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In Puglia e Basilicata

Omicidio Basile, la bimba insiste: la nonna  conosce gli assassini

Omicidio Basile, la bimba insiste: la nonna  conosce gli assassini
UGENTO - «Uno grosso con la pancia e l’altro magro», «uno aveva i muscoli e l’altro era debole», «uno lo teneva e l’altro gli tirava pugni e c’era pure un coltello». Così la baby testimone ricostruisce l’omicidio di Peppino Basile. Lo fa rispondendo nel corso dell’incidente probatorio alle domande dei giudici delle indagini preliminari Antonio Del Coco e Cinzia Vergine. Ma alla domanda più importante: «Tu le persone che hanno dato le botte a Peppino le hai mai viste? Vicino casa le hai mai viste?» La bimba risponde: «Mai». 

08 Gennaio 2010

UGENTO - «Uno grosso con la pancia e l’altro magro», «uno aveva i muscoli e l’altro era debole», «uno lo teneva e l’altro gli tirava pugni e c’era pure un coltello». Così la baby testimone ricostruisce l’omicidio di Peppino Basile. Lo fa rispondendo nel corso dell’incidente probatorio alle domande dei giudici delle indagini preliminari Antonio Del Coco e Cinzia Vergine. Ma alla domanda più importante: «Tu le persone che hanno dato le botte a Peppino le hai mai viste? Vicino casa le hai mai viste?» La bimba risponde: «Mai». 


E anche quando i giudici tentano di scavare ancora più a fondo («Dopo che hanno dato le botte le hai più viste?») la bambina risponde: «No, neanche!». Per non lasciare dubbi, i giudici ci riprovano ancora con il tatto che contraddistingue l’interrogatorio dei minorenni: «Senti, quello che ha dato le botte a Peppino conosce qualche amico tuo?». Ma anche a questa domanda la risposta della bimba è sempre la stessa: «No». Ma il nome degli aggressori non sarebbe un mistero. Qualcuno li sa. «La nonna non le conosce quelle persone, però sa come si chiamano. Sì, me li ha detti, però io non li ricordo».

L’incidente probatorio, che serve ad anticipare la raccolta della prova per evitare che la minorenne venga interrogata nel corso del processo, si è svolto il 23 dicembre scorso.

Le dichiarazioni della bambina, che all’epoca dell’omicidio di Peppino Basile aveva 5 anni, hanno un peso rilevante all’interno delle ordinanze di custodia cautelare che hanno aperto le porte del carcere ai due presunti assassini del consigliere provinciale dell’Italia dei valori. Da un mese e mezzo sono rinchiusi in carcere i vicini di casa di Basile: Vittorio Colitti, 66 anni, e il nipote Vittorio Luigi di 19 anni, ma all’epoca dell’omicidio minorenne.

La notte del delitto, quella fra il 14 e il 15 giugno del 2008, la bambina dormiva in casa della nonna, a pochi metri di distanza dall’abitazione di Basile. Facendo ricorso a disegni, la bimba ha raccontato ai giudici quanto ricorda della storia di Peppino Basile: «Peppino gridava: aiuto! aiuto! Quello con la pancia gli dava le botte, quello magro lo teneva. Poi questi due fanno finta di aiutarlo, hanno detto: andiamo un attimo a casa e poi non sono ritornati più. Si sono allontanati a piedi. Quando ho visto che non sono tornati io me ne sono andata a letto». La bimba era stata svegliata dalle urla che provenivano dalla strada. Ha gridato ed ha richiamato l’attenzione della nonna: «Io e lei siamo rimaste alla finestra. Lei mi abbracciava e mi ha detto di non dire niente a nessuno perchè aveva paura che mi succedesse qualcosa».

Dalle dichiarazioni della bimba emergono altri due fatti nuovi. Il primo è la presenza di un’auto sulla scena dell’omicidio: «Una vettura piccola e bassa, non molto alta: ho visto la ruota ed il cofano». Il secondo: dopo l’omicidio, nè la bambina nè il fratellino avrebbero più giocato con il figlio minore dei Colitti. Infine, poi, emerge anche un aspetto curioso. Incontrando la bambina e i fratellini, Colitti senior avrebbe detto di chiamarsi «signor Nessuno».

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