io ce l'ho più lungo» sfida "osè" al mercato finisce in rissa a Bari
di LUCA NATILE
Giovedì mattina, mercato rionale di via Montegrappa, a Bari. Un pescivendolo 51enne esibisce gli "zebedei" sfidando gli astanti a prendere atto, centimetro alla mano, di quanto fosse dotato. L'esibizione scandalizza le massaie e, per questo, s'infuria il vicino di bancone, Giovanni Sedicina, 28 anni che gliele suona. Allora il pescivendolo prende un coltellaccio. Sedicina "replica" estraendo una Smith Wesson calibro 38. Per fortuna, l'intervento dei carabinieri del Nucleo radiomobile provinciale al comando del luogotenente Giuseppe Remini ha impedito che la rissa degenerasse in tragedia

09 Gennaio 2010

BARI - La virilità è una questione di centimetri, esibiti senza vergogna insieme a sogliole, gamberi e frutti di mare sulla bancarella di un mercato rionale. Giovedì mattina un pimpante pescivendolo cinquantunenne ha pensato bene di esibire i gioielli di famiglia accanto alla merce esposta nel mercatino rionale di via Montegrappa, sfidando alcuni suoi degni compari a prendere atto, centimetro alla mano, di quanto madre natura lo avesse dotato. L’esibizione ha scandalizzato alcune massaie intente a scrutare tra le bancarelle e mandato su tutte le furie il vicino di bancone, Giovanni Sedicina, 28 anni che dopo aver preso a schiaffoni il collega esibizionista, rimproverandolo di far fuggire la clientela, si è armato di una Smith Wesson calibro 38. 

L’intervento dei carabinieri del Nucleo radiomobile provinciale al comando del luogotenente Giuseppe Remini ha impedito che la rissa degenerasse in tragedia e che quello sfoggio dei gioielli di famiglia venisse punito a pistolettate. Morale della storia, Sedicina è finito in galera e con lui Angelo Tanzi e Saverio Spano, entrambi ventenni e incensurati che lo avrebbero aiutato a nascondere l’arma al sopraggiungere dei carabinieri. 

Non l’ha fatta franca il pescivendolo, denunciato per favoreggiamento: quando i militari lo hanno interrogato lui ha tenuto la bocca chiusa (come finalmente anche la patta dei pantaloni) evitando di fornire elementi per incriminare il suo castigatore. In realtà non ce n’è stato bisogno. 

I carabinieri dopo la rissa hanno trovato Giovanni Sedicina nel locale di via Doberdo che utilizza come deposito per la sua bancarella e la merce (generi alimentari e articoli per la casa). Durante la perquisizione hanno scovato una seconda pistola. La prima l’aveva addosso Angelo Tanzi che sulla sua Volkswagen Golf, parcheggiata nei pressi di via Montegrappa nascondeva sette proiettili. 

In base alla ricostruzione fatta dai militari Sedicina gliela avrebbe affidata per farla sparire e Saverio Spano avrebbe cercato di aiutarlo prima che i militari li bloccassero entrambi. Stando alla ricostruzione dei militari il pescivendolo dopo averle prese di santa ragione dal Sedicina nei panni del castigatore di costumi e difensore della pubblica moralità, si sarebbe armato di un coltellaccio insidiando il vicino che per difendersi si sarebbe allontanato per tornare subito dopo armato di pistola. 

Dopo aver assistito alla scioccante esibizione dei «centimetri» in libertà, le massaie del mercatino di via Montegrappa hanno visto con terrore i due uomini affrontarsi con le armi in pugno. Se il primo colpo di scena aveva provocato imbarazzo, il secondo ha generato un fuggi- fuggi generale. Qualcuno ha pensato bene di telefonare alla sala operativa dei carabinieri che in pochi minuti sono piombati sul posto, notando nella confusione i due ragazzi che cercavano con passo svelto di abbandonare la scena del reato. Non ci sono riusciti e così sono scattate le manette. Ad inchiodare i protagonisti della rissa le testimonianze della gente del quartiere.
di LUCA NATILE
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