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Sequestrato e rapinato Tre arresti a Foggia

Sequestrato e rapinato Tre arresti a Foggia
Per aver tenuto bloccato in una vettura per un paio d’ore un giovane di 22 anni, F.G., e averlo picchiato e minacciato per rapinarlo ed estorcergli denaro tre persone sono state arrestate a Foggia, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dagli agenti della squadra mobile della questura di Foggia. Gli arrestati sono Giuseppe Traiano di 25 anni, Marco Pio Carella, di 30, Luca Imbimbo di 24. Una quarta persona è ricercata

08 Gennaio 2010

FOGGIA - Per aver tenuto bloccato in una vettura per un paio d’ore un giovane di 22 anni, F.G., e averlo picchiato e minacciato per rapinarlo ed estorcergli denaro tre persone sono state arrestate a Foggia, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dagli agenti della squadra mobile della questura di Foggia. Gli arrestati sono Giuseppe Traiano di 25 anni, Marco Pio Carella, di 30, Luca Imbimbo di 24. Una quarta persona è ricercata. 

Gli indagati sono accusati di sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina, lesioni personali e minacce. 

Le indagini furono avviate nel novembre 2008, quando la squadra mobile - sulla base di una denuncia del giovane – sottopose a fermo d’indiziato di delitto il pregiudicato Ivan Narciso di 20 anni, accusato di sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina, lesioni personali e minacce, fatti avvenuti il 19 novembre. Insieme con Narciso – secondo l’accusa – avevano agito anche Traiano e Carella, mentre una ventina di giorni prima si era verificato un episodio analogo sempre con un’aggressione aa F.G., cui aveva partecipato anche Imbimbo. 

Secondo gli investigatori, nella mattinata del 19 novembre 2008, F.G. per circa due ore era stato in balia di quattro persone che lo avevano costretto a salire a bordo di un’auto, trattenendolo contro la propria volontà, per estorcergli 2.000 euro. Il giovane, nella circostanza, venne picchiato, rapinato del proprio telefonino cellulare e minacciato di ulteriori e più gravi ritorsioni qualora non avesse consegnato il denaro chiesto. Quando si resero conto che il giovane non aveva la cifra chiesta, i quattro aggressori lo costrinsero a fissare un appuntamento con un suo congiunto imprenditore perchè portasse il denaro. Nel corso dell’appuntamento fissato con l’uomo, l'ostaggio riuscì però a sfuggire ai malfattori e ad avvertire la squadra mobile.
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