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In Puglia e Basilicata

Smaltire un box doccia a Bari? Un rompicapo

Smaltire un box doccia a Bari? Un rompicapo
BARI - «Mille peripezie per smaltire un vecchio box doccia». La telefonata di protesta, racconta di un servizio, quello offerto dall’Amiu per lo smaltimento dei rifiuti ingombranti, che non comprende però alcuni materiali, come il vetro, considerati a rischio. In realtà mancano alcuni passaggi burocratici affinchè entrino in attività gli otto centri multirifiuti cittadini». Per ora non ci sono molte alternative: o ricorrere alla raccolta a pagamento, ma con una procedura complessa e dai tempi abbastanza lunghi, oppure «abbandonare tutto per strada». E le strade di Bari sono piene di rifiuti di ogni genere.

08 Gennaio 2010

«Mille peripezie per smaltire un vecchio box doccia». La telefonata di protesta, racconta di un servizio, quello offerto dall’Amiu per lo smaltimento dei rifiuti ingombranti, che non comprende però alcuni materiali, come il vetro, considerati a rischio. In realtà mancano alcuni passaggi burocratici affinchè entrino in attività gli otto centri multirifiuti cittadini». Per ora non ci sono molte alternative: o ricorrere alla raccolta a pagamento, ma con una procedura complessa e dai tempi abbastanza lunghi, oppure «abbandonare tutto per strada». E le strade di Bari sono piene di rifiuti di ogni genere.

di Roberto Calpista

BARI - Più che una telefonata, uno sfogo, un’autodenuncia, un pentimento. «Stavo per commettere un reato. Non so, chiamatelo come volete, inguacchiamento della pubblica strada, abbandono di rifiuti ingombranti, vilipendio al senso civico. Ma ho le attenuanti, ero quasi costretto». La storia riguarda un privato cittadino da una parte e l’Amiu, l’ex municipalizzata per l’igiene urbana, dall’altra. Anzi un servizio che l’azienda rende: la raccolta a domicilio del materiale ingombrante.

C’è un numero verde da chiamare, 800011558. Si telefona e rispondono pure, ed è già un primo passo in avanti. Non solo, sono anche gentili dall’altra parte del cavo. Però fanno quel che possono. Nel caso c’era un vecchio box doccia da smaltire: quattro pannelli in metallo e due ante di vetro. «Nulla da fare signore, non preleviamo il vetro». Che fare dunque, l’idraulico, più un Nobel di tubi e condotte, dato il compenso richiesto, non ritira, «ho la macchina piccola, non ci entra. Chiamate l’Amiu». Il rottame pesa pure parecchio e resta parcheggiato sul terrazzo di casa. Poi la telefonata e la risposta: «Non ritiriamo il vetro. Se vuole però può usufruire del servizio a pagamento». Bene e come si fa? «Allora deve inviare un fax all’azienda, al numero 080/5311461, in cui indicherà, l’oggetto da smaltire, il materiale che lo compone, i suoi dati e l’indirizzo. Attenda e le arriverà un preventivo e poi potrà decidere se accettare o meno». L’ultima incognita: i tempi? «C’è da aspettare, sono lunghi». Alternative? «Potrebbe smontare il box doccia, separare la struttura dal vetro e portare quest’ultimo al deposito di raccolta, ma prima si informi se lo accettano». Oppure? «Non so, attendere».

Torna così la cantilena: «Ho deciso di fare quel che non avrei mai voluto, abbandonare tutto per strada, al fianco di un cassonetto. Come si usa a Bari o come, con queste inutili lungaggini, con questi servizi che ci sono ma non si sa bene come e se funzionano, a Bari ti costringono a fare». In realtà il «delitto» non è andato a segno. Insomma c’è stato il tentativo, il rottame è stato caricato sull’auto per poi partire verso il solito cassonetto, zona di campagna protetta dall’oscurità (ma a tarda ora può andare bene anche il centro). Uno dei tanti cassonetti che straripano tutt’attorno di mobili, suppellettili, vasche da bagno, gabinetti, pezzi di carrozzeria d’auto, materassi (un classico), macerie, cartoni. Il piano criminale stava andando a compimento, tra mille ripensamento e rimorsi della coscienza. Quand’ecco un gruppetto, gente dell’est, forse rumeni, forse musici. Quelli che occupano ruderi abbandonati e ci vivono. Un ultimo tentativo: «Vi può servire?». Poteva, poteva, a cosa non si sa. Ma il box doccia ha evitato la gogna del marciapiede e in un modo o nell’altro è finito nell’accampamento degli stranieri.

E dall’Amiu? Ammettono che ci sono problemi, soprattutto quando si tratta di materiale potenzialmente pericoloso o da trattare. A Bari ci sono 8 centri per la raccolta multimateriale: due del Comune, uno alla zona industriale con locali idonei anche a contenere materiali pericolosi, altri cinque in città. «Qui deve essere porttato tutto quanto non può andare nelle campane o negli appositi contenitori. Ma i centri ancora non hanno tutte le autorizzazioni in regola. L’iter burocratico da mesi è incompleto. Nelle altre aree di raccolta i rifiuti devono essere portati a spese proprie. Mentre il servizio a domicilio è a pagamento per gli esercizi commerciali e per i privati, ma c’è la questione tempo, Anzi tempi, che sono lunghi».

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