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In Puglia e Basilicata

«Altro che bimbo negato, il maresciallo non ha  mai chiesto l'affido»

«Altro che bimbo negato, il maresciallo non ha  mai chiesto l'affido»
«Nè in passato nè ad oggi» il maresciallo dei carabinieri che ha tenuto con sè il bimbo di 11 anni figlio della donna uccisa a Trinitapoli il 3 gennaio scorso dal convivente ha presentato formale richiesta di affido. Lo precisa in una nota l’Associazione nazionale magistrati, distretto di Bari

07 Gennaio 2010

BARI – «Nè in passato nè ad oggi» il maresciallo dei carabinieri che ha tenuto con sè il bimbo di 11 anni figlio della donna uccisa a Trinitapoli il 3 gennaio scorso dal convivente ha presentato formale richiesta di affido. Lo precisa in una nota l’Associazione nazionale magistrati, distretto di Bari, che in relazione alla vicenda del bambino «che ha suscitato scalpore e interesse mediatico» precisa anche che la magistratura minorile e i servizi sociali sono «impegnati a garantire l’interesse del piccolo nel difficile momento della sua esistenza, e ne hanno disposto il rientro nella Comunità dove era già inserito da tempo, assicurando che venisse a lui fornito ogni necessario supporto psicologico per l'elaborazione del gravissimo lutto e del trauma soffertò». 

L'Anm interviene in difesa dell’operato dei magistrati minorili facendo riferimento all’ondata di prese di posizione - che hanno portato anche alla nascita di un gruppo su facebook - contrarie al rientro del bimbo in comunità e favorevoli invece all’affidamento del piccolo alla famiglia del comandante della stazione dei carabinieri di San Ferdinando di Puglia che è intervenuto il giorno dell’omicidio della donna e già in passato si era occupato del piccolo. 

«Pur consapevoli delle corde emozionali che le vicende relative ai minori inevitabilmente toccano e della non agevole divulgazione di provvedimenti giudiziari di natura tecnica, per una più corretta ricostruzione della vicenda – è detto nella nota – occorre però sottolineare che era stato consentito al piccolo di allontanarsi dalla comunità nella quale era da tempo positivamente inserito, perché potesse trascorrere con la madre (unico genitore ad averlo riconosciuto) le vacanze natalizie durante le quali è avvenuto l’omicidio della donna». 

L’Anm precisa, infine, che dopo l’omicidio, il bimbo è stato accolto in casa del maresciallo dei carabinieri che «intendeva soltanto tenere con sè il minore sino all’Epifania, ma non ha nè in passato nè ad oggi avanzato formale domanda di affidamento».
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